Ora straparla anche il CNAPPC: triennali con 120 ore di corso
Credo che si sia superato il limite delle dichiarazioni: il presidente degli architetti che straparla di strutture, avendo una preparazione in materia ridicola rispetto ad un ingegnere della sezione B, stride in modo insopportabile.
Il presidente nazionale degli Architetti in una recente intervista, ha dichiarato che i laureati triennali non possono occuparsi di progettazione strutturale in zona sismica, adducendo come motivazione il fatto che essi fanno solo 120 ore di corso.
Partendo dal presupposto che le laurea triennali si conseguono dopo 180 crediti corrispondenti a 1800 ore di corso, presupponiamo che le 120 ore siano riferite al corso di progettazione in zona sismica.
Forse ha confuso il suo corso di laurea dove l’esame di progettazione in zona sismica è spesso una materia a scelta.
Tratto da: Il Sole 24 Ore (27 febbraio 2010)
Leggi anche:
- Geometri e Periti, altro che ingegneri.
- COMPETENZE degli Architetti iunior e dei Periti in ZONA SISMICA
- NTC 2008 – Rifiutatevi di studiarle nei primi tre anni di Ingegneria.
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180 crediti, corrispondono a 4500 ore di studio.
sei sicuro? a me risulta 1 credito 10 ore
Sicuro!.
Un credito formativo universitario (CFU) equivale a 25 ore di lavoro, di cui 8 di lezione frontale.
“Altre attività formative”
partecipazione a seminari o convegni di almeno 10 ore (1 credito);
cioè gli architetti non sanno manco cos’è una staffa non fanno nessun esame in scienza delle costruzioni e parlano pure…pensassero a fare i muri tondi e gli artisti da quattro soldi
Spero che il presidente si riferisca ai laureati iscritti ai colleggi dei periti e dei geometri. Io invierei una lettera sia al giornale che al presidente da parte del sindacato e dei consiglieri di sez. B nella quale gli si fa presente prima che noi abbiamo una laurea e non una laurea triennale, in base al dm universitari e poi illustrando il nostro duro percorso formativo.
Inoltre gli farei notare che se con laurea non si progetta, quando invece è consentito dalla legge, non gli sembra banale poter passare da un estremo all’altro con due anni di studio con i quali i LAUREATI BIENNALI possono progettare di tutto e di più. Naturalmente poi ricordando al presidente che non si può escludere tutto a priori solo in base alla durata del ciclo di studi ma bisogna differenziare tra lauree e lauree sicuramente per esempio un Laureato in scienza geotopografiche in quanto geometra non ha i requisiti professionali ne le conoscienze universitarie peculiari dell’ingegneria per progettare strutture in c.a. in zona sismica. E’ Ora che la smettano con queste cose e anche l’Antitrast dovrebbe intervenire ma cosa aspetta ? perchè non si sollecità l’intervento?
Non c’è un equivalenza precisa, 1 CFU può equivalere a 25 ore di lavoro in uno studio porfessionale, 8 ore di lezione + 17 di studio individuale.
In media si può dire che 180 crediti equivalgono a 1440 ore di lezione + 3060 ore di studio.
A Firenze
Elementi di dinamica delle strutture e ingegneria sismica 6 CFU = 54 ore di lezione, 102 ore di studio
per un totale di 150 ore.
In facoltà da me 6 crediti erano 60 ore di lezione, 12 crediti 120 ore di lezione, ecc. Le ore di studio individuale sono appunto individuali, non si possono quantizzare. Il riferimento del presidente degli architetti penso era alle ore di lezione.
1 c.f.u = 25 ore (tra lezione, seminari etc….)
Ad ogni modo gli architetti sono dei filosofi per via del loro piano di studio.
Facciamoli parlare, non diamoli tanto importanza….alla fine sono quasi dei letterati…sono esperti d’arte e cose analoghe.
Parlano senza sapere ciò che dicono.
Ciao,
Nicola
Non ha importanza ciò che dichiara quel o questo presidente. Anche se la mia opinione è che questo presidente dell’ordine degli architetti sia una capra perchè la quantità di ore non ha alcun significato, bisogna vedere so il corso di progettazione in zona sismica è o non è presente nel piano di studi del corso di laurea triennale, ogni facoltà decide autonomamente il numero di ore che deve avere un corso entro certi limiti minimo e massimo prescritti.
Dicevo, queste opinioni buttate a destra e sinistra all’inngegnere iunior non interessano: interessa la sostanza, ossìa la modifica del 328/01 che sia più chiara nella definizione delle competenze, così che il tecnico triennale non sia costretto ad aprir causa ad un tribunale per capire se quel progetto lo può consegnare.
Non usciamo fuori dai binari, pigliamoci ciò che ci serve cioè le competenze, la professione. Che oggi non esiste ancora.
Saluti
Sarebbe il caso di rispondere a queste affermazioni che gettano altro fango su di noi! Bisogna fare un comunicato stampa che chiarisca tutto.
Ma i nostri rappresentanti dormono o stanno studiando per la laurea magistrale???
Per alessiosacca:
Ma perchè sempre “i nostri rappresentanti”??? Diamoci da fare in prima persona anzichè predendere sempre da altri!
Firmato: un ingegnere che di sicuro “non dorme” ed è prossimo alla “laurea magistrale” ……..
Ho l’impressione ke si siano iscritti alla magistrale! IHIHIHIHIHI!!
Cmq spero che in questi 60 die esca qualcosa di UTILE e non i soliti spot da partito dell’amore!!
Viene da chiedermi:
SUL CALCOLO STRUTTURALE,
1) quanti c.f.u. hanno gli architetti con laurea magistrale specializzati in restauro od in urbanistica?
2) quanti c.f.u. hanno gli ingegneri genetici V.O.?
Questi personaggi, parlano senza sapere ciò che dicono.
Mi domando ancora:
Ma se laurea conseguita nel triennio non vale nulla, possibile che nel biennio magistrale SI DIVENTA SCIENZIATI ALL’IMPROVVISO?
Con solo due anni in più SI DIVENTA, DALLA SERA ALLA MATTINA ONNIPOTENTI?
Perchè il caro INGEGNERE ROLANDO, nostro presidente, non parla della preparazione degli ingegneri elettronici V.O. in merito ai calcoli strutturali in zona sisimca?
“A PROPOSITO DI ARCHITETTI”
Ne ho conosciuto uno (V.O.) con un paio di decenni di esperienza che in materia di impiantistica non sapeva la differenza tra:
kW e kWh
potenza nominale e potenza reale
E VIVA I QUINQUENNALI!!!
Nicola ha scritto: “Mi domando ancora: Ma se laurea conseguita nel triennio non vale nulla, possibile che nel biennio magistrale SI DIVENTA SCIENZIATI ALL’IMPROVVISO? Con solo due anni in più SI DIVENTA ONNIPOTENTI?”
Non è vero che con la magistrale si diventa scienziati e/o onnipotenti ma tieni conto che 13 esami (nel mio corso di LM) in più non sono pochi!
Se fosse così semplice da fare perchè molti di noi si fermerebbero alla laurea, anzichè proseguire con la magistrale?
Non metto assolutamente in dubbio la professionalità degli ing. sez. B, ma si deve considerare che i 3+2 non possono equivalere a 3+0.
Risposta x Luca,
Se fosse così semplice da fare perchè molti di noi si fermerebbero alla laurea, anzichè proseguire con la magistrale?
come ben sai il momento piu` difficile dell`università viene affrontato per l`appunto nel triennio, chi decide di non continuare con la magistrale in linea di massima e` perche ha trovato un impiego, formandosi ulerirmente sul campo.
A mio dire l`attuale laurea dovrebbe essere equiparata alla laurea vecchio ordinamento di 5 anni . Il percorso abbreviato di tre anni , anziché cinque, nasce dal fatto che oggi il laureato ha piu` strumenti per conseguire prima la laurea, “internet, media, programmi di calcolo e di disegno tecnico, ecc. La Laurea Magistrale, invece dovrebbe essere equiparata al diploma di specializzazione, vecchio ordinamento.
Luca è proprio questo il punto quello che diceva nicola è giustissimo ed entrambe in certi sensi dite la stessa cosa le competenze non possono in maniera assuluta essere acquisite con un 0+2 ossia con la Laurea non puoi progettare in zone sismica mentre con la laurea biennale il +2 puoi fare di tutto.
@Luca
In prima persona,
inannzitutto non possiamo fare altro che lavorare e nel nostro piccolo dimostrare la nostra preparazione. ma i consiglieri si candidano e vengono eletti proprio perchè sono loro il tramite e i rappresentanti dei diritti degli iscritti della sez. B e solo loro possono sottopore i nostri problemi all’attenzione dell’ordine provinciale e di conseguenza al cni.
Io credo inoltre che chi ha contatti importanti ed si trova nell’ambiente potranno avere in promessa facilmente la magistrale è questa potrebbe essere il punto e il problema relativo ad una così lentezza di risoluzione dei nostri problemi.
Detto questo abbiamo una legge e sentenze dalla nostra parte, le competenze in zona sismica non c’è dubbio alcuno che le abbiamo, siamo ingegneri e abbiamo gli stessi diritti degli iscritti alla sez. A.
Quello che magistralmente stanno facendo è una vera e propria manipolazione della gente e verso di noi perchè vogliono far passare per vero ciò che in realtà non lo è ripetendolo sempre pubblicamente la nostra incompetenza influenzando e generando una fobia ingiustificato spingendo così i giovani a continuare a studiare i committenti a non rivolgersi a noi e i tecnici delle p.a. a rifiutare i progetti. Un pò come per le varie influenze dove non esisteva nessun rischio ma i tg hanno indotto una paura e delle credenze ingiustificate.
x luca
quello che dici è vero, chi consegue la laurea magistrale deve poter fare di più di chi possiede solo la laurea.
Però è anche vero che ai laureati deve essere consentito di esercitare la professione come prevede la legge, senza bizantinismi su zone sismiche o altri cavilli, che non sono scritti sulla legge.
Se il legislatore avesse voluto vietare agli ingegneri laureati la progettazione statica, non aveva altra strada che scriverlo chiaramente nella legge……..” è fatto divieto il progettare in zona sismica”………..
Sul piano della discussione per molti versi antipatica ci siamo stati trascinati, e non vorrai che riunciassimo anche a difenderci.
Poi chi non segue i corsi della Magistrale, non è detto perchè sia meno capace degli altri, nella vita ci sono anche altre priorità che la vita impone.
saluti.
XLuca
Forse qualcuno si ferma ai tre anni perché per permettersi gli studi ha dovuto lavorare e a causa di ciò ha dovuto impiegare il doppio di tempo per conseguire la laurea.
Quindi è un pochettino normale essere stanchi di studiare la notte e non mi sembra strano fermarsi almeno uno o due anni prima di riprendere ad ammazzarsi sui libri.
Certo uno che si fa pagare tutto da mamma e papi non ci pensa a queste cose, ma arriva subito alla conclusione che tutti i triennali non proseguono gli studi perché non hanno voglia di fare un cazzo o perché sono menomati cerebralmente.
“x Luca”
Collega, sono d’accordo con te.
Nel mio caso,
mi sono fermato alla laurea non perchè avessi paura di fare altri 120 c.f.u. della magistrale, ma perchè avevo desiderio di :
- comprarmi 2 orologi interamente d’oro, uno per ogni polso;
- comprarmi un anello interamente d’oro con inciso DOTT.ING. N.P. e da portare al mignolo della mano sinistra;
- comprarmi un automobile da VIP;
- avere il portafoglio sempre pieno;
- avere il gusto di permettermi gente che lavorasse per me;
- vistire firmato dalla testa ai piedi.
Ho quindi voluto andare a lavorare e non chiedere più i soldi a mamma e papà.
Ho aperto la partita iva ed uno studio tecnico tutto mio e fatto quello di cui scritto sopra.
Il problema è invece un altro, caro collega.
In questi 4 anni di libera professione, ho conosciuto geometri e periti che senza alcuno scrupolo hanno fatto cose che solo gli iscritti alla sezione A del nostro albo, possono fare.
I geometri e periti, con il semplice diplometto di scuola superiore a parole si equiparano a noi laureati e di fatto si equiparano a voi laureati magistrali.
Questa è la cruda realtà!!
Cmq, avere la laurea magistrale non mi consente di lavorare nel settore b) industriale. Per tale motivo sto conseguendo un altra laurea triennale ad indirizzo industriale.
Forse sfugge a più di qualcuno: Anche se si è in possesso della laurea magistrale, si può lavorare in un solo settore dell’albo, tanto vale prendersi un altra laurea triennale per lavorare in più settori.
Per Giampa e Nicola:
il sottoscritto non è un novellino ventenne mantenuto da mamma e papà. Ho 40, un lavoro, una famiglia e due figli.
Ho conseguito la “laurea” studiando la notte, il sabato e la domenica, tra l’altro mettendoci il doppio del tempo previsto.
Sto conseguendo la “laurea magistrale” studiando la notte, il sabato e la domenica!
Quello che mi rammarica è che molti di noi non hanno capito che nel “pensiero comune” con la triennale siamo ingegneri a metà e che l’unico modo x uscire da questo stallo è proseguire gli studi con la magistrale. Io penso che valga la pena (almeno) di provarci. Chi non ne ha voglia non rimpianga di rimanere ingegnere iunior.
Penso e spero che quella espressa sia una considerazione personale perchè la legge è chiara. (Altro che 120 ore ingegneri informatici, eletronnici, potevano e possono progettare senza nessuna nozione strutturale)
Non dimentichiamo che le norme che attualmente regolano le competenze professionali sono quelle risalenti agli ann 25-30 che non sono state modificate come previsto dall’art. 1 del 328/01 e confermato anche dalla sentenza del Consiglio di stato il quale ha ribadito inoltre il carattere puramente esemplificativo elencativo e non tassativo delle attività riportate nel 328/01. Personalemnte poi ho molto di più di 120 ore in strutture (scienza 1, scienza 2, tecnica delle costruzioni 1, tecnical dellle costruzioni 2, dinamica delle strutture e materie correlate).
X luca
Bravo, non farti sbranare da questi che non hanno capito una mazza e straparlano..
Citano i VO come se fossero dei minchioni e sono convinti di sapere tutto, e, così facendo non otterranno proprio nulla, neanche quello che si potrebbe facilmente avere con un pò di buon senso e umiltà.
Io sono stato iscritto al VO prima di mollare tutto e mettermi a lavorare, e quando ho ripreso gli studi (studiando la notte, il sabato, la domenica, e anche il giorno di natale), non ho potuto fare a meno di notare che conseguire la triennale non è stato poi così difficile.
Un solo esempio valga per tutti: esame di analisi 1 VO (il mio primo esame, dei tre che avevo sostenuto) = 250 iscritti all’appello, 11 ammessi all’orale, 3 passati.
Nell’ingresso dell’aula magna c’era una scritta del tipo “lasciate il vostro sangue o voi che entrate…” e rendeva perfettamente l’idea.
Poi perchè un ingegnere meccanico (che sa calcolare e dimensionare una biella sottoposta a tensioni legate ad una infinità di variabili) o un aerospaziale (che sa calcolare, che so, la centina dell’ala di un aereo) non potrebbe progettare una trave in c.a.?
Il calcolo fem è stato inventato in ambito aeronautico o no?
Ciò che conta sono le basi che ciascuno ha, il resto si impara camin facendo.
L’ingegnere deve essere ingegnere in tutti i settori…. come era prima.
“x Checco e Luca”
Colleghi,
condivido ciò che dite.
Attenzione però:
La “colpa” non è di chi usufruisce delle legge, ma di chi eventualmente l’ha fatta, mi riferisco al dpr328/2001.
Avrebbero dovuto porre rimedio, in questi 9 anni, viste le incomprensioni che ci sono state.
Certo, l’aggettivo infamante “iunior” contribuisce a fare danno sopratutto nella psiche della collettività che ci reputa per l’appunto dei mezzi ingegneri, anche se cosi non è!
Credo che se i triennali si fossero chiamati “ingegneri” ed i quinquennali “ingegneri specialisti” non ci sarebbero stati tutti quei problemi che si sono verificati.
Infine,
anch’io ero iscritto al V.O. ed ho sostenuto “sudando sangue” , 2 esami, analisi matematica1 e geometria&algebra.
Condivido pienamente con Checco. Se ora è meno difficile, la colpa non è però dello studente ma di chi ha dato queste indicazioni alle università.
Ad ogni modo, i più dritti sono i tecnici diplomati presso la scuola superiore che senza aver conseguito la laurea magistrale fanno cose che NON possono fare in quanto di pertinenza degli ingegneri sez.A. ed intanto intascano bei soldi pur non essendo laureati e/o laureati magistrali.
Poi, non so chi è più pirla,
noi che abbiam fatto l’università o loro che rischiano nell’esercizio abusivo della professione di ingegnere.
Considerate che a seguito della settorializzazione dell’albo dovuto al dpr328/2001,
un ingegnere aereospaziale (3+2 sez.A settore b) NON può presentare una banale DIA relativa alla costruzione/demolizione di un muro in un appartamento, il GEOMETRA LO PUO’ FARE!
Forse ho capito chi sono i pirla….!!!
Colleghi non mi piace quest’ astio fra ing. B vs ing.A vs ing V.O. non porta veramente a nulla….
Dovremmo batterci per il ritorno all’albo unico e con il superamento del passaggio da B ad A facendo valere l’esperienza (dimostrabile) sul campo.
Un abbraccio a tutti e buon lavoro.
Marco ing. sez. B
Il problema dei settori oggi è solo uno dei tanti e non poteva essere altrimenti poichè hanno consentito per esempio anche ai laureati magistrali in informatica di iscriversi nella sez. A settore informazione. Personalmente sono favorevole ai settori perchè non comprendo il motivo per il quale un ingegnere elettronico che ha studiato per fare questo debba poi occuparsi di strutture. Gli specialisti ingegneri purtroppo devon fare i conti ancora oggi con la concorrenza dei laureati v.o. che si abilitano a tutti i settori. Se la laurea v.o. era più difficile di oggi ciò non influisce sulla validità della Laurea n.o. (che non mi pare così facile come qualcuno la descrive) anzi gli esami più importanti e copmplessi sono proprio nei primi tre anni di studio. La soluzione migliore forse era quella di lasciare la sez. A multisettoriali anche per i n.o. mentre la sez. B con unico settore senza alcuna limitazione nello stesso.
Noto che la maggior parte di voi che scrive prosegue ho a già conseguito la magistrale evidentemente, perchè i nostri colleghi sez. B lavorano tanto e non hanno tempo da perdere su un weblog come voi. Se avete superato i problemi degli iscritti nella sez. B e ritenete che la laurea non serve a nulla non fate altro che rinnegare ciò che siete e avvicinarci e avvicinarvi ai diplomati i quali a breve avranno competenze maggiori e di fatto saranno equiparati ai laureti. Ciò che dobbiamo insieme capire e che bisogna riunificare l’albo unico degli ingegneri perchè a quel punto non hanno più senso due sezioni, ricordando che le norme che attualmente regolano le competenze professionali sono quelle risalenti agli ann 25-30 che non sono state modificate come previsto dall’art. 1 del 328/01 e confermato anche dalla sentenza del Consiglio di stato, riuniere quindi gli attuali iscritti nelle due sezioni.
La scelta del legislatore di avere una laurea triennale in ingegneria e quindi una professione da essa derivata, era stata allora oggetto di molte discussioni, e già allora l’ordine degli ingegneri non era daccordo.
I Periti chiesero subito che la triennale fosse fatta come corso universitario sito negli ITI con accesso riservato solo ai Periti Industriali.
Poi venne chiarito che la triennale “doveva” essere presente nel nostro ordinamanto per uniformità e obblighi con gli altri Stati dell’ Unione Europea.
Di fronte alla possibilità che i nuovi ingegneri si innestassero sui Periti, si scelse di allocarli in un apposita sezione dell’ordine ingegneri, con l’idea però di non farne professionisti autorizzati a progettare, ma solo gli assistenti dei quinquennali.
Le cose non andarono così e il Governo Amato invece impose la professione libera.
Questo non è stato mai accettato e abbiamo avuto la sequela di “dispetti” prima dicendo che non eravamo dottori, poi la progettazione assistita, in ultimo la progettazione sismica.
Chi chiede l’abolizione della laurea triennale quindi deve sapere che non è possibile senza incorrere nella censura della UE, tutto stà a vedere se finiremo tra i diplomati , o in un ordine separato o dove siamo oggi.
In ultimo in Germania, che non mi sembra sia terzo mondo, alla professione di Ingegnere di accede con formazione universitaria triennale e quinquennale, i due corsi sono separati, ma le competenze non esistono nel senso che tutti possono progettare senza limiti.
Quindi gli esempi e soluzioni ci sono la buona volonta meno.
Saluti a tutti.
Come i fatti dimostrano,
fra tutti i Paesi della U.E. solo in Italia gli ingegneri triennali hanno problemi nel poter lavorare e solo in Italia i geometri e periti fanno cose alla pari degli ingegneri sez.A.
Ho letto numerosi commenti rilasciati dai i nostri inferiori (geometri e periti) su altri siti web.
Sostengono che l’esperienza valga pià della laurea magistrale, a noi “semplici” laureati non ci cagano proprio , ci bypassano direttamente a dimostrazione del fatto che fanno cose da laureati magistrali.
Quindi secondo il loro ottuso modo di pensare, un muratore con la 5° elementare ma con 40 anni di esperienza, vale più di un ingegnere quinquennale.
Dunque, le università non hanno motivo di esistere secondo il loro limitato ragionamento da diplomati.
I geometri e periti pretenderanno all’infinito di essere equiparati ai laureati magistrali, salvo rigide ed inappellabili nuove leggi sulle competenze che non ci saranno MAI in quanto i nostri inferiori non saranno mai d’accordo a limitarsi nel fare “solo” i geometri e periti.
Sembra inoltre che solo i nostri inferiori hanno diritto a far valere l’esperienza sul campo.
Un ingegnere invece non ha diritto a fare od avere esperienza?
E’ possibile che i geometri e periti facciano o tentano di fare le stesse cose degli ingegneri A e B o meglio se lo fanno lo fanno in nero e poi si fanno firmare il tutto da un ingegnere.
In parte concordo con Bruno ma sono del parere che l’ipotetica formazione dell’Albo unico degli ingegneri non significa abolire la Laurea. Infatti Se per accedere alle professioni di Geometra e Perito servirà in futuro con eventuale riforma la Laurea si potranno istituire corsi di durata triennale per accedere all’albo dei Geometri periti e futuri laureati ed un corso di durata quinquennale per accedere all’albo unico degli ingegneri. Tale albo naturalmente, dovrà tener conto della situazione attuale e nascere dunque dalla fusione degli attuali iscritti nelle due sezioni A e B.
Anchio ho iniziato con il V.O. e me la cavavo piuttosto bene, solo che a causa di un grosso problema dovetti smettere per qualche hanno e quando ripresi a studiare mi ritrovai il N.O. tra le palle. Solo che nei primi anni di esistenza del N.O. il corso di laurea era costituito da 36 esami con i programmi praticamente uguali a quelli del V.O. e , purtroppo per me e altri studenti che hanno impiegato un esagerazione a prendere la laurea triennale, l’universitàinizio a ridimensionare la cosa solo dopo qualche anno per inserire, infine, il N.N.O nuovissimo ordinamento con 27 o quanti cavolo di esami sono.
Mi volevo iscrivere alla magistrale, ma erano altri 24 esami che si accavallavano con i 12 del nuovissimo ordinamento e per paura di restare fregato un’latra volta chiesi il trasferimento al N.N.O., ma il preside mi disse che avrei dovuto sostenere esami integrativi, allora, nauseato da tutto questo, decisi di mandare a fanculo tutto. Anche perché se sei studente lavoratore te la fanno pesare il doppio.
Allora sono andato da CEPU che per sbaglio confusi con l’università telematica e mi dissero che sarebbe stato facile prendere la magistrale, ma avrei dovuto pagare i corsi e presentarmi agli esami dopo essere stato segnalato dai professori del CEPU. Mi dissero, a chiare lettere, che se CEPU non segnalava lo studente al professore dell’università telematica sarebbe stato difficile sostenere anche un solo esame. Con questa bella notizia in mano contattai direttamente l’Università Telematica Marconi esponendo direttamente i fatti e loro mi dissero che con CEPU non avevano niente a che fare e che già altri gli avevano segnalato la cosa, dopo qualche mese sul sito comparve chiaramente che non erano affiliati al CEPU.
Quindi le uniche persone che voglio sbranare sono i professori del consiglio del corso di laurea dell’Universita degli Studi di Firenze. Non ho ripreso subito gli studi perché al solo pensiero di rimettere piede in quell’università mi viene la nausea.
Detto questo la mia unica alternativa è l’università telematica Marconi e, dopo aver sentito altre persone che la stanno facendo senza CEPU (per avere conferme della totale estranità) mi sto organizzando per iscrivermi.
Ecco perché mi sono fermato, perché non ho voglia di farmelo mettere in culo un’altra volta.
Cambiando argomento mi scuso se in qualche modo vi ho offeso, parlo solo per i colleghi laureati.
Per quanto riguarda i diplomati che vogliono fare la nostra professione: potete andare direttamente a fanculo.
X michele
Facendo un sunto:
La settorializzazione comporta una impennata (letteralmente) nelle immatricolazioni universitarie nel civile, stante il fatto che la libera professione in questo settore è molto più appettibile, se non l’unica, e tra il sapere e non sapere…. ( e qui mi si ripeterà che non è affatto cosi ecc ecc )
Pertanto tutti coloro che avrebbero optato per altre specializzazioni, vuoi per indole, per vocazione o per altri motivi, ce li ritroviamo in mezzo alle balle ad intasare il mercato.
Di converso le industrie si rivolgeranno altrove…
Questo è già un buon motivo per ritenere la settorializzazione un fattore negativo, ma ce ne sono altri, e segnatamente:
La preparazione che devi, e sottolineo devi, avere per operare nel civile non può essere limitata ad un solo settore, perchè incontri problematiche che sconfinano ben presto da quest’ultimo, come il dimensionamento degli impianti di una lottizzazione, o di una singola unità abitativa, tanto per citarne alcuni.
Lo stesso si può dire per gli altri settori.
Si crea, altresì, un mercato con le regole drogate dove alcuni, che sono tantissimi, possono fare potenzialmente tutto, ed altri, che sono molto meno, limitati ad un settore, e questo è un altro buon motivo, oltre a quelli che seguono in ordine sparso.
Se un VO (a titolo di esempio) elettrico vuole operare nel civile, e viceversa, deve mettere il culo sulla sedia ed acquisire tutto ciò in cui è carente (acquisire nozioni, assimilare normative, acquistare software e attrezzature costose, fare esperienza sul campo, sbatterci il muso svariate volte e via cosi…) fermo restando il fatto che se una casa va giù ne risponde personalmente in campo civile e penale, e quindi vale il vecchio detto ” l’ing. sa quello che fa, e fa quello che sà” , come è sempre stato.
Se invece ritiene, come quasi sempre succede per lavori saltuari, che il gioco non valga la candela va da un collega e gli dice: “hei ciccio, ti ricordi di quell’impianto che non riuscivi a fare? dammi qua che ci penso io e tu fammi questo calcolo di una trave che non ho voglia di spaccarmi le balle”.
Altrimenti si arriva all’assurdo, e sottolineo assurdo, che un industriale non possa firmare una DIA per abbattere un muro divisorio NON PORTANTE per allargare il cucinino di casa sua, mentre nulla impedisce ad un dottore agronomo (che ha per legge le stesse competenze di un geometra nel campo civile) di operare in tranquillità, e questa, consentimi, è una boiata.
Se poi parliamo delle pratiche catastali, dove se sbagli non viene giù nessuna struttura, non si riesce a capire perchè un ingegnere industriale non possa disegnare una semplice planimetria.
Ed anche qui vale il principio del dott. agronomo e forestale, o del geometra o dei periti.
Un altra cosa inaccettabile è che, se è vero come è vero che il VO era più tosto, ora (intendo oggi) chi si laurea e si abilita con l’appellativo ambito di VO (perchè ci sta mettendo 13:15 anni…alcuni che conosco anche di più..) segue da tempo gli stessi corsi dei NO, gli STESSI…
E qui siamo veramente al paradossale: due compagni di banco, stessi professori, stesse ore di lezione, stessi corsi, stessi esami….. due status diversi.
I conti non tornano…
Sempre X michele
Dimenticavo…. Non è che io rinnego ciò che sono, o che mi vergogni addiritura di essere un triennale, semplicemente voglio arrivare all’obbiettivo che mi sono sempre prefissato.. che è la sezione A, e siccome sono anche parecchio incasinato, con i mille impegni che mi vado a prendere, ci metterò il tempo che ci vorrà, senza stressarmi più di tanto, e privilegiando sempre nelle scelte il mio lavoro, che mi permette di portare a casa la pagnotta.
Scusate anch’io avevo visto l’università telematica marconi, ma ho notato che costa un bel pò a livello di tasse!
Sui settori esistono parere contrastanti e ognuni di noi poi la vede in un determinato modo, personalmente ritengo che la settorializzazione non sia giusta per il solo motivo che ancora oggi ci stanno i v.o. che si abilitano a tutto concorrendo in modo sleale con gli n.o. per il resto invece sono favorevole alla suddivisione in settori per quanto detto precedntemente. Anzi ti aggiungo per esperienza personale che Anche io inizialmente avevo l’obbiettivo della sez. A anzi nemmeno sapevo della suddivisione in A e B però La laurea come conseguita da alcuni di noi in pratica è uguale al v.o. . Infatti io purtruppo iniziai il primo anno con il n.o. appena entrato in vigore e non in tutte le università, quindi i miei compagni di scuola che si sono diplomati con me ed iscritti poi ad università diverse dalla mia hanno studiato invece con il v.o. Il risultato è che mi sono laureato quasi nello stesso tempo impiegato da loro ( 7 anni), mentre loro hanno conseguito una LAurea v.o. (31 esami) io una Laurea n.o (con 32 esami). Oggi uno di questi laureato in ingegneria informatica abilitato a tutti i settori lavora in campo civile e può progettare di tutto e spesso io gli fatto anche i calcoli, mentre io che sono un civile ambientale non potrei progettare strutture ( dopo che l’ho già fatto in proprio ed anche bene) questo è il problema, almeno che nel nostro settore ci lascino lavorare in pace. Ora capisci perchè sono favorevole alla settorializzazione.
Anch’io per laurearmi nel N.O. ho dovuto sorbirmi 32 esami più la tesi, anzi di peggio avevo sostenuto anni prima prima di abbandonare e riescrivermi la bellezza di 12 esami nel vecchio ordinamento.
Ora gli esami sono stati ridotti a 20 circa, questa differenza dovrebbe pesare a nostro favore per una sanatoria alla sez.A.
Inoltre mi sono iscritto al LM 23 di Ingegneria Civile alla Marconi, e sono al terzo esame e trovo che le tasse siano sopportabili, visto che vengono forniti i testi tutti, delle lezioni da leggere e studiare quante volte vuoi.
Possibile che nessuno di noi abbia progettato strutture in c.a. nelle zone di L’Aquila e dintorni che siano resistite al sisma e che possano così dimostrare e testimoniare l’elevata qualità e competenza in ambito strutturale ?
32 esami??? Ma che c…o perché a Firenze 36??? Apparte scherzi e paragoni inutili sul numero di esami.
Per quello che riguarda le università telematiche, si hai ragione max costa di più delll’università tradizionale, ma devi fare qualche considerazione:
1) All’università se non segui i corsi sei tagliato fuori e se sei uno studente lavoratore se ne fregano, non cambia niente, se hai seguito i corsi e il prof si ricorda la tua faccia bene, se non hai seguito i corsi e durante l’esame il prof se ne accorge sei nei guai;
2)Se sei studente lavoratore per molti prof la tua preparazione, a prescindere da tutto, non può essere altro che misera;
3) Se sei studente lavoratore non segui i corsi e, visto che nelle università statali frequentare equivale a fare l’80% del lavoro, le tasse che paghi sono quasi tutte buttate nel cesso;
4)A quanto ho saputo all’uni telematica non regalano niente, ma perlomeno hai tutto il materiale didattico di base. Ho scritto di base perché a quanto ho saputo è il materiale minimo per superare l’esame, alcune cose te le devi cercare nei libri, ma forse non funziona così anche all’uni statale?
5) Se fai l’uni statale o sei pendolare o vivi con altri 4 inquilini. Quindi oltre a spendere per le tasse devi spendere per mangiare, per viaggiare o per pagare l’affitto.
Quindi per l’aspetto dei soldi poggio e buca fa piano. L’unica differenza sta nelle proprie capacità autodidattiche
vi segnalo quanto dichiarato dal presidente dell’ordine degli architetti di Milano, dove in un passaggio dice “Coinvolgere l’Università
Per affrontare in maniera organica e complessiva il tema delle competenze professionali nel settore della progettazione e per trovare soluzioni chiare e condivise, crediamo non bastino i 60 giorni concessi dal Governo e soprattutto crediamo che al tavolo che è stato costituito, oltre alle quattro categorie tecniche, debba partecipare anche l’Università. E’ da lì infatti che partono i percorsi formativi ed è da lì che, fin dall’inizio, dovrebbe essere chiaro a quali sbocchi portano, anche in considerazione del fatto che l’introduzione delle nuove figure professionali intermedie (geometra laureato e architetto/ingegnere iunior) hanno aumentato di fatto la confusione e la sovrapposizione dei limiti professionali che devono essere commisurati alla effettiva e adeguata preparazione per garantire la pubblica incolumità e la tutela dei cittadini e dei committenti.” PRATICAMENTE CI PARAGONA AI GEOMETRI LAUREATI!!! http://www.lavoripubblici.it/news/2010/03/professioni/competenze-professionali-duro-il-commento-degli-architetti-di-milano-contro-il-ddl-1865/
Il Presidente degli Architetti di Milano è l’ennesima vittima della scarsa conoscenza, effettiva o voluta di quanto scritto nel framigerato DPR 328, da tutti citato ma letto e soprattuto assimilato da pochi.
Il fatto principale ed innovativo del decreto è che la professione si esercità non tanto in ragione del titolo di studio, ma del superamento dell’apposito Esame di Abilitazione della Professione.
Infatti un soggetto in possesso di laurea quinquennale in Ingegneria può scegliere di esercitare la professione di Ingegnere sez. A, Ingegnere sez. B, Geometra laureato, Perito Edile Laureato.
Alla professione di Geometra laureato accederà superando l’esame di abilitazione da Geometra è verra verificata la sua preparazione a fare il Geometra.
e cosi di seguito per le altre professioni.
Quindi la smettano di fare l’equazione Geometra laureato = Ingegnere sez. B perchè non è vero.
il Geometra laureato è solo un GEOMETRA, con le competenze del RD 274/1929, l’aggettivo laureato non aggiunge nessuna ulteriore competenza ne tanto meno lo autorizza nell’esercizio professionale a fregiarsi del titolo di Ingegnere.
Gli Ingegneri e i Geometri laureati non sono la stessa cosa, perchè superano diversi e distinti esami di Abilitazione.
La differenza tra il nostro paese e gli altri stati membri dell’UE è che da noi il titolo di ingegnere è un titolo “nobiliare” mentre per gli altri è un titolo “professionale”!!!!!
Da noi se sei ingegnere sei nella casta ….. solo che la casta non vuole tra se i triennali.
Ing. B Falco.
“x Falco”
Bella questa,
è proprio cosi.
Pensa che l’altro giorno mi sono fatto fare dal mio orafo personale un anello tutto d’oro con piastra esagonale da portare al mignolo sinistro.
Sulla piastra ho fatto incidere i miei titoli “NOBILIARI”.
E’ scritto: DOTT.ING. N.P.
La mia ragazza mi ha lasciato, dicendomi che sono malato di megalomania….
Ma a me piace tantissimo, tanto più perchè su quel polso porto un orologio tutto d’oro….che figata!
Io sono uno di quelli che ai titoli accademici e professionali ci tiene come se fossero titoli nobiliari.
Che c’è di male? Ce li siamo guadagnati sul campo a differenza di chi si è fermato alle scuole medie superiori e si attaggia da ingegnere o laureato in generale! Si fanno chiamare DOTTORI, poi scopri che sono diplomati ragionieri!
Circa il non essere accettati dalla casta dei quinquennali, ME FREGO ALTAMENTE, vado dritto per la mia strada.
Poichè sono anche presidente della commissione sez.B presso il mio ordine,
mi pregio anche del titolo di “presidente di commissione”
Dei quinquennali non me ne faccio un problema.