L’INGEGNERE SEZIONE B settore a) PUO’ PROGETTARE E DIRIGERE COSTRUZIONI, AUTONOMAMENTE, IN ZONA SISMICA
Stimati Colleghi DOTTORI INGEGNERI iscritti alla sez.B dell’albo.
Il documento di cui in allegato parla chiaro. Non servono commenti: PROBLEMA RISOLTO!
Usate questo parere del C.N.I. con tutti quegli enti pubblici ed anche gli stessi ordini professionali, i quali dovessero far leva su luoghi comuni e leggende metropolitane circa la nostra categoria professionale.
Il parere di cui in allegato, richiama saggiamente la vigente legge dello stato: d.p.r.328/2001 capo IX professione di INGEGNERE.
E’ ANCHE MOLTO ESPLICITO sulla NON COMPETENZA dei tecnici diplomati nonchè dei Dottori Agronomi in relazione alla costruzione di opere in zona sismica, vale a dire l’intera Italia e larga parte del Piante Terra.
Tutto il resto (protezione civile prov. perugia) sono FANTASIE STRALUNATE di funzionari della pubblica amministrazione, INCAPACI nell’ applicare correttamente articoli di legge e sentenze, quali:
- Leggi dello Stato
1) d.p.r.328/2001 CAPO IX art. 45 e 46
2) m.i.u.r.270/2004 (art. 8 comma 2 ; art. 13 comma 7 ; ART. 3 COMMI 4 e 5 )
3) D.M. 16 MARZO 2007 (art.7 comma 2 – da pag. 43)
- Sentenze della Magistratura
1) sentenza corte di cassazione n° 19292/2009
2) sentenza consiglio di stato n° 1473/2009 (…il condannato guarda caso è proprio il CONSIGLIO NAZIONALE DEGLI INGEGNERI ed il giudice si esprime a favore delle competenze degli ingegneri triennali. Pare che questa sentenza non esista. Invece esiste ed esistono anche le 26.000,00 euro di spese legali che il nostro CNI ha dovuto sborsare per AVER PERSO LA CAUSA!!!!!!!!!)
scarica l’allegato: PARERE C.N.I. 2008
Leggi anche:
- CONSIGLIO DI STATO 9 febbraio 2012: L’INGEGNERE TRIENNALE PUO’ PROGETTARE AUTONOMAMENTE IN ZONA SISMICA
- INDICAZIONI PER I LAUREATI INGEGNERI iscritti alla sezione B dell’albo
- SI INFORMA LA COLLETTIVITA’: “I PROFESSIONISTI DI 1° LIVELLO SIAMO NOI LAUREATI (quelli veri!!!)”
Filed under: Albo Unico, Analisi Competenze, Blogroll, Competenze Professionali, Competenze Toscana, Cup3, IL NOSTRO PARERE, Ingegnere, Lavori Pubblici, Norme Tecniche, Notizie, Pubbliche Amministrazioni, Ricorso DPR 328/2001, Ricorso REGGIO CALABRIA, Riforma delle Professioni, Uncategorized










Il CNI ha espresso il parere che l’ingegnere civile ambientale sezione B non è abilitato se il progetto strutturale si basa su l’analisi strutturale dinamica.
Altro parere che non compete a un consiglio nazionale, … e va bene.
Anche su questo non sono proprio in accordo ….. Comunque STO SITO SI CHE E’ DINAMICO.
Credo sia il più versatile ed eterogeneo di tutte le professioni tecniche (per quanto allo spunto e agli interventi – blog).
Sorrido però per quante interpretazioni vengono espresse sul concetto di semplice costruzioe con metodologie standardizzate.
Ci sono così tante interpretazioni (non giurisprudenziali) nel giro di 8 anni che si stanno per superare (in termini numerici) quelle espresse per la modesta costruzione dei geometri in oltre 80 anni.
Il legislatore emanando il 328, sempre sulla definizione semplice – standardizzata, forse ha voluto porre le basi per stimolare la vivacità intellettuale dei giudici per decenni.
La cosa strana e diversa rispetto il passato è che:
-per i geometri un sacco di cause erano promosse da ingegneri e architetti.
-per noi è una roba strana. Noi siamo ingegneri, quindi gli ingegneri che fanno? Fanno causa ai loro iscritti?
Sono proprio curioso di quanto accadrà in futuro.
Ma ascoltate, se si proponesse una riforma dove un iscritto nella sezione B che segue corsi mirati e organizzati dall’ordrine unitamente all’esercizio della professione poi può accedere alla sezione A?
La cosiddetta alternanza “scuola – lavoro”.
All’estero mi pare sia canonizzata.
PROBLEMA RISOLTO!!!!!!
ALE, non sei mai sddisfatto!
La funzione di questo sito, che con tanta MODESTIA ED UMILTA’ gestisco è quella di informare correttamente laddove le pubbliche amministrazioni e certi giornali dovessero tacere per dimenticanza (voluta).
Probabilmente mi sono spiegato male.
E’ un complimento per il sito il mio ultimo intervento, è invece una critica per le posizioni reazionarie dei dirigenti di categoria.
Il resto è ironia …… rivolta al nostro Stato che ritengo essere ridicolo.
In Italia per le professioni la volontà è difendere privilegi.
Basta vedere come sono nominate le terne dei collaudatori.
In altri post ho scritto proposte per uscire dagli schemi.
Ti dò ragione per il fatto che non sono mai soddisfatto …. sono un perfezionista.
Cmq ti rinnovo i complimenti per la dinamica del sito che moderi.
premesso che definire “metodologis innovativa” l’analisi dinamica è pura follia…
mi viene in mente un prof univ. che un anno fa scrisse…
“siccome l’analisi statica è LA PIU’ SEMPLICE, allora solo questa è di competenza deli iunior…”
poi addirittura andava avanti dicendo che gli ing sez B…c.a. si, ma acciaio no…
risposi dicendo che
“siccome la mensola incastrata è lo schema statico + semplice, allora la trave su due appoggi è NON SEMPLICE…
e poi elencai i programmi di studio delle facolta di ing civ che nei primi tre anni, tutte tranne la sua, prevedono lo studio delle strutture in acciaio…”
@ nicola,
ma lo sai che oggi praticamente con l’analisi statica non ci si calcola piu una mazza?
@ nicola bis
di questo parere, il funzionario del genio civile che ha una determina del suo dirigente che afferma cose diverse, se ne strafotte
il problema va risolto alla fonte!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Scusate……….. forse mi sono perso, c’è scritto:
non è di competenza degli ingegneri iuniores la progettazione antisismica quando essa comporti, ai sensi della vigente normativa tecnica, l’analisi strutturale dinamica che è da considerarsi quale metodologia avanzata.
Secondo questo parere non possiamo fare l’analisi dinamica modale……… equivale a non poter progettare in zona sismica secondo le NTC2008.
Beh certo che sull’analisi dinamica andrebbero spese più di due parole e comunque ad oggi tale metodologia non può ritenersi più avanzata.
Tuttavia allora con questo parere era possibile continuare a progettare strutture in c.a. in zona sismica senza limiti di volumetria ed altezza finchè fosse possibile applicare metodi alternativi all’analisi dinamica.
Con questo parere si risolve e cambia poco Il problema comunque rimane sempre il fattore c.a..
Del resto oltre a questo era stato emanato il parere del comitato giuridico consultivo della regione calabria che affrontava le nostre competenze facendo riferimento anche al codice deontologico, che possiamo e dobbiamo anche tenerne conto. il parere è qui :
http://ingegneresezioneb.it/download/
I Funzionari della regione Calabria del parere richiesto al comitato giuridico consultivo, siccome ci consentiva di progettare in zona sismica, non l’hanno preso minimamente in considerazione fintanto che ricevuto quello del CSLP lo applicano come se fosse legge.
Progettare muratura significa non progettare niente.
Infatti in merito ai diplomati nel parere del cni 2008 si afferma ed è risaputo che non possono progettare in c.a., mentre rimangono competenti sugli edifici in muratura.
Tale parere positivo del cni del dic 2008 comunque ad oggi non è risultato sufficiente a sbloccare la situazione critica istauratasi a macchia di Leopardo in Italia.
Quello del CSLP successivo non è una circolare ma solo un parere che in quanto tale non ha alcun valore legale
Cerchiamo di capire, innovativo secondo me è ciò che non si trova nei libri, cioè si sta ancora sperimentando. Mi pare che gli architetti non fanno dinamica delle strutture eppure nessuno dice niente per loro. Per noi tutte le cazzate vengono tirate fuori. Dimenticavo
ING. PICARDI SE CI SEI BATTI UN COLPO
ING. PICARDI SE CI SEI BATTI UN COLPO
ING. PICARDI SE CI SEI BATTI UN COLPO.
FORSE DOVREMMO FARE UNA SEDUTA SPIRITICA
A mio avviso ritengo che sia necessario dotarsi di un parere legale, del tipo “pro veritate”, da contrapporre a quello del CSLLPP del luglio 2009.
Questo parere del CNI ( anno 2008), che in premessa si dichiara privo di valore legale, è stato promulgato prima della NTC08.
La nuova normativa è stata considerata innovativa e utilizzata strumentalmente contro le nostre competenze.
Il parere ” pro veritate” redatto da un affermato studio legale amministrativo-costituzionalista chiarirebbe la questione in termini giuridici e potrebbe essere opposto alle amministrazione di tutto il territorio nazionale.
Il funzionario di Perugia ha dovuto riconoscere, comunque, che il parere del CSLLPP , pur adottandolo come efficace, deve essere “inteso come utile indirizzo interpretativo” ( cfr. Renato in precedente post – on 18 June 2010 at 6:39 p.m.).
Questa limitazione è il punto di forza della nostra categoria.
“MARZULLO” – “CROZZA”
FATTI UNA DOMANDA E DATTI UNA RISPOSTA
Qualche Collega per un proprio progetto ha mai fatto l’analisi dinamica compiuta senza l’ausilio di un software?
Penso di no.
Nell’elaborazione di un progetto, l’analisi dinamica modale, che voi sappiate, è elaborata senza l’ausilio di un software da parte di un iscritto alla sezione A che voi conosciate? Penso di no.
Le norme hanno codificato i sistemi di progettazione strutturale?
Si.
“Io mi cimento alla progettazione strutturale col vecchio sistema di calcolo e senza software per gli interventi in zona sismica IV ove è concesso utilizzare i previgenti sistemi di calcolo.”
Se il sistema di progettazione strutturale è codificato nei software, per caso tale procedura è complessa e innovativa?
No.
I software di calcolo strutturale devono essere certificati, altrimenti “pippe”!
Il software non potrebbe essere utilizzato.
E’ vero che tutte le prese di posizione negative nei nostri riguardi, sono solo volte alla difesa di privilegi dei sez. A, che notoriamente vogliono ritagliarsi a loro favore il mercato delle prestazioni professionali?
Si.
A noi serve solo una azione di vera lobby?
Si.
Speriamo che la riunione dei Consiglieri sezione B porti a una accordo comune e all’individuazione di una strategia finalizzata alla tutela della nostra professionalità.
Se così non fosse, dovremmo pensare a un Ordine tutto nostro, o a idee di riforma differenti da quelle che circolano.
Colleghi,
un minimo di ottimismo.
Il parere del CNI benchè datato 2008, può rappresentare un importante precedente.
- Secondo voi il FUNZIONARIO DEL GENIO CIVILE, si mette a leggere tutta la votra relazione tecnica strutturale per capire che metodo di calcolo avete adoperato???
Al più può verificare, velocemente, se i vostri calcoli strutturali sono in riferimento ad una villetta/palazzina o ad uno stadio, diga, centro commerciale.
Io credo il problema sia presente in talune province.
Laddove ci sono discriminazioni nei nostri confronti, per fortuna non ove opero abitualmente io, il funzionario potrebbe comportarsi così:
1. vedere chi è il progettista;
…. se iscritto a sezione B
2. aprire la relazione tecnica delle strutture e verificare in un minuto il metodo di calcolo utilizzato.
3. dichiarare la denuncia opere non accoglibile.
Io non voglio fare il pessimista, ma se vogliono tagliarci fuori su tali progetti, ci impiegano un paio di minuti.
Che noi si voglia utilizzare quanto può esserci favorevole è fondamentale, solo che bisogna chiarire una volta per tutte la nostra situazione.
Non è giusto che un collega di Perugia si trovi a non poter far quasi nulla e uno di un’altra provincia a fare quasi tutto.
Dico ciò nonostante nelle province dove opero io faccio quasi tutto e senza problemi.
Il mio non è un interesse puramente personale.
Proprio oggi, nonostante sia domenica, sono a completare un progetto architettonico residenziale di un nuovo edificio di 5 piani e la prossima settimana accingermi a fare il progetto strutture in c.a.
Nicola, mi ripeto nel ringraziarti per il lavoro che fai per questo sito, per la tua perseveranza e per l’attacamento che domostri per la categoria, però leggendo i post dei colleghi noto che hanno tanti problemi sulle competenze.
I miei post non sono di critica, ma dando le mie idee e le informazioni che ho, spero di contribuire per quel poco che posso.
Sicuramente l’analisi dinamica non è un metodo avanzato.
con l’analisi statica equivalente comunque si può progettare molto considerando il solo primo modo di vibrare per quelle strutture che abbiano una distribuzione delle masse unfiorme in altezza e che siano regolari in pianta.
Contattate i consiglieri siciliani in particolare quelli di enna e catania.
Ho visto il piano di studio del nuovo ordinamamento dm 270/04 a Catania nella triennale non hanno messo tecnica delle costruzioni, è lampante che vogliono farci diventare dei geometri e quindi giustificare che non abbiamo titoli per fare i calcoli ovunque. http://www.ing.unict.it/.
V E R G O G N A!!!!!!!
Ci sono novità sul ricorso al tar Calabria nel quale ha particepato anche il sind.in.Ar.3 ?
Guardando sul sito del Tar di Catanzaro non risulta più e scomparsa L’udienza fissata nel mereto per l’ 8/10/2010 cosa è successo ?
Scusami Ale perchè non ci dici in quale regione e provincia lavori cosi iniziamo a far una mappatura della situazione italiana?…magari potremmo fare proprio una bella cartina dell’Italia in cui disegnamo le zone in cui si progettano strutture quelle in cui no e quelle in forse. Che ne dite?
NESSUNA novità forse era solo un problema momentaneo del sito internet del tar.
X Max
Prendiamo una cartina da colorare dell’Italia (sai, tipo i disegni che si fanno colorare ai bambini!?!?) da Roma in giù coloriamo tutto di scuro, da Roma in su possiamo lasciare qualche macchia bianca, per ora………………
se continua così resteranno in bianco solo la Sardegna, il Salento, il Trentino e parte del Piemonte
@ MAX
Potrebbe essere un’idea.
Però io sarei più propenso ad attendere evoluzioni per quanto alle nostre competenze.
Non vorrei mai che oggi dove non ti rompono le scatole, poi ti ritrovi in pessime condizioni.
Io dei sezione A non mi fido, quindi l’effetto domino potrebbe essere a nostro sfavore.
Io farei l’opposto: prima valuterei quante sono le province per noi negative – poi se risultano poche, si che farei una bella cartina colorata dello stivale.
Attendo cmq esiti dalla riunione di tutti i consiglieri sezione B d’Italia.
sono curioso di sapere se ne uscirà una linea d’indirizzo (almeno).
@ Daniele
Noi, in Sardegna, non siamo abituati a “restare in bianco” …
Per questa offesa potrei sfidarti a duello..
Regolamento LL.PP approvato dal Consiglio dei Ministri.
Ci spetta la qualifica di laureati brevi.
Che cazzata.
E’ interessante quanto partecipato a questp blog dal Presidente Orlandi, in data odierna, nel commento a ” pura assurdità”.
Le categorie professionali si orientano a rispettare la presenza della nostra categoria tramite un documento da presentare direttamente al ministro della Giustizia.
Una buona notizia.
X CHECCO
Non vorrai mica schiaffeggiarmi con un guanto?
X Christian
Chi sono i laureati brevi?
I dott. Ing. più bassi di 1,60 m……?
Allora io non rientro nella categoria, sono 1,77 m!!!!!
Uff…….meno male!!!!!
Comunque che si sappia………………………
Nicola mi ha censurato…………………..chiaramente per cose più serie delle cazzate che sto dicendo adesso.
Quasi quasi prendo spunto da Checco e lo sfido a duello!!!
Il d.lgs sui LL.pp se definisce la laurea breve non può sostituirsi al miur tale definizione rimane confinata nell’ambito del d.lgs llpp le università dovranno continuare a rilasciare i titoli in base al d.m. 270/04.
A questo punto non ci resta comunque che ccnseguire la laurea SUPERBREVE la specialistica che rimane l’unica strada attualbile se non verrano riuniti gli iscritti sez. A e B. anche A SEGUITO DI quanto affermato dal presidente degli agrotecnici.
Ma io mi chiedo come sarà la possibilità di scelta se le sez. b verrano soppresse ?. Ch fine a fatto la proposta del cni a cui stava lavorando per riunficare le sez. A.
Ale se i diplomati possono recuperre il gup (a mio avviso abbissale) con i laureati perchè non possiamo farlo noi con la sez.A ?
Ch fine a fatto la proposta del cni a cui stava lavorando per riunficare le sez. A con la sez. B.
Quello di laurea breve mi pare strano in quanto il consiglio di stato si epresse sul regolamento puntualizzando di effettuare delle correzioni in particolare per:
L’art. 3, co. 1, lett. aa) reca una definizione di <> riferita alle sole lauree ordinarie, e
che non comprende le lauree brevi che, pure, vengono menzionate in taluni articoli dello schema.
La Sezione ritiene che non spetti al regolamento dare una definizione di <>, che
compete alla disciplina primaria dell’ordinamento universitario. Inoltre, l’ambito delle competenze
professionali dei soggetti muniti di laurea ordinaria e di laurea breve è fissato dalle discipline delle
singole professioni, e non può essere modificato dal presente regolamento. Occorre, pertanto, da un lato espungere l’art. 3, co. 1, lett. aa) dello schema, dall’altro lato espungere, in tutto lo schema,
i riferimenti alle lauree brevi che possano incidere su competenze stabilite dalle discipline delle
singole professioni (e segnatamente negli artt. 78, 86, 88, 212 dello schema) In via subordinata,
ove il Governo non concordi, occorrerebbe quanto meno precisare che la definizione di laureato
data dall’art. 3 dello schema si applica salvo che non sia diversamente disposto da singoli articoli
dello schema medesimo.
@ Michele
E’ quello che ho scritto.
Il gup tra sezione B e A da superare con corsi …
Alternanza studio lavoro ………….
E’ semplice.
Io ho acquisito la laurea prima dell’entrata in vigore delle NTC.
Se mi fossi sparato un corso articolato per un totale di 600 ore, perchè non renderlo assimilabile alla formazione accademica?
Il futuro, secondo me stà proprio li.
Con la laurea uno può esercitare e nel corso della propria attività professionale, poter fare il salto.
Chiaramente per i diplomati sarebbe un fatto episodico e transitorio. Sarebbe indispensabile che con tale previsione col diploma non si possa in futuro accedere alla professione.
E’ un’idea articolata, che scrivere nei post è un po difficile.
Ale
in questo caso sono perfettamente concorde con te
Mah……….. io capisco solo questo:
chi vuol fare l’ing. Civile e progettare strutture autonomamente deve prendere la specialistica, soprattuto perché non può campare con questo rospo delle competenze nello stomaco.
Per avere ragione al riguardo delle nostre competenze bisogna incaricare un avvocato che lavori per noi.
Che ne dite di organizzare:
IL CENTRO STUDI DEGLI INGEGNERI LAUREATI?
Un centro studi che lavora con mezzi on-line ……….
Potremmo così essere di contrasto alle prese di posizione del CENTRO STUDI DEL CONSIGLIO NAZIONALE INGEGNERI.
Oltre a intervenire ed avere successi con questo sito e grazie a Nicola, ABBIAMO BISOGNO DI ORGANIZZARE DELLE STRUTTURE CHE SVOLGANO AZIONE PROPOSITIVA E DI CONTRASTO!!!!!
Ingegneri sezione B: BATTETE UN COLPO …….
@ Ale
Concordo completamente con la tua proposta.
L’unica azione efficace è quella legale:una presenza giuridica di rappresentanza.
Il BLOG ha una grande efficacia in fase pre-politica e può rappresentare il momento di aggregazione.
Invero, ho proposto in un precedente “post” la necessità di produrre come categoria un parere legale da contrapppore a quello del CSLLPP.
Si potrebbe iniziare a costituire una Fondazione.
In un tuo intervento hai notato, con perspicacia, che molti Ordini territoriali stanno costituendo Fondazioni per ampliare e conservare il proprio potere.
La Fondazione potrebbe il riferimento giuridico dove inserire lo status della tua proposta.
Tra l’altro l’operatività fattuale da Te prevista non richiederebbe molti sforzi logistici.
La Fondazione potrebbe prevedere, ad esempio, la formazione continua post-laurea tramite l’attivazione di seminari organizzati con il mondo accademico, dove noi ingegneri abbiamo ricevuto il titolo e superato l’esame di Stato.
In questo modo si attiverebbe quella formazione continua insita nello spiroto del DPR 328/2001, confermato dal MIUR 2004, evitandone e superando la sua strumentalizzazione in atto da parte dei diplomati.
@ GGIUSEPPE
Costituiendo la Fondazione o centro studi che si possa definire, nei fatti renderemmo efficace la nostra linea di tutela delle nostre figure professionali.
Sarebbe un primo passo nella direzione della vera rappresentatività “politica” di categoria, fuori dall’istituzione ordinistica, che nei fatti non ci rappresenta ma ci comprime.
Mi chiedo però come potremmo attuare l’idea.
Serve un primo passo.
Che so, una preliminare adesione on-line di chi concorda sull’idea, proporre una bozza di statuto e di regolamento d’attuazione dei prinicipi generali, ecc.
Sono a disposizione per idee ……. MA FACCIAMO QUALCHE COSA.
Di sicuro attendo con una certa impazienza l’esito dell’incontro nazionale dei nostri colleghi rappresentanti.
@ Ale
E’ possibile esaminare, – come canovacci -, lo statuto della Fondazione dell’Ordine di Salerno e quello di
” Opificium” del CNPI ( Periti Industriali).
La finalità principale della Fondazione sarebbe quella di promuovere, difendere, etc, la nuova figura professionale dell Ingegnere Laureato Europeo. come previsto in dpr 320/01 e confermato dal MIUR 270/04.
In questo organismo si potrebbero istituire vari settori, che consentirebbero il contributo di tutti gli iscritti; un settore particolare e significativo sarebbe quello giuridico per la difesa dei professionisti [(se prevista evidentemente dal codice civile (?)].
Inoltre, si costituirebbe un soggetto legale in ogni Regione presso le Università per incentivare la formazione continua e rapportarsi costantemente con i laureandi per incrementare le iscrizioni alla sez.B.
Questo legame con il mondo universitario eviterebbe le distrazioni altrui (Collegi) dei laureati, evitando contestuali denigrazioni del titolo e sue equiparazioni al diploma.
Lo statuto dell’ “Opificium”,ad esempio, prevede all’art.4-b una sovrapposizione indebita delle nostre prerogative.
Le modalità di finanziamento sono quelle da Te previste: quota iniziale di iscrizione e successiva quota annuale.
Il primo passo è di organizzare un incontro-convegno della sez.B: gli atti finali sancirebbero la nascita dell’organismo, dopo opportuna e condivisa discussione partecipativa.
A mio avviso, comunque, ribadisco, ed in questo condivido le tue continue sollecitazioni in tal senso, che sia necessario costituire una forma di rappresentanza ” politica”: è ausliatrice di quella dell’Ordine; altrimenti questa categoria è esposta a costanti manipolazioni.
Nell’ Ordine, tra l’altro, il rapporto dei rappresentanti è di 1 a 14; la legge ne prevede un altro solo se la quota degli iscritti alla sez.B raggiunga in percento il 13 (caso più favorevole): in termini nazionali, in base ai dati attuali, in questo momento sono richiesti circa 29000 iscritti ( giusto dpr 169/05). La situazione richiede tempo, esaminati gli incrementi contemporanei delle due sezioni.
E nel frattempo, rebus sic stantibus: non è chiaro ancora lo sviluppo del “testo Siliquini” ed è evidente il bispensiero orwelliano del CNI.