IL NOSTRO PARERE
La seconda bozza del NOSTRO PARERE è finalmente disponibile:
IL NOSTRO PARERE Competenze ingegneri triennali (2a Bozza) file modificabile (.doc)
Per la stesura si ringrazia l’Ing. Mauro Provana (mauroprv@tele2.it). Nello stendere il documento si è tenuto conto della prima bozza elaborata dall’ing. Meccoli che presentava però solo dei principi di carattere generale.
Aspettiamo commenti e consigli in merito al parere al fine di definire un parere unico da inviare a tutti i consigli Nazionali e Provinciali.
La prima bozza del NOSTRO PARERE :
Il NOSTRO PARERE Competenze INGEGNERI sezione B (Massimiliano Meccoli)_rev.1
Il file modificabile: Il NOSTRO PARERE Competenze INGEGNERI sezione B (Massimiliano Meccoli)
Per la stesura si ringrazia l’Ing. Massimiliano Meccoli (ing.meccoli@yahoo.it). Aspettiamo commenti e consigli in merito al parere al fine di definire un parere unico da inviare a tutti i consigli Nazionali e Provinciali.
Il CUP3 sta organizzando una serie di iniziative contro il parere, che vi comunicheremo a giorni. Vi chiedo pertanto di reperire la seguente documentazione, necessaria per ribaltare e demolire quanto dichiarato nel parere del CSLP :
1. I piani di studio delle Lauree triennali (e D.U.), delle specialistiche e delle Lauree V.O. (sappiamo benissimo che c’è chi di dinamica non ha affrontato nessun esame, e c’è chi non è del settore Civile che progetta e non ha fatto nessun esame di materie inerente la Sismica);
2. Le prove di esame di abilitazione alle varie professioni;
3. Le circolari del Genio Civile (dobbiamo dimostrare che allo stato attuale i geometri hanno maggiori competenze).
ed inoltrarla anche alla mail del CUP3: info_cup3@libero.it.
Alcuni pareri che ci consentono di operare in zona sismica:
Contributo alle competenze Federazione Ingegneri Toscana – Contributo competenze Federazione Ingegneri Toscana
Parere prof. Pasquini (Università Federico II – Napoli) : Interpretazione prof.Pasquini – Università FedericoII – Napoli
Parere Ordine ingegneri di Firenze (anche in riferimento alla nota del CNI): Competenze Ingegneri Iunior – Ordine di Firenze
Dissenso Federazione Ingegneri Campania sulla nota del CNI : Dissenzo Federazione Ingegneri Campania
Competenze in zona sismica dei Periti Industriali: Competenze Periti industriali edili “zona sismica”09/0/609












“IL MIO PARERE”
Questa nostra azione, sollecitata da tale blog web non deve essere frettolosa.
Dobbiamo cogliere l’occasione per affrontare i problemi di tutta la sez.B non solo per chi è laureato in ingegneria civile indirizzo strutture.
Ci sono gli ingegneri ambientali inidirizzo energia, gli ingegneri edili indirizzi energia e poi gli ingegneri elettrici etc….
Pertanto dobbiamo promuovere un documento che sia una DIFESA per tutti gli iscritti alla sez.B.
Occorre:
1) puntare sul “valore legale del piano di studio” e redigere i progetti in funzione delle competnze di ciò che realmente si è studiato all’università.
2) ripristinare il settore uninco, come era prima del dpr 328/2001. Vi sfugge che anche un “ingegnere elettronico” può saper progettare palazzi in quanto a master mirati fatti post laurea, esperianza lavorativa maturata in un settore diverso da quello in cui si è laureati; la forma mentis di noi ingegneri ci consente di affrontare CON L’INGEGNO qualsiasi problematica.
E poi ci sono i software che danno un grande aiuto.
3) Si deve intendere per progettazione standardizzata, tutto ciò che è conforme alla vigente normativa.
Pertanto all’ing. triennale si vieta di fare sperimentazione, ricerca ed insegnamento nella pubblica istruzione, attività queste riservate agli ingegneri sez.A.
QUESTO E’ IL MIO PARERE.
Saluti
Dott.Ing. N.P. sez.B settore a)
Presidente Commissione sez.B
concordo con Nicola soprattutto per il punto 1.
sarebbe opportuno anche chiarire le competenza per i “collaudi tecnici”
ci sono ingegneri iunior come me che sono parte di un settore dove è una attività rilevante
Cogliere l’unica occasione buona ottima che ora ci si presenta nella formazione del neo- albo unico (geometri-periti), per chiedere nel contempo con il cni che potrebbe appogiarci il ripristino dell’Albo unico degli ingegneri fondendo insieme attuali iscritti della sez. A e sez. B.
Bene citare Alcuni pareri che spiegano di poter operare in zona sismica anche se ci sono delle incongruenze. Per esempio non si cita il comma 1 del 328 (professione ingegnere a e b) o il R.D. del 1925 e in uno si vogliono escludere anche le strutture in acciaiao, senza dimenticari che le competenze contenute nel 328 non sono espressamente indicate, ma solo elencate in maniere esemplificativa e non tassativa.
Questa deve essere l’occasione buona per chiarire e stabilire le competenze degli ingegnori iunior di tutti e tre i settori:
1) settore civile ed ambientale
2) settore dell’informazione
3) settore industriale.
Mi chiedo ,se ad oggi è ancora previsto dalla normativa che gli studenti delle scuole per geometri o per periti industriali possano sostenere l’esame di stato per l’abilitazione alla professione al termine degli studi e dopo il praticantato. Con la creazione dell’albo unico questi giovanissimi professionisti acquisirebbero le stesse competenze degli ingegneri triennali senza aver fatto l’università!!!!!! A questo punto mi sembrerebbe assolutamente logico pensare al passaggio automatico degli ingegneri iunior nella sez. A dell’albo!!!!!!!!!!!!
Saluti
Io credo che lo spirito in cui vadano inquadrate le competenze dell’ingegnere laureato sia anche quello del contesto Europeo.
In questa ottica ed in quella dei nuovi ordinamenti universitari e della legge dunque attualmente vigente le competenze vanno distribuite lungo una scala che rappresenta in linea di massima la filiera di tutto il progetto, in cui, in funzione della propria preparazione, ognuno svolge il proprio ruolo. In generale il ruolo ricoperto dai diversi professionisti nelle fasi progettuali può essere ripartito in base alla preparazione universitaria per come segue:
1) Ricercatori – ELABORAZIONE DATI SPERIMENTAZIONE RICERCA E VERIFICA DEL MODELLO > (Ingegneri di Sez. A, fisici, matematici) ( II Livello) (competenze esclusive dei Laureati Specialisti)
2) Progettisti > Ing. – Applica il modello al caso in esame (Ingegnere Sez. A e Sez. B) – (I Livello) (Laurea e Laurea Specialistica)
3)Tecnici > rilievi e rimanenti operazioni annesse al progetto (Ingegnere sez. A e sez. B, Geometra, perito)
(Livello 0) ( Laurea Specialistica, Laurea, Diploma).
Questi in modo riassuntivo i tre livelli a cui corrisponde una differente preparazione in cui i professionisti possono intervenire. Il dpr 328/01 nasce in un contesto Europeo con questo intento la legge in pratica ci consente di progettare a pieno titolo.
Oggi in realtà gli ingegneri di Sez. A invece vedono gli ingegneri B (perchè in inferiorità numerica), oltre che come naturali concorrenti, come una ghiotta occasione da sfruttare per fare più soldi ed avere più potere. Vogliono tutto per se, avere l’esclusiva e apporre il proprio timbro necessariamente sul progetto degli ingegneri B. Dopo anni ormai non hanno più
resistito e fanno di tutto per bloccarci con i mezzi più disparati e fuori legge.
Se noi fossimo almeno il 50% degli A le cose andrebbero come la legge oggi prevede e come prima illustrato e nessuno emanerebbe pareri così assurdi nella più tranquilla impunità.
gli ingegneri sez A che fanno un sacco di materie relativamente alle costruzioni in zona sismica sono solo quelli scritti in strutture gli altri no. Io ho fatto il progetto di tecnica delle costruzioni un fabbricato in zona sismica completo di calcoli e tutto, ho studiato l’analisi statica equivalente e analisi dinamica che devo studiare più? Insomma le proteste degli ing sez. A sono faziose e basta!!!
Guardando fra i siti delle diverse università nella maggior parte viene riportano la medesima e corretta descrizione delle nostre capacità possibilità progettuali cosa che invece ci viene negata dai pareri del cni con il fine di suggestionare anche chi legge e creare panico fra i professionisti ed i vari uffici competenti.
Per esempio sul sito dell’università di Bologna facoltà di ingegneria si legge:
Obiettivi formativi specifici del corso e descrizione del percorso formativo
La Laurea in Ingegneria civile si pone l’obiettivo specifico di formare figure professionali in grado di ricoprire ruoli tecnici e tecnico-organizzativi in contesti che richiedono la conoscenza degli aspetti metodologico-operativi delle scienze di base e dell’Ingegneria, con privilegio degli aspetti specifici dell’ambito dell’ingegneria civile, ma senza tralasciare gli aspetti generali.
Il Corso di Laurea mira a formare figura professionale altamente qualificata e molto richiesta sia in ambito locale che nazionale.
Il profilo formativo consente al Laureato in Ingegneria civile di operare in settori che richiedano capacità di gestione tecnico – operativa del progetto, di progettazione di opere riconducibili a schemi ricorrenti e capacità di gestione e controllo dei sistemi territoriali, nonché di collaborare alla progettazione e controllo dell’esecuzione di opere più complesse.
Il raggiungimento di tali obiettivi è ottenuto attraverso un percorso didattico che prevede innanzitutto una solida preparazione di base fisico-matematica, necessaria per acquisire i metodi di analisi e le procedure metodologiche tipiche dell’ambito scientifico, integrata da competenze di tipo più spiccatamente operativo. Successivamente si affronteranno le discipline caratterizzanti dell‘Ingegneria Civile che impartiranno le conoscenze fondamentali sui principi, i metodi e gli strumenti per la progettazione, l’esecuzione, la gestione e il controllo di opere civili di edilizia, di opere idrauliche, di infrastrutture, di sistemi di trasporto, di interventi sul territorio nonché per il rilevamento in ambito territoriale ed urbano.
In particolare, quali obiettivi formativi specifici, si impartiranno le conoscenze fondamentali su:
- I principi, le metodologie e gli strumenti per la modellazione ed il calcolo delle strutture, nonché sui criteri per la progettazione di elementi strutturali e strutture di MEDIA COMPLESSITA’ IN CALCESTRUZZO ARMATO ED IN ACCIAIO, mediante l’applicazione di schemi ricorrenti.
- I principi, le metodologie e gli strumenti per il calcolo delle variabili di progetto e la progettazione di opere idrauliche di media complessità in ambito urbano e extraurbano, mediante l’applicazione di metodi di calcolo ricorrenti e consolidati.
- I criteri ed i metodi per la progettazione geometrica delle infrastrutture stradali e della loro sicurezza, la loro gestione e costruzione, nonché le nozioni di base per la progettazione di elementi strutturali elementari (muri di sostegno, pavimentazioni) e per la scelta dei materiali da costruzione.
- L’ingegneria dei sistemi di trasporto (collettivo urbano, ferroviario, individuale stradale), con particolare riguardo alla loro progettazione e gestione, con riferimento all’analisi della domanda e dell’offerta di trasporto.
- L’ingegneria del rilevamento e sui criteri, le problematiche e le metodologie per il rilievo, il controllo, il monitoraggio e la rappresentazione delle strutture e del territorio, nonché i metodi di base nel trattamento dei dati relativi all’impianto ed alla realizzazione di rilievi topo-cartografici di MEDIA complessità a varia scala ed estensione.
- I principi riguardanti la caratterizzazione fisico-meccanica delle terre e le principali metodologie sperimentali per la determinazione dei relativi parametri.
- I metodi per la conduzione di prove sperimentali di media difficoltà e l’interpretazione dei dati in vari settori dell’Ingegneria Civile.
Nel percorso didattico si dà un adeguato spazio ad attività autonome dello studente rivolte allo svolgimento di esercitazioni e semplici elaborati progettuali, che gli consentano di maturare una idonea capacità di operare nel campo della progettazione di opere di media complessità con schemi di calcolo ricorrenti.
Qualcuno dimentica e sarà opportuno ricordare nonchè specificare nel nostro parere che l’ingegnere laureato può progettare non solo le strutture semplici, ma anche QUELLE DI MEDIA COMPLESSITA’ tale da non essere proprio complesse.
Segnalo inoltre che la regione calabria ha approvato una nuova normativa per il deposito dei progetti strutturali.
Eccovi un’altra bella notizia direttamente dalle newsletter del sito dell’acca software, questa riguarda il rilascio dei certificati energetici.
E’ all’esame del Consiglio di Stato la bozza del Decreto del Presidente della Repubblica che, in attuazione dell’articolo 4, comma 1, lett. c) del D.Lgs. 192/2005, definisce “i requisiti professionali e i criteri di accreditamento per assicurare la qualificazione e l’indipendenza degli esperti o degli organismi a cui affidare la certificazione energetica degli edifici e l’ispezione degli impianti di climatizzazione”.
La bozza di Regolamento attualmente in discussione prevede l’abilitazione “automatica” alla certificazione energetica degli edifici per alcuni titoli di studio, mentre in altri casi sarà obbligatoria la partecipazione ad uno specifico corso di formazione.
La bozza attualmente in discussione prevede che i “tecnici abilitati” alla certificazione energetica, limitatamente al proprio specifico ambito di competenza, siano in possesso dei seguenti titoli di studio:
Laurea specialistica (Dm 28 novembre 2000) in:
Architettura e Ingegneria edile
Ingegneria aerospaziale e astronautica
Ingegneria chimica
Ingegneria civile
Ingegneria dell’automazione
Inegneria elettrica
Ingegneria energetica e nucleare
Ingegneria gestionale
Inegneria meccanica
Ingegneria per l’ambiente e il territorio
Scienza e ingegneria dei materiali
Scienze e gestione delle risorse rurali e forestali
Scienze e tecnologie agrarie
Laurea magistrale (Dm 16 marzo 2007) in:
Ingegneria della sicurezza
Ingegneria elettrica
Ingegneria energetica e nucleare
Ingegneria gestionale
Ingegneria meccanica
Ingeneria navale
Ingeneria per l’ambiente e per il teriitorio
Scienza e ingegneria dei materiali
Scienze e tecnologie agrarie
Scienze e tecnologie forestali ed ambientali
Diploma di:
Geometra
Perito Industriale
Perito agrario
Per i laureati in fisica, matematica, urbanistica, chimica, geologia, ingegneria biomedica, elettronica, informatica e delle telecomunicazioni, e in scienze e tecnologie per l’ambiente e il territorio sarà obbligatorio frequentare uno specifico corso di formazione per la certificazione energetica degli edifici, tenuti da università, enti di ricerca, regioni, ordini e collegi professionali.
La preparazione dei corsi di abilitazione sarà affidata a livello nazionale ad Università, organismi ed enti di ricerca e ordini professionali mentre a livello locale le regioni potranno organizzare i corsi o autorizzare altri soggetti.
Dopo l’esame del Consiglio di Stato la bozza di regolamento dovrà tornare al Consiglio dei Ministri per la definitiva approvazione prevista per il mese di febbraio del prossimo anno.
Prima di allora non sono da escludere modifiche al provvedimento, dal momento che si sono levate le prime critiche da parte di alcuni ordini professionali.
Ricordiamo che il regolamento che definisce i requisiti per i certificatori troverà naturalmente applicazione nelle regioni che non hanno disciplinato autonomamente la materia (es. Lombardia, Emilia Romagna); fino alla pubblicazione del regolamento previsto del D.Lgs. 192 continueranno a trovare applicazione le norme transitorie definite dall’allegato 2 al D.Lgs. 115/2008
Ora sappiamo che un laureato triennale ha superato tre esami di fisica (fisica 1, fisica 2 e fisica tecnica), ma a quanto pare è più abilitato un geometra che no studia niente!!!
Non so se questa informazione è veritiera, ma non comprerò mai più un programma dell’ACCA Software.
Come sempre è una dimenticanza! Non considerano le lauree triennali.
Chiediamo l’intervento del CNI.
Ma vi rendete conto che si perde tempo a dibattere sul timbro e sul titolo da porre nei bigliettini da visita mentre la realtà dei fatti è che tra poco non potremmo operare nella maggior parte dei settori interessanti dell’ingegneria?
Paghiamo l’Inarcassa come tutti, quando c’è da andare a votare siamo colleghi ingegneri in tutto e per tutto, ma nella realtà dei fatti ci arrivano batoste a ripetizione da tutte le parti. Un piccolo elenco spero ci riporti tutti nel mondo reale:
- esclusi dalla progettazione strutturale;
- nel Regolamento LLPP, con la nuova definizione di laureato come laureato VO o quinquennale, non siamo nemmeno inquadrabili se non come “laureati brevi”;
- esclusi (si spera per dimenticanza) dalla certificazione energetica;
- nei bandi di pianificazione e nei concorsi di idee siamo sistematicamente esclusi;
- bandi per istruttori tecnici o supporto al RUP, quasi sempre è richiesta la laurea magistrale;
- anche i laureandi ci prendono per il culo: mi è capitato un incontro con gli studenti di ingegneria e tutti, ripeto tutti, hanno ribadito di voler continuare perchè il titolo triennale ha meno credibilità e possibilità di un diploma tecnico, mentre i docenti dicevano anche a noi rappresentanti di continuare perchè il triennale è una figura indefinita?!?
E noi perdiamo tempo a parlare di timbro e titolo? In sostanza noi non contiamo niente e conteremo ancora meno perchè questo clima di oppressione sta portando anche i vecchi e inseriti a riscriversi alla specialistica. Altro che ingegneri, contiamo meno dei geometri e sicuramente molto meno dei periti che in sostanza non hanno limiti.
Addirittura da poco mi sono sentito dire da un RUP che aveva visto nel bigliettino da visita la scritta ing. di provvedere a togliere dalla circolazione quei bigliettini perchè altrimenti sarebbe stato costretto a denunciarmi per abuso di titolo. Per poco non gli sputavo in faccia.
Comunque a questo punto…meglio geometra.
Almeno i laureati in fisica e i diplomati gli considerano, noi neanche quello.
PER TUTTI GLI INGEGNERI DELL’INFORMAZIONE E QUANTI SONO SOLIDALI A QUANTO SEGUE:
Come sapete il CUP3 ha ottenuto la possibilità di esprimere il proprio parere in merito alla riforma delle professioni.
I responsabili del CUP3 hanno fornito mediante il blog http://www.ingegnereiunior.it un indirizo email dove inviare suggerimenti per la riforma delle professioni da portare poi al tavolo dei lavori.
Ora è chiaro che la maggior parte dei suggerimenti verranno dal settore edile-ambientale che recentemente ha subito la penalizzazione per quanto riguarda la costruzione in zona sismica.
Vorremmo cercare anche di far sentire la voce degli INGEGNERI DEL SETTORE DELL’INFORMAZIONE e a tal proposito abbiamo creato un fac-simile di lettera da inviare al CUP3 per sensibilizzare i legislatori alle nostre problematiche.
Chiediamo quindi a tutti gli ingegneri dell’informazione di copiare e incollare la lettera sotto riportata e di inviarla all’indirizzo email del CUP3 che è info_cup3@libero.it
Ovviamente la lettera sotto riportata è aperta a modifiche e integrazioni e dunque chiunque volesse aggiungere qualcosa può farlo senza nessun problema…
(il nostro intento è quello di fare in modo che arrivino al CUP3 quante più segnalazioni possibili).
Vi preghiamo di inviare questa lettera e di passare la voce a quanti avessero a cuore questa problematica (non necessariamente ai soli ingegneri dell’informazione).
Il problema non riguarda solo quelli che attualmente sono iscritti, ma anche coloro che non erercitano la libera professione; chiediamo anche a loro e a tutti coloro che si sentono privati di un diritto, di sostenerci in nome della reputazione che ci contraddistingue… per non portare alcune classi di ingegneri alle competenze di un diplomato in una materia umanistica ( con tutto il rispetto per questo tipo di indirizzo…).
Grazie a quanti vorrano sostenere questa causa.
EMAIL DEL CUP3: info_cup3@libero.it
EMAIL DEL CUP3: info_cup3@libero.it
EMAIL DEL CUP3: info_cup3@libero.it
EMAIL DEL CUP3: info_cup3@libero.it
ECCO LA LETTERA CON LA NOSTRA RICHIESTA: BASTA SOLO FARE COPIA E INCOLLA DEL TESTO CHE SEGUE E INVIARLA ALL’INDIRIZZO QUI SOPRA:
Gent.mi responabili del servizio CUP3
la presente per portare alla vostra attenzione un grave problema che riguarda le limitazioni imposte dal DPR 328 alla professione di ing. Junior settore informazione, già noto ma meno discusso rispetto al parere del CNI sulla progettazione edilizia in zona sismica.
essendo un numero sicuramente ridotto, rispetto ai colleghi del settore edile è difficile far valere i nostri diritti.
Vi chiediamo quindi cortesemente, in vista delle audizioni in merito alla riforma delle professioni in corso di svolgimento presso la commissione Giustizia della Camera dei Deputati e in tutti gli altri organi competenti, di farvi portavoce degli ingegneri junior settore informazione in ordine a quanto segue:
Il DPR 328/01 introduce due forti limitazioni per l’esercizio di attività professionali per i laureati in ingegneria secondo i nuovi attuali ordinamenti (DM 509/99 e DM 270/04):
> una limitazione data dalle sezioni A e B
> una limitazione sulle attività, introducendo i settori civile e ambientale, dell’informazione e industriale
Il settore dell’ingegneria dell’informazione subisce in maniera drastica questo tipo di divisione e ne esce irreparabilmente discriminato in quanto, ad esempio, ad un Ing. elettronico o delle telecomunicazioni non è concessa la progettazione di semplici impianti elettrici pur avendo sostenuto diversi esami del proprio corso di laurea che gli garantiscono un’adegua preparazione in materia.
Riteniamo “accettabile” la suddivisione in settori per l’ordine degli ingegneri al fine di evitare abusi nella libera professione, pur considerando che ci sono nostri colleghi che, con lo stesso nostro titolo, sono iscritti a tutti e tre i settori, non per merti ma perchè hanno avuto la fortuna di essere nati qualche anno prima.
Troviamo invece assolutamente discutibile la scelta delle competenze attibuite ai tre settori, ed in particoltre troviamo assurda l’esclusioone di alcune lauree (ad esempio ingegneria elettronica) dal settore industriale a beneficio di altre che hanno un percorso formativo meno affine a questo.
Inoltre il DPR 328 non dà la possibilità, ad un laureato Junior elettronico, delle telecomunicazioni o informatico, di sostenere l’esame di stato per abilitarsi in ulteriori settori riducendo così le sue competenze ad un livello inferiore di quelle di un perito industriale.
In questo modo diventa difficie, se non impossibile, per un ingegnere junior o magistrale iscritto al settore dell’ informazione ritagliarsi uno spazio nel mercato della libera professione.
Tutto ciò si traduce in 3 anni di formazione universitaria “GETTATI AL VENTO” in quanto assolutamente inutili ai fini di competenze e riconoscimenti professionali.
Chiediamo quindi una maggiore tutela per il settore dell’informazione aumentando le competenze per gli Ingegneri che ne fanno parte.
In alternativa chiediamo di inserire, nella proposta di riforma professionale, la possibilità di sostenere l’esame di stato per l’abilitazione alla libera professione in un settore diverso, senza necessariamente dover conseguire un ulteriore laurea.
L’accesso all’ esame di stato, in altro settore, potrebbe essere consentito, ad esempio, previo percorso formativo in affiancamento di professionisti abilitati (tirocinio), esami universitari di recupero o corsi specifici riconosciuti che colmano eventuali debiti formativi.
Certi della Vostra collaborazione
Restiamo in attea di riscontro e inviamo
Distinti saluti
TUTTI GLI Ing. Junior DEL Settore informazione.
Chiediamo l’intervento a riguardo da parte del CUP3 poichè questo ambito è importantissimo per noi e non possiamo essere esclusi per una dimenticanza…anche perchè noto che anche gli architetti sono esclusi……FATECI SAPERE A RIGUARDO…MI RIVOLGO ANCHE AL PRESIDENTE VINCENZO BOCCASSINI
riporto una risposta data da Enzo a Eradimaggio sulla questione timbro.
eradimaggio detto
5 Aprile 2009 a 23:18
Ho fatto una personale ricerca ed ho scoperto che quasi tutti gli ordini provinciali hanno il timbro triennale senza il titolo di dottore, con la parola IUNIOR scritta più grande di ingegnere, ed il settore a caratteri abbastanza grandi mentre nel timbro quinquennale DOTT. ING. è scritto a lettere grandi mentre il settore molto piccolo. La discriminazione è palese, abnorme, e si scontra contro l’articolo N.1 della Carta Costituzionale che recita “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”. Diritto al lavoro e democrazia vengono schiacciati, per cui si chiede: quando il CUP3 si deciderà a denunciare la situazione?
enzo detto
8 Maggio 2009 a 06:43
gent.mo il CUP3 si batte da anni su varie problematiche: quella dei timbri professionali è un problema di complessa lettura poichè delegata ai singoli ordini provinciali e non già da una direttiva nazionale. Peraltro lo stesso DPR 328 da alcune indicazioni in merito dicendo che solo chi è iscritto all’ordine provinciale è ingegnere: il titolo di dottore resta meramente accademico.
personalmente sono riuscito a risolvere il problema presso il mio ordine provinciale, ma preferisco portare avanti battaglie ben più importanti e prioritarie di questa, visto che ci sono interessi dell’intera categoria che vengono spesso lesi, creando precedenti assurdi e più gravose di un timbro con o senza la scritta dottore
Di seguito la mia risposta.
caro Enzo ritengo che la questione timbro non sia cosa meno importante in quanto il timbro rappresenta il nostro biglietto da visita quando presentiamo i progetti ai vari enti. Tu che sei consigliere provinciale e presidente de CUP3 ci spieghi come hai risolto la questione con il tuo ordine (magari possiamo farlo anche noi) e come mai l’ordine di roma (ammesso che quello che si dice in questo blog sia tutto vero) ha adottato per gli ing. Sez B lo stesso timbro degli ing. Sez. A a meno della lettera che indica la sezione di appartenenza? Non dirmi che possiamo sceglierci la forma del timbro che vogliamo inserendo sezione e settore perchè ho già sentito questa risposta ma nessuno è andato a rifarsi il timbro.
Mi chiedo ma se è vero che l’ordine di Roma ha adottato questo timbro
http://www.mi-muovo.it/ingRM.jpg
è veramente così difficile far uniformare i timbri a tutti gli ordini?
addirittura a trento il timbro della sez. A è rettangolare e quello della Sez. B circolare
http://www.ordineingegneritn.it/ordine/albo/iscrizione_allalbo.html
quello di lodi invece orrendo
http://www.ordineingegnerilodi.it/uploaded/20090323_143335_Allegato+1+Fac+simile+timbri.pdf
quello di Milano:
http://www.ordineingegneri.milano.it/_system/_docs/docs/Iscr/timbri.PDF
quello di pescara:
http://www.ingegneripescara.it/faq.php
e facendo un giro fra i vari ordini non ho trovato il timbro dell’ordine degli ing. di roma per gli iscritti alla Sez B. Comincio a pensare che ciò che viene detto in questo blog non sempre è veritiero.
quello di Pavia:
https://www.ording.pv.it/ordingpv/brick/content.87/it
sul sito dell’ordine degli ingegneri di caltanissetta alla sezione “albo iscritti ” tutti gli ingegneri della sez. B vengono chiamati Dott. Ing. xxxx xxxx.
E credo proprio che anche il timbro sia adeguatamente comforme a quelli della sez A. Purtroppo non c’è modo di vedere il fac simile. Se c’è qualcuno che appartiene all’ordine di caltanissetta e scrive su questo blog potrebbe confermare o smentire ciò che ho detto.
Grazie
[...] IL NOSTRO PARERE [...]
PARERE OTTIMO ED ESAUSTIVO.
ANDIAMO SUBITO OLTRE.
SENZA SE E SENZA MA E SOPRATUTTO SENZA ALBO DEI TECNICI LAUREATI CHE E’ UNA MINCHIATA COLOSSALE.
Il mio parere è che normare la professione è una grande minchiata! ci tiriamo la zappa sui piedi! prima l’ingegnere stabiliva da solo quali fossero i propri limiti. uno che aveva studiato le strutture difficilmente si azzardava a progettare un mega impianto per l’energia elettrica: piuttosto si affidava al collega esperto di impianti.
secondo me dobbiamo riuscire a tornare a questa situazione! quelli della sezione a non rompano i coglioni! che si ccupino di progettazione sperimentale. ma cosa c’è di sperimentale nella progettazione che utilizza delle norme? le norme sono per definizione un elenco di cose da fare per progettare! cosa c’è di piu’ semplice e standard di applicare una norma!??! ma ci siamo tutti rincoglioniti??
finiamola di spaccare l’atomo per dire quali devono essere le nostre competenze! NOI DOBBIAMO POTER FARE TUTTO CIO’ CHE E’ NORMATO!
ciao,
uno che si vergogna ad appartenere alla categoria degli ingegneri
In riferimento all’ultima citazione “…Addirittura da poco mi sono sentito dire da un RUP che aveva visto nel bigliettino da visita la scritta ing. di provvedere a togliere dalla circolazione quei bigliettini perchè altrimenti sarebbe stato costretto a denunciarmi per abuso di titolo…”
La prossima volta che qualcuno si rivolge verso di lei con tale tono, provveda a denunciare immediatamente questa persona; per intimidazione,le faccio presente;che anche io sono un laureato in ingegneria triennale, mi sono laureato circa un anno fa in ingegneria edile, ed il presidente della commissione di laurea, che in quel caso era il preside della facoltà di ingegneria della federico II di Napoli il prof. Eduardo Cosenza, specifico esplicitamente che noi, potevamo e dovevamo pretendere di essere chiamati Dottori in Ingegneria, nonchè di presentarci come dottori in ingegneria.
posto qui quanto scritto al CUP 3 con richiesta di pubblicazione sul sito ( richiesta non esaudita chissà per quale motivo ) !
Cari colleghi,
analizzando il panorama presente, e spaventato dalle prospettive future , concordando con tutti voi sul fatto che è giunto il momento di tirar fuori le unghie e far valere i nostri diritti , sono ahimè conscio del fatto che per ( passatemi il paragone militare ) ” muovere guerra a qualcuno “ dobbiamo avere chiaro cosa vogliamo conquistare ; avere dunque chiari i confini del territorio su cui auspichiamo avere diritto e chiare consapevolezze del come vogliamo poi governare.
Noi sappiamo che NON vogliamo essere equiparati a geometri e periti , in quanto riconosciamo nelle loro degne figure dei limiti accademici ; sappiamo anche che NON vogliamo paragonarci agli ingegneri magistrali in quanto sappiamo che alla base del loro titolo vi è un più ampio spettro di conoscenze date da un numero ( ora 12 ) di esami in più rispetto a noi , sostenuti durante il percorso universitario.
Consci e consapevoli di questo ammorsati tra due categorie i cui confini intermedi sono poco chiari , muoviamoci ed iniziamo ad intraprendere una strada fatta non solo di parole , ( la cui interpretazione come accade spesso in Italia scaturisce da stati d’animo di persone in un determinato momento ) , ma fatta di numeri , esempi , casi e categorie.
Il confine tra semplice , modesto , standardizzato , innovativo e chi più ne ha più ne metta , a parole è chiaro a tutti, ma nonostante ciò ci scontriamo ogni giorno con centinaia di pareri di tecnici di sportelli unici , di uffici del genio , di ministeri e quant’altro , che nonostante tutte le migliaia di parole spese nella definizioni dei predetti concetti, continuano a negarci un nostro diritto innegabile da laureati abilitati, che è la presentazione di un progetto.
Ci deve essere una spiegazione razionale al fatto che a Roma ho presentato senza alcun problema un progetto di un edificio residenziale standardizzato di ingenti dimensioni e con sbalzi notevoli ed a Bologna un collega per quattro villette a schiera ha avuto interminabili problemi risoltisi solo dopo giorni fatti da svariati incontri e dopo la presentazione di tutto il materiale a nostro favore trovato sul “per fortuna esistente “ sito ingegnereiunior.com !
Tutto questo avviene purtroppo sulla base di PERSONALI INTERPRETAZIONI , non essendoci una definizione chiara di ciò che si può e ciò che non si può ! Perché quello che al tecnico comunale X, magari più esperto sembra semplice e standard , al funzionario Y può apparire complesso ??!!
Come lo valutano? Che criterio usano ? chi sono loro che possono interporsi tra ME INGEGNERE ed il codice deontologico che recita ( cfr ) : “ l’ingegnere adempie agli impegni assunti con cura e diligenza….e rifiuta incarichi per i quali ritenga di non aver adeguata preparazione …” e mi impone di ( cfr ) “ migliorare costantemente le proprie abilità “
Ora basta…decidiamo cosa è semplice e cosa non lo è , cosa è standard e cosa non lo è!
Siamo ingegneri e non attori , vogliamo classi , numeri e campi di appartenenza , non parole.
Al fine di poter meglio identificare le competenze degli ingegneri iscritti alla sezione B degli albi nazionali, propongo di suddividere gli ambiti di analisi per i rispettivi settori.
A tal proposito credo che sarebbe opportuno che tutti noi ingegneri Iunior ci concentrassimo sulla definizione degli ambiti delle competenze , suddividendoci in gruppi di lavoro partendo dalla macro suddivisione del dpr 328/2001. Pertanto vorrei invitare tutti i colleghi del settore A , B , C, a redigere delle personali considerazioni sulle tipologie di progettazione che a loro parere possano o meno far parte dell’ambito di competenze tipiche di un ingegnere sez. B.
Io nella mia esperienza da ingegnere civile , lavorando in ambito residenziale darò il mio contributo nelle pagine a seguire , vorrei che altri facessero altrettanto , sperando nella redazione di un documento che , visionato ed approvato dal CNI possa essere punto fermo di riferimento per l’intera categoria.
Come premessa a ciò che segue , voglio solo dire che viste come vanno tali cose in Italia, sia meglio ragionare utilizzando il principio che : “ per ottenere cinquanta…chiedi settanta ….dato che il cento non te lo darà mai nessuno “ !
BOZZA – COMPETENZE INGEGNERI CIVILI SEZ. B
SETTORE CIVILE AMBIENTALE
- EDILIZIA :
Limiti di competenza di progettazione : negli ambiti di calcolo previsti dalla normativa vigente e tenendo in riferimento i parametri di standardizzazione e semplicità nel loro complesso
EDIFICI IN C.A. ED ACCIAIO :
Max. 6 piani fuori terra
Max. 2 piani interrati
Sbalzi max. L= 5.50 m
Luce max . L= 6 m
Cubatura totale fuori terra : nessun limite o max. 20.000 mc
EDIFICI CON STRUTTURA PORTANTE C.A.P.
Max. 2 piani fuori terra
Luce max . L= 12 m
Cubatura totale fuori terra : nessun limite o max. 50.000 mc
EDIFICI IN LEGNO ( lamellare e non ) ED ALTRI MATERIALI – MISTE
Facciate e rivestimenti : tutti
Strutture con max. luce = 12 m :
Ville ; strutture sportive ed industriali ( cubatura massima 50.000 mc )
OPERE PARTICOLARI :
opere geotecniche ( disponendo di una relazione geologica firmata da un geologo ) :
muri di sostegno ;
fondazioni su pali ;
opere in sotterraneo in C.A. max. 2 impalcati
Ing. Castelli i Limiiti quantitativi e non qualitativi e così ristrettivi non li vuole nessuno. Io ho eseguito fino a poco tempo fa anche calcoli strutturali su strutture in c.a. di 7 piani fuori terra regolarii in pianta ed in altezza.
Noto che è stato fatto un bel lavoro.
Se riuscirò vi poporrò anche il mio contributo.
Bisognerebbe anche ampliare i concetti di lmite per quanto alla progettazione architettonica – edilizia ed anche sia il caso approfondire gli aspetti di pianificazione in attuazione di strumenti urbanistici generali.
Io per laurearmi mi sono fatto anche gli esami di tecnica urbanistica 1 e 2 + diritto urbanistico.
Poi gli appalti pubblici: se un geometra può ricevere incarichi di progettazione per appalti pubblici – e per legge può entro i liiti di loro competenza – noi dovremmo essere ancor più titolati.
SINCERAMENTE CREDO CHE SIA ABBASTANZA RIDICOLO CERCARE DI TROVARE DELLE SCAPPATOIE O INTERPRETAZIONI NELL’ATTUALE
STATUS LEGISLATIVO IN MATERIA DI COMPETENZE
PROFESSIONALI RELATIVE ALLE 2 DIVERSE SEZIONI DELL’ALBO.
E’ CHIARO CHE NON SI VUOL RICONOSCERE AL
LAUREATO TRIENNALE TUTTE LE SUE COMPETENZE E LO SI VUOLE RELEGARE AL RUOLO DI SEMPLICE DIPLOMATO TECNICO.
E’ EVIDENTE CHE L’APPELLATIVO D’INGEGNERE
JUNIOR E’ UN TERMINE CONIATO AD HOC DALL’ORDINE DEGLI INGEGNERI PER METTERE
IN SECONDO PIANO A VITA LA FIGURA DEL LAURETATO TRIENNALE.
SAREBBE STATO MOLTO PIU’ CORRETTO UTILIZZARE IL TERMINE JUNIOR PER INDICARE
ENTRAMBE LE CATEGORIE D’INGEGNERI FINO AL RAGGIUNGIMENTO DI UNA SIGNIFICATIVA ESPERIENZA LAVORATIVA.
IL TERMINE DI JUNIOR CELA TUTTA L’ARROGANZA E
LA PRESUNZIONE DELL’ORDINE AVVERSO A QUALSIASI CAMBIAMENTO.
INOLTRE CHIAMANDO GLI INGEGNERI DELLE DUE SEZIONI A E B RISPETTIVAMENTE INGEGNERI E INGEGNERI SPECIALIZZATI SI EVITAVANO INUTILI POLEMICHE E ALLO STESSO TEMPO SI FORNIVA UNA DEFINIZIONE CHIARA E PRECISA DELLE DUE
NUOVE FIGURE PROFESSIONALI.