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Laurea triennale per accedere alla professione

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jogna_bArriva dal presidente dei Periti Industriali la precisazione che da oggi in poi non sarà più possibile accedere alla professione con il solo diploma ma servirà la laurea Triennale.

Il presidente Jogna si dichiara soddisfatto della riforma del riordino degli istituti tecnici. Da quanto dichiarato sembrerebbe che gli attuali Periti e Geometri da oggi in poi dovrebbero proseguire gli studi per esercitare una professione.

Sicuramente è un iniziativa già studiata a tavolino che permetterebbe di legittimare la riforma degli albi dei Geometri e Periti per farlo diventare l’albo dei laureati triennali. Naturalmente per Jogna gli attuali iscritti saranno legittimati a passare di categoria senza affrontare i 3 anni universitari.

A questo punto ci sentiamo di dire a Jogna che sarebbe opportuno che tutti gli iscritti al suo albo si mettano a continuare gli studi come da lui dichiarato.

Rassegnastampa26marzo2010 Riforma istituti tecnici

Leggi anche:

  1. Con la laurea triennale si lavora
  2. STATISTICHE: LAUREA TRIENNALE = OCCUPAZIONE
  3. LA PROFESSIONE DI INGEGNERE ( sezione B) NON ESISTE PIU’

44 Responses to “Laurea triennale per accedere alla professione”

  1. Anche se per accedere alla professione di geometra e perito occorrerà la laurea di primo livello questo deve avvenire senza togliere nulla a noi. Infatti, attualmente, oltre al diploma si può accedere all’albo dei geometri e periti (indirizzo edile) anche con lauree di I livello che non hanno nulla a che vedere con l’Ingegneria, come ad esempio la laurea della classe 21 “scienza della pianificazione territoriale, urbanistica, paesaggistica e ambientale”.
    Non ci dimentichiamo che è in progetto per geometri e periti la possibilità di accedere all’albo anche con un titolo NON accademico come il diploma di Istruzione Tecnica Superiore (ITS) di durata triennale.
    Per ultimo c’è da dire che in Europa il geometra è sempre esistito e svolge la professione con un titolo universitario di primo livello, ma ha competenze completamente diverse ha quelle dell’Ingegnere di pari livello di titolo accademico. Quindi il futuro geometra o perito industriale con laurea, ad esempio, della classe 21 deve continua a fare quello che fa oggi in Italia come in Europa.

  2. “RIFLESSIONE”

    Colleghi,

    noi siamo iscritti all’ordine degli ingegneri e nessuno ci potrà cacciare.

    Chi vorrà passare dall’altra parte sarà libero di farlo.

    Ad ogno modo, dall’altra parte, i nuovi tecnici laureati non saranno marchiati con l’infamante aggettivo dispregiativo IUNIOR e saranno difesi dal loro collegio professionale.

    Però è anche vero che i neo diplomati agli istituti tecnici tra il poter scegliere una laurea che gli faccia diventare INGEGNERI e poter scegliere una laurea che gli faccia diventare geometri, difficilmente sceglieranno la seconda opzione.

    Certo il corso di laurea in ingegneria è più difficile del corso di laurea in scienze urbanistiche.

    Continuerà inoltre la guerra sulle competenze. Anche se ci troveremo davanti un geometra laureato, NON SARA’ MAI UN INGEGNERE per via del suo piano di studio…

    Non cambierà nulla!!!!!!!!

  3. HA PERFETTAMENTE RAGIONE LUX

  4. Chiacchere a parte, non c’è da stare tranquilli, Io penso che una tale riforma sancisce di fatto la fine dei laureati in ingegneria di primo livello.
    tra noi e loro non ci sarà più quella evidente differenza come oggi avviene per esempio tra ingegneri ed architetti nel campo civile.
    Non siate ingenui perchè i diplomati acquiseranno compentenze maggiori e saranno rappresentati in numero e forza superiore a noi.
    Io che ho pagato le tasse ho sudato all’università per ottenere la laurea potevo iscrivermi direttamente al colleggio dei geometri dato che avevo già il diploma e mi sarei ritrovato con una bella laurea fresca fresca o meglio mi sarei ritrovato in un categoria appartenente ai laureati.
    Del resto anche la differenza e la professionalità tra gli ingegneri specialisti ed i geometri sarà meno evidente in quanto insisteranno solo due anni di studio universitario che li separa.
    A noi non rimane che lottare attivamente manifestando il nostro dissenso e una volta per tutte chiedere, poichè se un diplomato può guadagnarsi tre anni di università, lo possiamo fare a maggior ragione anche noi,
    di riunire l’Albo degli ingegneri fondendo gli attuli iscritti sez. A e B con stesse competenze invariando i settori, salvaguardandi così i diritti degli studi compiuti e degli attuali iscritti all’ordine e risolvendo e ponendo fine una volta per tutte le annose questioni interne di categoria.

  5. Sono convinto che l’essere iscritti all’ordine degli ingegneri ci garantisca il diritto acquisito.
    Per quanto alle lauree di riferimento per accedere all’ipotizzato nuovo ordine, mi pare d’intendere che siano tutte quelle di “tipo tecnico”, non solo quella di “pianificazione – classe 21″.
    Mi augoro, nel caso venga approvato con legge il nuovo ordine ipotizzato dai geometri e dai periti, che permanga la possibilità per un laureato di scegliere a quale albo iscriversi – ad esempio se a quello degli ingegneri o a quello dei tecnci laureati.
    Nell’ipotesi malaugurata che il futuro ordine dei tecnici laureati sia l’unico albo di riferimento per i futuri laureati, spero che chi sarà iscritto nella NOSTRA sezione dell’ordine degli ! INGEGNERI ! , a far data di tale novità, possa confluire nella sezione A. In caso contrario, di fatto, la sezione B non sarebbe più implementata di nuovi iscritti e noi di conseguenza messi a margine.
    Poi “permettetemi di scrivere” che il titolo Tecnico Laureato è RIDICOLO. Ma è mai possibile che un laureato in ingegneria si possa poi definire quale professionista solo un tecnico.
    Una volta, mi pare anche ora, i tecnici sono anche quegli operai specializzati che riparano i televisori e i frullatori.
    Ma i clienti che magari desiderano farsi progettare la propria casetta o la cuccetta per l’amato fido amico (il cane) come potranno fidarsi di uno che si presenta: sono il tecnico laureato.
    Mi sembra che in molti stiano andando “fuori di matto”.

  6. Dunque con un colpo di spugna i geometri diventano dottori e magari noi diventiamo dottori magistrali e quest’ultimi diventano dottori di ricerca. Facciamo tutti un balzo in avanti immagino perché se lo fanno loro non vi è motivo per cui non lo facciano fare anche a noi.
    Che paese straordinario !!
    vergogne a parte chi oggi è ingegnere domani non potrà mai essere altro, però è chiaro che cosi geometra e ing. sez. B saranno definitivamente percepiti dalla committenza come la stessa figura professionale.

  7. Calma … è tutto sulla carta, come al solito.
    E’ semplicemente una guerra di nervi, ma alla fine il buon senso prevarrà su tutte queste ipotesi strampalate.
    Basta una dichiarazione di due pur alti dirigenti in forza al MIUR per approvare una legge?
    E’ sufficiente una dichiarazione di intenti del ministro per chiarire l’annoso problema delle competenze pur sapendo che esso è, per sua natura, interministeriale?
    La risposta è NO alla prima e NO alla seconda, non basta affatto.
    Oggi poi è il 1^ aprile….. magari non per caso.
    Buona Pasqua a tutti i colleghi.

  8. Bisogna capire intanto se la riforma prevede solamente il riordino formativo individuando il requisito per abilitarsi alla professione (perito ecc.) il possesso della laurea ma non interviene sull’ordinamento professionale o sulle competenze lasciando quindi gli attuali collegi separati.
    Capire se eventualmente a questa riforma scolastica seguira poi quella del riordino delle professioni istutuendo un nuovo ordine e solo in quest’ultimo caso le cose cambiano radicolamente.
    Il fatto di poter scegliere a quale albo iscriversi per i nuovi laureati propone due considerazioni:
    la prima sta nel fatto che le iscrizioni saranno in numero ridotto al nuovo albo se ci sarà la possibilità di scelta (per i laureati in ingegneria o archittura) di contrinuare ad iscriversi alle relative sez. B, i quali opteranno per l’albo degli ingegneri. Inoltre tra noi e loro non ci sarà più evidente differenza e questo finirà per bruciare una categoria di laureati già avviata al lavoro per salvarne una di tecnici diplomati in declino da tempo. La figura dell’ingegnere laureato sarà del tutto una figura di scarso rilievo intelletuale e verrà posta allo stesso livello dei diplomati.
    Io credo che l’unica strada saggia e giusta sia quella di ripristinare gli albi unici degli ingegneri, architetti, biologi, ecc. fondendo gli attuali iscritti nella sez. B e Sez. A ed al contempo quindi creare questo albo dei laureati dove si iscriveranno i possessori di laurea con matrice tecnica.

  9. X Ale:
    Il titolo di Tecnico Laureato a mio avviso non è più ridicolo di quello di ingegnere iunior (chi lo ha pensato era un fan di Indiana Jones).

  10. Se così fosse sembra automatico che periti e geometri “esistenti” acquisirebbero competenze e nome degli attuali sezione B. A mio parere non è invece automatico (come invece sarebbe giusto) che gli attuali sez. B transitassero nella sez. A …………
    Ing. B Luca

  11. Io sono d’accordo con Luca.
    Infatti per pari opportunità e soprattutto buonsenso, se gli iscritti Geometri e/o Periti, possono, a seguito dell’acquisizione della necessaria esperienza, fregiarsi di titoli ottenibili solo dopo 3 anni di studi Universitari (28 esami) o quantomeno avere le stesse competenze del laureato triennale, credo che l’attuale ing. triennale iscritto alla sez. B potrebbe, anche se dopo un periodo di transizione nella medesima sezione ( 5 – 10 ANNI), transitare nella sezione A.
    Credo che la linea da seguire dovrebbe essere questa.
    Ing. B Carmelo

  12. Faccio presente che la proposta degli ordini professionali riuniti prevede ancora la suddivione dell’ordine in sezioni e settori.
    Cmq una sistemata bisogna darla perchè anche com’ è adesso la cosa è ridicola, è pazzesco che io posso diventare ingegnere avendo studiato architettura per esempio.
    Possono pure mettere la laurea per accedere alla professione di perito, l’importante è che per accedere alla professione di ingegnere ci vuole la laurea in ingegneria e le competenze saranno sempre superiori ai periti e geometri.
    Sull’appellativo “iunior” è inutile spendere altre parole,
    pensavo che l’accademia della crusca sapesse fare di meglio.

  13. L’ipotesi abbastanza leggittima e realizzabile, unica via per fare chierezza nel futuro certazza di diritti e continuare a lavorare, quella di ripristinare gli albi unici degli ingegneri, fondendo gli attuali iscritti nella sez. B e Sez. A già proposta una volta dall’ex presidente del cni, viene riconsiderata anche dal nuovo il quale afferma che:
    “per diventare ingegnere deve essere realizzato un percorso universitario chiaro e non deve essere consentito arrivare al penultimo anno con la possibilità di diventare geometra laureato, perito laureato, ingegnere diplomato; per fare il geometra è necessario seguire un altro tipo di percorso e come categoria professionale siamo favorevoli a ripristinare per la laurea in ingegneria a ciclo unico di 5 anni e, ovviamente, siamo contrari agli attuali percorsi di 3+2. Se una persona vuole fare il tecnico (quello che un tempo erano i geometri ed i periti) è giusto che oggi con l’evoluzione possa seguire altri percorsi formativi scolastici”
    Quindi come vedete la strada da percorrere è questa in sintonia ed in accordo con il cni chiedere che gli attuali sez. B transitino nella sez. A ossia chiedere la fusione delle due attuali sezioni dell’albo ripristinando l’albo unico.

  14. Sono le solite parole tirate ai quattro venti……. che vuole questo vecchio da noi giovani?

    Scusate, ma tutti i disgraziati che hanno preso la laurea hanno anche il diploma, molti prima di diventare ingegneri erano geometri o periti, mi verrebbe voglia di chiedere a questo vecchio:
    se passerà la sua idea chi rimborserà gli anni e i soldi spesi dai diplomati geometri, che sono diventati ingegneri triennali, per conseguire la laurea?

    Ora capisco perché l’Italia fa schifo se l’hanno tirata su i vecchi come questo tipo!
    Generazione di vecchi ganzi che pensavo di essere sempre più furbi degli altri sampre in cerca di scappatoie per grattare o rubare qualcosa di cui non hanno il diritto ad avere a spese di chi è veramente capace e di chi si fa il culo essere un professionista, dobbiamo ai vecchi come lui tutto questo marasma.

    Che c’è sta facendo della campagna elettorale in vista delle elezioni di presidente?

  15. Vorrei puntualizzare ed aprire una parentesi ancora una volta, un problema marginale ripetto comunque alla grave situazione da affrontare ora dalla quale dobbiamo cercare di riunificare le due sezioni A e B dell’albo.
    nell’articolo si parla di Laurea triennale ha tal proposito ho trovato interessante in rete quanto seguo:
    La laurea è il titolo che l’università italiana rilascia al termine del primo ciclo previsto dalla convenzione del processo di Bologna e si consegue di norma in tre anni accademici. In realtà, come sancito da una sentenza del Tar Puglia sez. Lecce e dal Consiglio di Stato e ribadito da una circolare ministeriale, il concetto di durata normale è innovativo rispetto a quello di durata legale, poiché fa riferimento al tempo impiegato di norma dallo studente a tempo pieno medio: in ogni caso, è l’ottenimento dei 180 crediti formativi universitari previsti dal piano di studi l’unico metro in base al quale dev’essere conferito il titolo. Per questa ragione, la locuzione stessa «laurea triennale» è impropria.

  16. Certo non è con le offese a Jogna, che ritengo stia facendo egregiamente il suo mestiere, che risolveremo i nostri problemi,
    Continuiamo pure con gli epitepi tipo “inferiori” e ” vecchio” perchè una cosa è certa, troveremo sicuramente chi si ritiene e si dichiara superiore a noi e prima o poi tutti diventeremo (spero) vecchi.
    Magari avessimo anche noi un ordine e un presidente come Jogna a curare i nostri interessi. Il nostro dramma è che siamo allo sbando, compressi tra la sez. A e i diplomati e non sappiamo fare e dire altro, gonfiando il petto IO SONO INGEGNERE, sono andato all’Università.
    Ormai è chiaro che questo non basta, il nostro problema è il rigetto della parte dell’ordine iscritto alla sez. A, non le aspirazioni dei Periti.
    L’ultima chiamata è stata annunciata, si salvi chi può, chiediamo con forza la sanatoria degli attuali iscritti verso la sez. A.
    Come i procuratori legali dopo un certo numero di anni diventano automaticamente Avvocati, anche noi potremo aspirare alla sez. A.
    A proposito cosa succede al tavolo extraparlamentare della Vicari , dico così perchè dalla lettura del sito del Senato risulta che il suo DDl è ancora in attesa di assere ammesso alla prima discussione della Commissione, e allora che TAVOLO E’?? privato?
    saluti.

  17. Un quesito che esula da questo discorso del riordino degli istituti tecnici: se al posto di firmarci come ing. Mario Rossi sezione B ci firmassimo cosi come suggerisce il consiglio di stato dott.ing.tec. Mario Rossi oppure dott. tec. ing. Mario Rossi?…cosi si che sarebbe coerente con quanto argomentato dal consiglio di stato!!…che ne pensate a riguardo??

  18. Tutto questo mi riporta alla mente un giorno di c.a. 5 anni fa, quando un gruppo di quattro (allora ..) colleghi periti mi dissero, più o meno, le seguenti parole:
    - Ma chi te lo fa fare a tornare all’università per sta’ triennale, quando tu che sei un iscritto all’albo, e pertanto un avente diritto, la riceverai Honoris Causa, comodamente seduto a casa tua?… e giù risatina …
    Oggi non manco mai di mostrare loro il tesserino con su scritto INGEGNERE, a dimostrazione del fatto che la risatina era del tutto sprecata, e la loro faccia contrita e invidiosa dice tutto.
    Fino ad oggi pertanto… ho avuto ragione io.
    Inoltre, da triennale, ho conseguito il diritto ad iscrivermi (come ho fatto) alla magistrale, cosa che loro non avranno mai, e non dispero sul fatto che, alla fine dei giochi, non risulti abilitato in tutti e tre i settori.
    Detto questo, non tutti ragionano come costoro, ed anzi la stragrande maggioranza dei tecnici diplomati è costituita da persone serie e rispettabili, che chiedono di poter lavorare serenamente in un ambito di certezza operativa che dovrebbe essere garantito a tutti i professionisti da una normativa che sia seria, rigorosa, di facile interpretazione, e soprattutto, fatta rispettare.

  19. X bruno
    Si hai ragione, non è con le offese a Jogna che si risolve qualcosa, in realtà sarebbe come ritenere ignobile che il portiere della squadra avversaria pari i tiri in porta che gli fanno !!!
    Sta, semplicemente e serenamente, facendo il suo mestiere, nel campo in cui milita…. così come un sindacalista chiederà (ovviamente) un aumento del salario per i propri rappresentati, mentre uno della confindustria chiderà l’esatto contrario ecc ecc.
    Inoltre io non credo che i periti ambiscano a firmare calcoli in c.a. o, più in generale,a impersonare ruoli che non sono nelle loro corde, ma, molto più semplicemente, cercano di sopravvivere all’infausto 328/2001, e/o riportare le cose come stavano prima.

  20. Non fatemi della demagogia, ma per favore.
    La realtà dei fatti è una: con la nascita degli ingegneri iscritti alla sezione B i diplomati hanno trovato una scusa per ottenere dei diritti professionali che non gli spettano.

    E’ inutile dire che Jogna fa il suo lavoro, jogna pensa solo a se stesso e cerca di svendere la promessa di una incerta nascita di un albo unico che riunirà tutti i tecnici diplomati e laureati.

    Si lo insulto perché la sua idea è da vecchi. Ormai il suo lo ha fatto e se ne sbatte se molti giovani diplomati (periti o gemetri) si sono fatti il mazzo per prendere la laurea di primo livello.

    Questo è rubare! Se le sue idee si trasformassero in realtà significherbbe solo che lo stato ci ha rubato tempo e denaro.

    Quindi io rifiuto totalmente la sua idea e non ci vedo nessun vantaggio, anzi trovo dannoso dire frasi del tipo:
    ormai noi siamo iscritti all’albo se ci riuniranno ai geometri non ci cambierà niente;
    ognuno deve avere il diritto di fare la professione in modo liero e questo vale anche per i diplomati;
    se istituiranno l’albo unico forse ci faranno salire di grado facendoci passare alla sezione A;
    Jogna fa il suo lavoro quindi è bravo;

    Cedere anche solo di poco significa regalargli tutto. Come si dice “se gli dai un dito si prenderanno anche il braccio”

    D’altronde io non chiedo di essere ingegnere sez.A perché per la progettazione di un ponte, di una diga e di altre opere di importanza strategica non ho studiato e l’esperienza nda sola non potrà mai aiutarmi in questi tipi di problemi.
    Vogliamo scherzare?
    Magari divento sezione A progetto il primo ponte, mi crolla, controllo quello che ho sbagliato, imparo e poi progetto il secondo ponte cercando di evitare gli errori che ho commesso prima? Sarebbe questo il concetto di esperienza?

    L’unica cosa che potrebbe essere fatta è questa, l’ing iscritto nella sez.A da dieci o quindici anni e che può dimostrare di aver lavorato negli altri ambiti può acquisire l’abilitazione anche negli altri settori previa domanda all’albo.

  21. Giampa, basta con questa modestia
    probabilmente sei iscritto alla sez. A oppure sei iscritto alla specialistica e presto entrerai nella sez. A, altrimenti sinceramente non capisco queste tue affermazioni che non hanno nessuna motivazione:
    innanzitutto il ponte lo puoi progettare anche adesso, e in ogni caso se non sei sicuro di quello che fai per prima cosa non accetti l’incarico del progetto, come da codice deontologico, ed eventualmente chiedi l’ausilio di supporto di un collega.
    Poi parli dei soli ingegneri di sez. A che potrebbero abilitarsi agli altri settori. Mi dispiace ma qui dobbiamo risolvere e discutere i nostri problemi e non tirare gli interessi degli altri o sfruttare la posizione temporanea nell’albo B per chi prosegue per limitare la nostra categoria.
    Personalmente poi sono favorevole ai settori.
    Non siamo stati noi per primi a chiedere la riunificazione dell’albo degli ingegneri ma giustamente e onestamente, visti i tentativi fatti dai diplomati nel sminuire la laurea, dai nostri rappresentanti.
    Abbiamo bisogno di gente che come me è convinto della propria preparazione soprattutto per chi viene dal 590/99 che a differenza dei diplomati, sà che può tranquillamente accedere nella sez. A perchè ha gli strumenti e la formazione accademica per poter affrontare qualsiasi tipo di problema approfondendo le proprie conoscenze non solo con l’esperienza ma studiando di volta in volta il problema. Ciò è possibile grazie ai contenuti scientifici acquisiti durante il percorso universitario, che manca invece ai diplomati, ognuno di noi non può limitarsi a quello che ci hanno insegnato all’università ma abbiamo tutti gli strumenti per approfondire le nostre conoscenze. Ognuno di noi se studiasse il problema da solo magari per 10 anni penso che potrebbe progettare anche il ponte sullo stretto. Il diplomato se prende un mano un testo reperibile in letteratura tecnica inerente ad una determinata cosa da realizzare non capirà mai nulla e non riuscirà mai a cogliere e interpretare i dati nelle formule nelle equazioni differenziali nei modelli matematici e quelle eventuali particolarità difetti e limitazioni di applicabilità perchè non ha il bagaglio formativo adatto a differenza di noi ingegneri.

  22. Sposo la tesi di Michele senza bisogno di aggiungere altro, se non credete più nella sezione B andate a prendervi la magistrale e tanti saluti.
    Abbiamo già parecchi nemici per avere anche nel nostro interno che rema contro.
    Da quanto ho potuto obbiettivamente valutare lavorando con equipe di ing della sez. A non mi pare proprio di essere cosi inferiore, anzi in alcuni casi……lasciamo stare.

  23. Io lavoro da oltre 23 anni nel settore degli impianti elettrici e ho conseguito un diploma di perito ,un D.U in ing.elettrica e la laurea di 1 livello in ing.elettrica tutto studiando di notte perchè di giorno lavoravo ,vi posso garantire che ho conosciuto molti ingegneri vecchio ordinamento ignoranti come capre. ingegneri incapaci di dimensionare due resistenze su dei comparatori(infatti l’ho dovuto fare io) mentre ho conosciuto periti che avevano conoscenze sulle norme superiori a molti ingegneri .la verità è ,che in questo paese come al solito non si premia il merito,ma si favoriscono i soliti privilegi come permettere a un laureato in chimica v.o di progettare opere edili senza nessun vincolo .la verità è che non conta quanto hai studiato ma quello che effettivamente hai imparato e quanto riesci ancora ad imparare.

  24. Guardate che quelle solo le INTENZIONI di Jogna, non certo una legge!

    Infatti, anche nella legge Gelmini il titilolo di diploma è SUFFICIENTE per accedere agli Albi.

    Trattasi di propaganda di chi non ha voglia di studiare all’università e chiede il titolo per legge.

  25. @Michele
    No no. Ti sbagli io sono iscritto alla sezione B e non sono iscritto alla specialistica.
    Riconfermo quello che dico, con la nostra preparazione non possiamo apsettarci di poter progettare ponti autostradali, stadi o ospedali, se poi pensi di poterti prendere la responsabilità di un tale incarico per me fai solo un atto di presunzione.

    Come i diplomati che fanno un atto di presunzione pensando di poter progettare (progettare nel senso generico del termine), la mia opinione è che i diplomati dovrebbero fare:
    geometri solo catasto;
    periti solo perizie.

    L’esperienza da sola, in certi casi, non può bastare.

  26. Certo che l’approssimazione e la supponenza ha sempre fatto aggio sulla razionalità, ma qui stiamo passando il segno.
    Allora i Periti dicono, attenzione la riforma degli Istituti Tecnici ha cancellato i titoli di Perito Geometra e Ragioniere, quindi per accedere alla professione non rimane che la via della Laurea e relativo esame di stato.
    Questo è quello che prevedono le leggi vigenti (vedi DPR 328).
    Non capisco lo scandalo che questa ovvia constatazione debba sollevare.
    Il responsabile dei Periti cosa doveva mai dire? Visto che alla professione non si potrà accedere con il diploma, tutti gli iscritti sono pregati di trovare una pietra e buttarsi al fiume (insieme alle loro famiglie) perchè ora ci sono gli ingegneri iunior a cui gli iscritti faranno donazione di aziende, clienti e studi.
    No colleghi con questo pensiero debole anzi demenziale non andremo da nessuna parte.
    Mi sembra invece corretto che la denuncia del vuoto legislativo che la riforma ha creato sia stato fatto ai Direttori Generali, che insieme al Ministro hanno creato il pastrocchio e ora devono risolvere.
    Noi dobbiamo essere presenti e vigili, per non uscirne fregrati, ma la querelle creata dalla politica esiste e deve essere risolta insieme ai pasticci del 328 che ci riguardano da vicino.
    Non è che mettendo la testa sotto la sabbia riusciremo a risolvere i nostri conflitti.

  27. @Bruno
    C’è sempre una via di mezzo. Non trovo giusto permettere ai diplomati di entrare nell’albo dei laureati triennali, soprattutto per tutti quei geometri e periti che hanno conseguito la laurea.

    non è giusto neanche segare le gambe ha chi fa il geometra e perito, l’unica soluzione è quella di chiudere le iscrizioni agli albi dei periti e dei geometri.
    L’albo resta in vita solo per chi ci appartiene già, ma a decorrere dall’anno X non dovrebbe più esserci la possibilita accetare nuovi iscritti.

  28. Giampa.
    innanzitutto ti ripeto che il ponte ” in senso generico” autostradale o meno lo puoi progettare anche adesso. Per quelle opere particolari che eventualmente non potremmo progettare ciò non significa comunque che integrando le nostre carenze formative non saremo potenzialmente in grado di progettare anche perchè se possiamo farle in gruppo/concorso io ritengo che riusciamo a farle anche da soli.
    Personalmente puoi chiamarmi presuntuoso ma per esperienza e confronto diretto non mi ritengo di avere formazione inferiore ai tecnici di sez. A , io progetto sempre tutto ciò che ritengo sia alla mia portata studiando e ristudiando di volta in volta e quando non ne sono sicuro non accetto l’incarico del progetto.

  29. …se noi avessimo rappresentanti come i periti dovremmo passare in automatico alla sezione A !

    Questa marea di persone passa alla sezione B senza sforzo e noi ce lo siam dovuti sudare…avrei fatto bene (a parer loro) fermarmi al diploma superiore tanto ha lo stesso peso!

    Incredibile…che paese!!!

  30. Per Bruno
    non sono d’accordo con te!
    Non è possibile che ogni qual volta in Italia si elevi il livello di formazione chi è nel “gradino” inferiore faccia un passo in avanti (gratis) x “equiparazione”!
    Equiparazione poi di che??
    dott. ing. Falco

  31. X Bruno
    Stai sprecando il fiato se pensi che il buon senso qui sia di casa…
    Non sei stato reso edotto del fatto che ora possiamo progettare ponti, (…….) quando saremmo già a cavallo se ci lasciassero calcolare in pace delle strutture semplici in c.a.
    Poi vi è anche chi (sdegnato, manco a dirlo..) intima gli scriventi in CIVILE disaccordo su certe affermazioni un pò forti (e soprattutto inutili..) di “andare a prendersi la magistrale” con il tono di chi dice “andate a fare in culo”, mentre un altro dice che ” i geometri solo catasto e i periti solo perizie”, intimorito di essere accusato di demagogia..
    Altre volte la tanto citata esperienza conta molto, mentre altre volte ancora non vale una cicca, in ossequio al famoso detto “due pesi e due misure”, e via di questo passo..
    Poi vi è chi è favorevole ai settori (PERCHE’?…) e chi è contrario, chi un giorno dichiara progetti bellicosi e velleitari, e il giorno dopo piagnucola chiedendo conforto perchè gli hanno bocciato il progetto di un gazebo, chi difende il 328 (Come sopra…) e chi lo ritiene un pastrocchio indigesto, e così via…
    C’è chi afferma, con sprezzo del ridicolo, che un triennale che si dovesse iscrivere ad un collegio (geometri e/o periti) non può essere “paragonato” ad un ingegnere Sezione B, perchè due figure di “FORMAZIONE” diversa, pur in possesso di identico titolo di studio, (mentre sarebbe acettabile dire che è un idiota che si è iscritto nel posto sbagliato…. )
    Sempre lo stesso arriva ad affermare, con identico sprezzo del ridicolo, che il triennale è addiritura superiore al quinquennale, e che pertanto, se dovesse proseguire gli studi, regredirebbe ad uno stato inferiore…
    Ah, dimenticavo, un altro, uno nuovo dal nome improbabile, dice che i VO ordinamento non sanno dimensionare due resistenze, mentre lui, lui si (minchia …) che ci riesce, anzi fra poco lo propongono per il nobel (in scienze confuse), chissà come mai il mondo fino ad oggi non si è accorto di lui, genio dell’elettrotecnica, … ed è andato avanti lo stesso.
    Dovremmo, per porre fine a questo casino, creare un nuovo sindacato, “GLI INTELLIGENTI”, da contrapporre alle altre sigle, che potremo, per converso, definire “GLI …….”

  32. X Falco
    non mi attribuire cose che non penso e che non ho scritto. Atteniamoci ai fatti da bravi ingegneri come a più sospinto quelli più bravi di me dicono che siamo.
    Il fatto:
    La riforma Gelmini ha cancellato ITI e ITG e i relativi titoli di Perito Industriale e Geometra a favore di un generico titolo di Perito senza attribuzioni e ha modificato in maniera sostanziale i piani di strudio, alias due bienni e un anno finale , in numeri 2+2+1 nella previsione di ridurre poi al solo 2+2 come è in tutta l’unione europea.
    Le leggi vigenti dicono che per accedere al praticantato il candidato deve essere in possesso del diploma di Geometra o Perito Industraile Specializzato in XXXXXXXXX, quindi l’osservazione che viene fatta alla politica è “attenzione così come scritta la riforma non consente ai nuovi diplomati l’iscrizione al particantato e all’Albo”
    Invece visto che il 328 indica che ai Collegi si accede con la Laurea è pacifico che a LEGISLAZIONE INVARIATA per fare il Geometra e il Perito Industraile occorre avere fatto i 3 anni di università.
    Non si sembra che questo significa attribuire una laurea in Ingegneria come chi è andato all’Università e si è sciroppato 32 esami un esame di stato di 3 scritti e un orale, le rotture di balle che sono discese.
    Per favore facciamo battaglie sui contenuti, le competenze, non sulle etichette, noi siamo iscritti all’ordine e li rimarremo.

  33. Siamo solo buoni a criticare ma mai a proporre o collaborare, poi ognuno è libero di pensarla come vuole senza però pretendere di valutare la preparazione e la professionalità dei colleghi che lavorano e che anche in un passato non poi così lontano hanno raccolto grandi soddisfazioni anche in campo strutturale.
    C’è chi pensa che dovremmo progettare solo gazebo, ma sinceramente io no, ne mi ritengo un intelligente ma semplicemente un ingegnere e pertanto cerco solo di fare quello che posso cercando di svolgere il mio lavoro e progettare con la massima onestà mentre sono gli altri che dovrebbero farsi un analisi di coscenza quando affermano il contrario. E’ chiaro il motivo per cui si è contrari ai settori e non c’è bisogno di spendere altro. Chi vive la professione ha investito sulla professone e ha anche raccolto ne tempo belle soddisfazioni conosce bene ed è cosciente delle difficoltà che si incontrano giorno dopo giorno nel proporsi e nel progettare da ingegneri B ci sono alti e bassi ma non per questo ci si deve ritenere inferiori o abbandonare tutto cercando di trovare conforto la somma intelligenza o l’illuminazione nella laurea magistrale.

  34. X Piero
    Il titolo di tecnico laureato è una contraddizione in termini, se attribuito ad un soggetto abilitato e laureato in ingegneria.
    L’ingegneria non è sinonimo di tecnica!
    Concordo che iunior è ridicolo, ma è una definizione pensata per differenziare i titoli tra “quinquennali e triennali”.
    Sarebbe stato più felice un altro titolo, ad esempio:
    - Ingegnere per gli iscritti alla sezione B
    - Ingegnere Magistrale per gli iscritti alla sezione A.
    In effetti i titoli accademici sono:
    - Dottore in ingegneria.
    - Dottore Magistrale in ingegneria.
    Però ripeto che tecnico laureato non è certo un titolo professionale adeguato ad un Dottore in ingegneria che poi acquisisce l’abilitazione.
    L’ingegneria tratta anche la tecnica, ma ad esempio un ingegnere civile si occupa anche di creazione architettonica, altrimenti chi progetta un nuovo palazzo che fa se non creare?

  35. @Michele
    Se progetti tutto a portata della tua mano fai bene. Se in qualche modo ti ho offeso ti chiedo scusa.

    @Checco
    Ma che hai?
    Due pesi….. due misure…. intima c’è quello c’è quell’altro!!!!
    Che caos…….. in fin dei conti cosa vuoi dire?

    Io vedo soltanto rabbia e delusione, entrambe giustificate visto che cercano di minare il valore della laurea.

  36. Ma, in definitiva, se pure si avverasse (come qualcuno si augura..) che i diplomati sparissero, e restassero solo due categorie, ovvero gli ingegneri sez. A e sez. B……. chi fra i due farebbe il “geometra” dell’altro?
    In linea più generale, chi andrebbe a fare i rilievi, in catasto, a rompersi le balle facendo le file? perchè questi lavori vanno fatti da qualcuno in uno studio tecnico….
    Gli ingegneri “A”? io non credo..
    Nel momento in cui il “potere” fosse nelle mani di un unico Ordine tutti i problemi di competenze si risolverebbero molto semplicemente… “B” schiavetti di “A”.. semplice e preciso.
    Poi ci cambierebbero il nome, da ingegnere iunior a TECNOGLIONE.
    Altro che insultare Jogna…

  37. “SEGNALAZIONI”

    N° 1
    - Il RIDICOLO titolo professionale di PSICOLOGO IUNIOR è stato modificato con la legge n. 170 approvata dal Parlamento in data 11 luglio 2003.

    Gli PSICOLOGI TRIENNALISTI, ora si chiamano DOTTORI IN SCIENZE PSICOLOGICHE.

    N°2
    In fase di predisposizione del dpr328/2001, il legislatore ha chiesto un parere all’istituto dell’Accademia della Crusca sulla denominazione da adottare per le nuove figure professionali. Il professor FRANCESCO SABATINI ha suggerito l’uso del termine IUNIOR.

    Quindi colleghi,
    il LUMINARE GENIO della famosissima accademia linguistica della crusca, il PROF. FRANCESCO SABATINI addirittura scomodato ed interpellato dalla presidenza della Republica, ha avuto la BRILLANTE IDEA di definire i LAUREATI con il termine professionale di IUNIOR. Evidentemente in quel momento pensava alle dimensioni “iunior” del suo c…o dopo una serata in bianco trascorsa con la sua dolce metà!

    GRANDE LUMINARE IL
    PROF. FRANCESCO SABATINI. Io lo proporrei come premio nobel per la letteratura. E’ stato lui a definire i PROFESSIONISTI LAUREATI ed ABILITATI, con il teremine IUNIOR. E’ stato lui, il PROF. FRANCESCO SABATINI della accademia della CRUSCA. COMPLIMENTI VIVISSIMI A QUESTO GRANDE PEZZO DI MERITEVOLE ILLUSTRE LETTERATO. E’ a lui che dovremmo chiedere i danni di immagine. Lui ci ha rovinato.

    FORTUNATAMENTE,
    il Consiglio di Stato, nella sentenza pubblicata nel 2009 ha scritto a pag. 18 e 19 che specificare l’uso dell’aggettivo IUNIOR non ha rilevanza in quanto è un termine improprio per contraddistinguere professionisti LAUREATI.

    Stiamo messi davvero bene, se l’accademia linguistica nazionale, accademia della CRUSCA definisce IUNIOR dei professionisti laureati….ma che si fumano la dentro????

  38. “W L’ ACCADEMIA DELLA CRUSCA”

    Colleghi,

    - IL PROF. FRANCESCO SABATINI, su richiesta della presidenza della repubblica, in vista dell’emanazione del DPR328/2001 indicò per i professionisti LAUREATI il termine RIDICOLO di IUNIOR, poi sbugiardato dal CONSIGLIO DI STATO.

    - Ma se un laureato è IUNIOR come si potrà definire un diplomato?
    MEZZA SEGA mi vien da pensare, restando il linea con il termine che il PROF. FRANCESCO SABATINI ha indicato per i professionisti LAUREATI.

    Eccellente il lavoro degli psicologi che si sono fatti cambiare il titolo professionale.

    Hanno fatto bene, il termine ridicolo IUNIOR incide negativamente sulla psiche della committenza.

    Ancora vivissimi complimenti al PROF. FRANCESCO SABATINI membro della ACCADEMIA LINGUISTICA DELLA CRUSCA. E’ davvero un luminare quest’uomo.

  39. “CLASS ACTION”

    Colleghi,

    perchè non organizziamo una CLASS ACTION per:

    a) l’abolizione definitiva del termine ridicolo di IUNIOR, partendo dal precedente costituito dagli psicologi triennalisti che si sono fatti cambiare il loro titolo professionale in DOTTORI IN SCIENZE PSICOLOGICHE.

    b) rivalutazione delle nostre competenze professionali, senza se e senza ma. Quindi integrazione del dpr328/2001.

    Colgo l’occasione per rinnovare la mia sincera stima nonchè i miei complimenti per quel gran pezzo di meritevole letterato, prof. Francesco Sabatini, ideatore del termine IUNIOR da attribuire a professionisti laureati ed abilitati.

    Vero genio della letteratura Italiana, infatti fa parte della accademia della crusca.

    Pensate, io che sono alto 177 cm quando avrò 60 anni con 36 anni di esperienza lavorativa, dovrò dire a mio nipote di 3 anni che il nonno è IUNIOR.

    MITICO IL PROF. FRANCESCO SABATINI.

  40. Io sono daccordo con Nicola….questa potrebbe essere una iniziativa intrapresa dal CUP3 che purtroppo non vedo più tra i comunicati

  41. Nicola mi complimento con te. Il tuo commento “class action” prende il centro sulla questione degli ingegneri triennali. Non c’è altro da dire, bisogna eliminare il nome “iunior” che è dequalificante e ridicolizzante e lavorare sul nocciolo della questione cioè le competenze.
    Io sinceramente mi vergogno di questo iunior, un committente crederà di aver a che fare con un tecnico giovanissimo e dunque di poca esperienza svantaggiandoci tanto nel mercato. E poi si presta a facili battute. Il cambio del nome è il primo punto su cui dovremo lavorare.
    Nicola, dovremo cercare di chiedere alle autorità competenti il cambio del nome con giustificazioni valide e con il consenso di tutti gli iscritti all’albo. E’ una cosa possibile, siamo in una democrazia no?

  42. @Giampa
    Non ti devi scusari non mi hai offeso inoltre non mi riferivo a te ma parlavo in generale.
    Saluti.

  43. Per Nicola

    Nicola, non sono questi i termini. Se affrontiamo così il problema non ne usciremo mai. Bisogna agire, per agire intendo prendere quei provvedimenti che ci consente la legge per difendere le nostre ragioni.
    Se vuoi lavorare seriamente comincia a creare un gruppo di lavoro che affronti il problema, si inizia a ricercare dall’elenco di ogni albo provinciale d’Italia tutti gli iscritti alla sez. B. Con l’elenco ed i contatti email di tutti gli ingegneri “iunior” d’italia è già tutta un’altra cosa. Si tratta di migliaia di persone e, come sai, non bisogna scrivere una mail per ogni persona, almeno su libero.it si pò mandare una stessa mail ad un gruppo di indirizzi contemporaneamente.
    A questo punto, supponendo che almeno l’80% dei contattati sia contattato e favorevole a ricorsi per modificare competenze professionali e nome del titolo, il grosso del lavoro è fatto e la domanda che dobbiamo porci è: cosa possiamo fare avendo a disposizione il consenso (che si tradurrà in raccolta di firme, class action ecc) di tutti gli ingegneri iuniores?
    - presentare una richiesta al ministero dell’università?
    - presentare una richiesta al cni?
    - dare in mano al cup3 questo potente strumento democratico?
    - chiedere un albo autonomo?
    - segnalare il problema in sede europea (che interverrebbe sicuramente)?
    -altro?
    Se ci tieni veramente, caro Nicola, sta qui la soluzione se vogliamo risolverlo veramente il problema degli ingegneri iuniores. E tu sei uno dei pochi che potrebbe prendere in mano la cosa.
    Tutto il resto sono chiacchiere.
    Saluti
    Francesco

  44. “COMUNICAZIONE PER GLI UTENTI 1 GIUGNO 2010″

    Ogni qual volta si scrive un post, a prescindere se si lascia la propria reale e.mail o meno ,

    è ugualmente possibile risalire all’autore del commento.

    Infatti, viene memorizzato un codice parallelo al post scritto, da cui è possibile risalire al proprietario della connessione internet.

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