INTERVISTATO IL NOSTRO LEADER: DOTT.ING. NICOLA PLASMATI
In data 6 ottobre 2010 la redazione di VIDEOUNO, Matera, ha intervistato Nicola Plasmati riguardo la proposta di legge sulla riforma delle professioni.
Dall’intervista si evince il NO SECCO alla propopsta di legge dell’On.Avv. Maria Grazia Siliquini, sostenuta invece dai tecnici diplomatisi presso la scuola media superiore.
TRATTO DA: http://www.ilmiotg.it
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Una volta dicesti che avresti voluto andare in tv!!!!!
Beh, questo è un primo passo!!!
E’ un intervento chiaro ed efficace; ben fatto.
L’argomentazione è modulata in tempi e pause televisive in modo da porre l’accento sul punto chiave: l’ingiusttizia sociale insita nella proposta dell’Albo Unico.
In tema di giustizia, vorrei citare un clasico della nostra letteratura; Dante, De Monàrchia I-XI,11:
“… Alla Giustizia si oppone specialmente la cupidigia … ”.
Dietro le argomentazioni dei tecnici diplomati, si nasconde una volontà difettosa, che mira a rubare la laurea, perché desiderata, e vuole completamente fagocitare gli iscritti della sez.B ( la lupa del I.mo canto dantesco non è mai sazia!).
Il tentativo di rubare , senza cadere in falsi moralismi, segnala un disordine ed ha generato il disordine dell’attuale dibattito sulla riforma.
La questione dell’Albo Unico, a mio avviso, non può essere completamente abbandonata; deve essere discussa per riportare in luce la vera finalità del percorso 3+2, come emerge nel “ processo di Bologna”, in cui è inserito.
Il D.M. 2004 ha identificato la laurea secondo i descrittori del “ dopo Berlino”(2003), successivamente chiariti (sono stati introdotti gli EQF) e specificati “ nel dopo Bergen” (2005).
La laurea descritta nel D.M. 2004 non possiede alcun elemento in comune con il diploma, o altri fantomatici ”percorsi equivalenti”.
La cupidigia dei diplomati ha introdotto il grande imbroglio dell’Albo Unico, che non è altro, tolta la maschera, un volgare tentativo di rubare.
A noi spetta il compito di richiamare il legislatore al rispetto delle cardinalità del “processo di Bologna”, così come continua a svilupparsi in Europa.
Ripeto: il dibattito sull’Albo Unico deve essere occasione per ribadire la giusta interpretazione della riforma univesitaria, che essendo stata tradita, anche con il concorso di altre cupidigie (la strumentale moltiplicazione dei corsi universitari;la “turris eburnea” della sez. A), produce danni solo su di noi, mal capitati.
Questa categoria è l’unica che può mobilitare con forza, perché la sua volontà è nel giusto, le considerazione per la corretta interpretazione della riforma.
E’ un compito, a mio avviso, primario, da non eludere.
Bravo Nicola.
Dell’albo unico non mi interessa nulla. Non riusciranno mai a farlo.
I diplomati lo vogliono solo per pigliarsi una laurea senza studiare.
Invece che chiedere un percorso secondario (diploma) più professionalizzante, che fanno? Insistono col dire che col diploma non si può più esercitare la professione.
Perchè? Perchè non sopportano di stare al terzo livello.
Per quel che ci riguarda, essendo le competenze degli ingegneri settorializzate, tre anni di laurea sono sufficienti per esercitare la professione senza limiti per ciascun settore.
Semmai i quinquennali che chiedano di poter, come un tempo, spaziare in ogni settore e noi dottori in ingegneria esercitare con limiti di competenza verticale (senza limite) racchiusi in ciascun settore.
Quindi credo sia bene per noi rivendicare i nostri diritti, proporre soluzioni per un futuro migliore e lasciare stare i diplomati per quello che sono e che saranno: IL TERZO SETTORE DELLE PROFESSIONI TECNICHE.
Beh!!! Questa è importante!!!
http://www.sindinar3.it/2010/10/06/08-ottobre-2010-udienza-nel-merito-tar-sede-di-catanzaro/
———————–MODERATORE NICOLA:
L’architetto IUNIOR Arancio, parla da sconfitto prima ancora di conoscere gli esiti della sentenza…!
Non ci siamo proprio!!! Non è questo l’approccio giusto!
Caro IUNIOR di un architetto, le mie battaglie sul titolo e sul TIMBRO oltre ad averle VINTE sono servite a motivare tutti i miei colleghi che si stanno impegnando nei loro rispettivi ordini PER IL RIPRISTINO DELLA LEGALITA’.
Tu, con i tuoi toni e modi da chirichetto timorato di dio, non metti paura neanche ad un moscerino e rimmarrai SEMPRE INASCOLTATO.
Io invece VENGO ASCOLTATO, ne ho conferma dalle e.mails private che ogni giorno ricevo dagli iscritti alla sez.B dell’albo degli ingegneri di tutta Italia, mails in cui mi mostrano tutta la loro stima e mi aggiornano sullo stato delle LORO BATTAGLIE….altro che chiacchiere..
Ciao Architetto IUNIOR.
Dott.Ing. Nicola Plasmati
Tale vittimismo e pessimismo è incomprensibile.
Ma il presidente del sindacato si rende conto che i suoi interventi vengono letti?
Cosa chiede? Di andare in massa in tribunale cosicchè il giudice si possa mettere una mano sulla coscienza, nell’emanare la sentenza?
Come se il giudice non abbia già deciso. Deve solo leggere la sentenza!!!
Io non sono iscritto a tale sindacato e non mi ci riconosco!!!
Una cosa è certa: se la causa non la si vince vuol dire che è stata mal gestita. Nemmeno parlassimo di un progetto di un edificio a torre – che se è semplice rientra anch’esso nelle nostre competenze.
—————–MODERATORE NICOLA:
…il giudice si dovrebbe commuovere….ma va va…..ASSURDO!!!!
Si tratta di un progettino strutturale, fatto da un ingegnere civile, laureato ed abilitato e regolarmente iscritto all’ordine con l’immane colpa di appartenere alla sez.B dell’albo.
I piagnistei, vittimismi…. A NOI TIGRI DI INGEGNERESEZIONEB.IT NON CI APPARTENGONO.
SIND.IN.AR.3 lasciaci in pace a noi ingegneri non ci nominare sul tuo blog. Parla degli architetti iunior, arredatori iunior e paesaggisti iunior
Noi siamo INGEGNERI, apparteniamo ad un altro ordine.
Secondo me nel sind.in.ar.3 c’è qualche infiltrato (geom. o p.i.).
Com’è possibile chiedere pietà a giudice per una sentenza in base alla quale dovremmo avere pienamente ragione?
Forse mettono le mani avanti perchè non hanno gestito bene la causa?
Se non possiamo progettare in zona sismica la nostra laurea non vale niente…3 anni buttati al vento…possiamo fare solo dia e catasto come i diplomati.
SIND.IN.AR.3 SVEEEEGLIAAAATIIIIII!!!!!!!
L’articolo dello iunior Arancio è da patologia medica, tra le sindromi da masochismo.
Intanto dovrebbe sapere il caro Presidente iunior che il ricorso non è del Sindacato, ma del professionista in prima persona che ritiene lesi i suoi diritti, il sindacato (???) al massimo sarà ad audivandum.
Poi l’accenno che ricorremo la Consiglio di Stato è veramente ridicolo e offensivo nei confronti del Collegio Giudicante per evidente mancanza di fiducia.
il seguente passaggio poi è una perla che si commenta da sola ( vorrei dire di peggio, ma scadrei nel turpiloquio).”ogni discussione avuta in merito ai titoli con cui appellarsi o alle competenze da reclamare cadrà nel vuoto, dimostrando la loro inutilità di fronte ai veri problemi della professione: il suo esercizio.”
Finisco con citare il contadino che si oppose a Federico il Grande di Prussia che voleva imporre soprusi al contadino propretario di un fondo confinate con il suo ” Ci sarà pure un giudice a Berlino”
Sursum coorda
Stiamo a vedere l’esito.
Nella remota ipotesi dovesse risultare negativo, dovremmo contattare il collega, farci pervenire gli atti di causa e essergli di supporto (anche se a distanza), per ricorrere al CDS.
In questo caso mi rendo personalmente disponibile e con Nicola ed altri colleghi volenterosi (per il caso di specie) potremmo controvertire il trend.
Comunque non è possibile che si perda sta causa!
Se Picardi si rende disponibile a recuperare gli indirizzi mail dei nostri 6000 colleghi, potremmo organizzare un nostro sindacato, come ho auspicato qualche tempo fa.
E che il SIND.IN.AR.3 se ne vada a ……..
Davvero si rasenta l’assurdo……..si chiede pietà per qualcosa che ci APPRTIENE DI DIRITTO…………….ma porc….miseria; è come essere il proprietario di un negozio e dopo aver venduto la merce chiediamo perpiacere e in PREGHIRA al cliente di pagarcela!!!!!!!
Sto sindacato va CHIUSO per sempre non è in grado di gestire nemmeno fotocopie.
Io sono pronto a collaborare con la proposta del collega Ale.
Non abbiamo sindacato, va creato … va creato da noi stessi perchè gli altri non ci capiscono e non ci rispettano.
Se vogliono continuare a chiamarsi Arch. Iunior fatti loro, io sono DOTT. ING. SEZ. B…
La causa non so se vincerà perchè l’Italia va a puttane (in tutti i sensi), non c’è giustizia, infatti la dimostrazione sta nel fatto che, anche se il G.C. di CZ ha nettamente torto, vincerà comunque.
….proprio come gli animali… la legge del più forte!
Concordo con i colleghi Ale e Felice.
E’ neccessario intrapendere una sollecita azione all’interno degli Ordini ( ad intra) e presso l’opinione pubblica (ad extra) per le nostre giuste rivendicazioni.
Nel procedimento amministativo in corso al Tar Calabria, di cui si attende notizia, il Ministero delle Infrastrutture è intervenuto a difendere il parere del CSSLLP, che è stato emesso a suo tempo evidentemente su proposta e sollecitazione dl CNI, immediatamente dopo la sentenza del CdS del 2009.
Nel procedimento amministrativo contro il DPR 328/2001 attivato dal CNI( terminato con la sentenza già richiamata) il Ministero della Giustizia , il Ministero della Pubblica Istruzione-Ricerca-Università e la Presidenza del Consiglio intervennero contro il CNI in difesa della riforma.
A ben analizzare, dunque, la funzione governativa difende ed ostacola contemporaneamente la sua stessa azione.
E’ una schizofrenia,tutta italiana, che disorienta completamente;in qualche modo deve essere segnalata e contrastata: non si può stare fermi ad assistere a questo assurdo della politica italiana.
Ogni tanto c’è qualche articolo che ci rende giustizia:
http://www.edilportale.com/news/2010/10/concorsi/un-guscio-per-vivere-in-sicurezza-e-armonia_20187_30.html
http://www.giustizia-amministrativa.it/WEBY2K/frmRicercaRuolo.asp
mettete sezione 2 data 08/10/2010 tipologia udienza aperta al pubblico
la n. 7 1575/2009 è la famosa udienza che aspettiamo, guardate contro chi è la causa…..e poi mi dite come si fa a vincere contro questi…
Vedete il vero scandalo è che una professione come la nostra, elencata tra quelle protette con tanto di esame di Stato e riserve di competenze, anche se condivise con altre prof.,debba andare in giudizio su una materia di interesse generale senza l’ausilio del suo ordine anzi contro le azioni da esso direttamente o indirettamente promosse.
E’ già qualcosa che lo stesso CNI non si sia ufficialmente impegnato nel giudizio, anche perchè gli interessi sella sez.A viengono fatti dal CSLP.
Se la causa fosse stata contro un Perito e Geometra il loro consiglio nazionale avrebbe fatto il diavolo a quattro.
Purtroppo con questo ordinamento siamo figli di un Dio Minore.
In ultimo, non leggo alcuna notizia! come è andata? nessuno ha notizie?.
—————————–MODERATORE NICOLA:
Per queste motivazioni, ho smesso di andare a votare alle elezioni politiche e nè mai voterò più alle elezioni dentro l’ordine e per l’ordine.
Al di la di come sia andata la causa…è SCANDALOSO che l’ordine non sia intervenuto a sostegno di un suo iscritto, anzi ne è indirettamente contro. Una sola parola, SCANDALOSO.
Non sono quindi SCANDAOLSI i miei toni e modi, dato come siamo trattati dalle istituzioni ed enti pubblici. Chi mi accusa di essere troppo duro e “sgraziato” evidentemente E’ UN MASUCHISTA ha piacere ad essere umiliato e trattato male dall’ente che lo rappresenta.
Colleghi cari, se la causa sarà persa, VORRA’ DIRE CHE SIAMO STATI TRUFFATI DALLO STATO, tutto qua!
Prima ci crea con il 3+2, prima ci fa abilitare ed iscrivere all’ordine….poi ci vieta di esercitare la professione nella quale ci siamo legalmente ABILITATI.
Hanno fatto bene i miei amici/colleghi ad essere andati a fare gli ingegneri triennali in norvegia, spagna e cmq fuori dallItalia.
State tranquilli, se lo stato ci trufferà, chi possiede P.IVA saprà come pareggiare il conto…
Non viviamo in uno stato di diritto, ma in uno stato in cui vige la legge del più furbo.
Come mai sulla sentenza tutto tace?
Nessuno sa qualcosa?
@ Bruno
Il CNI è ben presente in via indiretta : non è richiesto un particolare sforzo intellettuale per capire la genesi del parere emesso dal CSLLPP.
Nell’ultimo convegno degli Ingegneri, tenutosi in Torino, il nuovo presidente del CSLLPP era presente come relatore; tra i due organi (CNI et CSLPP) c’è stata sempre continua osmosi, anche di persone.
Questa vicenda, -mi ripeto-, è assurda: in Calabria assistiamo ad un procedimento in cui le parti che si erano contrapposte nel procedimento avverso il D.p.R. 328/ 2001 si sono di fatto unite ( Il Governo, tramite il Ministero delle Infrastrutture-Trasporti, ed il CNI, tramite il CLSPP) contro la sentenza del C.d.S n.1473/ 2009 (!).
Il procedimento amministrativo in Calabria, comunque, chiarisce almeno un altro aspetto, credo significativo:
i “Collegi dei Diplomati” non potevano intervenire in esso, diversamente dal precedente procedimento, perché le nostre competenze tecncihe, come disciplinate dal D.p.R.328/ 2001 non li riguarda !
A mio avviso, queta annotazione non è di poco conto; la discussione amministrativa sulle competenze, dunque, distingue la diversa posizione, nei confronti del d.pr.328/ 2001, tra la sez.B e i tecnici diplomati.
Il sito “Tar di Catanzaro” non ha ancora aggiornato i dati relativi al procedimento R.G. 1575/2009 – II.da sezione.
Al di là dell’esito del procedimento, che è di estrema importanza per noi iscritti alla sez.B, è necessario prendere profonda coscienza di questa situazione: è tempo di alzare i toni, come sostiene il collega Nicola.
Questa vicenda è intollerabile, non si può essere considerati come “pulcinella”.
La sentenza del CdS n. 1473 del 2009 è definitiva in merito alla presenza ed alla attività professionale degli iscritti nella sez.B; è stata notificata al CNI ed al Governo, quali parti contrapposte in causa: deve essere applicata e non aggirata.
Speriamo che i Giudici Amministrativi della Calabria abbiano ad emettere il giudizio in conformità alla sentenza del Consiglio di Stato.( sicuramente presentata nelle memorie difensive) , perché riguardata come riferimento di indirizzo giurisprudenziale.
In appendice al mio post precedente, volevo segnalare che in data 11 dicembre 2009 è stato sottoscritto una accordo di collaborazione tra il CNI e il CSLP, firmato dai rispettivi presidenti ing. G.Rolando e ing. Angelo Balducci.
Nell’accordo è detto: ” le attività riguardano il preventivo coinvolgimento(…) degli ingegneri nella attività di studio e predisposizione di pareri resi dal CSLP…”.
Il CNI ha trasmesso l’accordo, unitamente a quello sottoscritto con il Dipartimento della Protezione Civile, agli Ordini e Federazioni/Consulte territtoriali con Circolare 290/XVII sess.
Evidentemente si è data definitiva veste ufficiale a quanto già sperimentato in precedenza, segnatamente con il famigerato parere del CSLP emanato in luglio 2009, attualmente sottoposto in questione amministrativa presso il TAR di Catanzaro.
Intervengo ancora sulla vicenda amministrativa in Calabria, in attesa di conoscere informazioni sugli esiti dell’udienza 8 ottobre u.s..
In precedenza,il CUP3 aveva già presentato un ricorso contro la nota n. 25020/2008 della Regione Calabria per il suo annullamento, previa sospensia dell’efficacia, in “TAR di Catanzro” al R.G. 414/2009.
Nel procedimento si è presentato come parte resistente il Ministero della Giustizia (sic).
Il Tar ha respinto la richiesta con due proprie ordinanze: nella seconda “num. 200901016″ del 11.12.2009 è stato preso in considerazione anche il parere del CSLP n.126 del 24.7.2009.
Il CdS ha confermato le ordinanze in maggio 2010 con la motivazione: ” non si ravvisano profili di censura idonei a far agevolmente prevedere un esito favorevole per la parte interessata…”.
In base al quadro delle parti resistenti ( Ministero della Giustizia contro il CUP3: Ministero delle Infrastrutture contro il collega) e all’azione congiunta CNI et CSLP appare manifesto che la nostra categoria ha tutti contro, perché molteplici sono gli interessi in gioco.
Spero in un esito positivo del procedimento in corso a Catanzaro, ma la questione è troppo strana, per utilizzare un eufemismo.
La storia delricorso del CUP3 non è diversa da quella del Sindinar i due ricorsi avevano chiesto in primis la sospensiva e poi la discussione nel merito.
In tutti i due casi il Tar Calabria ha negato che ricossero i termini “fumus pro boni iuri” per concedere la sospensiva. Quindi nulla di nuovo o diverso, in più il CUP è ricorso anche al CdS contro la negazione sospensiva, con conferma della negazione della sospensiva.
Come nel gioco dell’oca siamo tornati al punto di partenza, ad aspettare le decisioni nel merito.
Perchè questo silinzio, possibile che nessuno abbia notizie su come è andata l’udienza, c’è stata sentenza?, ordinanza di rinvio?o altro.
Se aspettiamo di leggere il risultato sul sito del TAR possono passare anche mesi.
State aspettando la sentenza???
Beh ……………………. continuate ad aspettare!!!!!!
http://www.sindinar3.it/2010/10/11/udienza-ricorso-sindinar3-tar-catanzaro/
Perlomeno ora sappiamo che il Tar non ha rinviato, non ha chiesto di acquisire perizie esterne, ed ha annunciato che andrà a sentenza.
Nelle cause complesse come questa, ci possono volere anche 3 mesi.
Mi aspetto una sentenza ampia e motivata con l’enunciazione di alcuni principi a cui la PP.AA. si deve attenere in questi casi, e non una decisione univoca sulle competenze.
Sarebbe già qualcosa su cui lavorare.
Il Giudici non hanno inteso ricorrere ad una sentenza semplificata, riservandosi il giudizio: questo vuol dire che sono emersi elementi sia favorevoli che contrari, a cui e’ necessario riservare attenzione.
E’ già un aspetto positivo.
Non sono un esperto, evidentemente, di procedura amministrativa; dalle informazioni riportate dal sito del TAR di Catanzaro non si evince bene la tipologia del ricorso.
Il procedimento attivato dal CUP3 era di natura cautelare, per sospensiva immediata ( dovendosi accertare la fondatezza del “fumus boni juris”): l’atto amministrativo sub judice riguardava la nota della Regione Calabria n.25020/08; nell’Ordinanza del Tar del 11/12/2009 num.ro 200901016 di rigetto della domanda è stato considerato il parere CDSL 126 del 27 luglio 2009.
Nel procedimento in corso R.G. 1575 / 2009 il ricorso riguarda “ della nota 6 ottobre 2009 prot. 8484” ( non viene chiarita nei contenuti: è la nota di rigetto del Genio Civile al progetto del collega?).
In ogni caso, aspettiamo la sentenza; si sapeva che dopo l’udienza poteva trascorre altro tempo :ai Giudici , comunque, la domanda è apparsa fondata, se hanno ritenuto di appronfondire la questione in Camera di Consiglio.
Tuttavia, a mio avviso, questa vicenda deve spingere la nostra categoria ad una profonda “presa di coscienza” per chiedersi quali azioni si devono intraprendere in difesa dei nostri giusti diritti.
Carissimo collega Nicola Plasmati è da tempo che desidero contattarti per complimetarmi per la passione che metti nel condurre avanti la lotta che stai sostenendo. Vai avanti, noi sembra che non ci siamo, ma invece ti sosteniamo.
Ti prego di contattarmi agli indirizzi che ho dichiarato nella compilazione del format. Ho bisogno di parlare con Te per portare avanti un progetto che, oramai, è diventato indispensabile per la difesa della nostra categoria.
Ciao a presto