L’USO DELL’AGGETTIVO “IUNIOR” NON HA RILEVANZA!

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FONTE:  SENTENZA CONSIGLIO DI STATO  N.1473/2009 Reg. Dec.N. 6369 Reg. Ric. Anno 2003 – pag.18 e 19

Sentenza questa in cui il C.N.I. è stato condannato e dove il Consiglio di Stato si è espresso positivamente sulle competenze degli ingegneri iscritti nella sezione B dell’albo.

In tale sentenza, poi,  il Consiglio di Stato (e non un pinco pallo qualsiasi) esprime un importante parere in merito all’uso improprio dell’aggettivo “IUNIOR”

Di seguito le parole scritte nella sentenza, pag.18 e 19:

“Occorre, ancora, ricordare come, sullo schema di Regolamento, si fosse espresso, come previsto, il Consiglio di Stato – Sezione consultiva per gli atti normativi, con parere espresso nell’Adunanza del 21 maggio 2001, che, nella parte relativa al titolo professionale da riconoscersi agli iscritti alla sezione “B” dell’Albo, in relazione all’ipotesi di “aggiungere l’aggettivo junior al titolo usato per gli iscritti nella sezione A”, per quanto qui interessa, così argomentava: “una soluzione del genere lascia piuttosto perplessi, in quanto – nell’uso comune – l’appellativo junior, serve normalmente a distinguere, nell’ambito di una stessa classe, livelli di anzianità progressivi ai quali corrisponde una diversa esperienza professionale. Non è certamente questo il caso che ne occupa, in cui la suddivisione in livelli, presuppone una diversa preparazione ( e non esperienza ) professionale, senza tener conto che – sempre restando nell’uso comune, che pure è importante in quanto il titolo serve a determinare l’affidamento del terzo che ha bisogno di uno specialista… - l’aggettivo junior, sicuramente abbreviato in “jr”, finirà col perdere qualsiasi rilevanza ai fini di quella distinzione di livelli che pure si vuole mantenere. Sembra quindi preferibile, pur con tutte le conseguenze indicate nella relazione, impiegare in casi del genere l’espressione tecnico di …”.

Si evince inoltre, che secondo l‘illustre ed autorevole parere del Consiglio di Stato, la qualifica di “INGEGNERE TECNICO” compete o competerebbe a noi ingegneri laureati e non a geometri e periti i quali con la formazione del GO.GE.PA.PI. si sono o si erano autoproclamati “INGEGNERI TECNICI” senza:

  • aver conseguito alcuna laurea in ingegneria
  • aver svolto alcun esame di stato per ingegneri
  • avere una preparazione accademica e quindi “forma mentis” da ingegnere


ALLEGATO: SENTENZA CONSIGLIO DI STATO

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  1. INDICAZIONI PER I LAUREATI INGEGNERI iscritti alla sezione B dell’albo
  2. L’INGEGNERE SEZIONE B settore a) PUO’ PROGETTARE E DIRIGERE COSTRUZIONI, AUTONOMAMENTE, IN ZONA SISMICA
  3. SI INFORMA LA COLLETTIVITA’: “I PROFESSIONISTI DI 1° LIVELLO SIAMO NOI LAUREATI (quelli veri!!!)”

65 Responses to “L’USO DELL’AGGETTIVO “IUNIOR” NON HA RILEVANZA!”

  1. X marco a proposito della proposta.
    Ti ripropongo quanto sostenuto una miriade di volte con un semplice copia e incolla; ecco qua:

    # checco, on January 22nd, 2010 at 12:36 pm Said:
    ..omissis..
    La strada maestra resta sempre quella di un accordo “privilegiato” con e dentro il CNI che metta in pentola qualcosa che vogliamo noi e qualcosa che vogliono i VO, e poi portare il tutto su un piatto d’argento alla controparte politico-istituzionale.
    Mi permetto di suggerire il contenuto della pentola:
    Noi vogliamo lavorare con serenità d’animo, e vogliamo garantirci la possibilità di approdare alla sezione A, previo percorso formativo da definire, anche e soprattutto in forza dei diritti sin qui acquisiti.
    Loro vogliono chiudere con il 3+2 e tornare al vecchio ciclo unico, ovvero (come negli ultimi boatos) un ciclo di 3, ed un ciclo di 5 nettamente separati.
    Ovviamente, anche se non dichiarato apertamente, è sottinteso che i primi non riusciranno a chiamarsi INGEGNERI.
    Ancora:
    Questa storia dei due cicli distinti è vista di buon occhio anche dai tecnici diplomati, che troverebbero dove accasarsi, assieme ai NUOVI laureati del ciclo unico di 3 anni.
    ————————–
    Se vogliamo provarci non resta che contarci, e, in caso di parere largamente favorevole, spedire una bella lettera piena di firme all’unico rappresentante che abbiamo in seno al CNI, e stare a vedere che succede.
    Se ci riusciamo, se troviamo un accordo accettabile, la posizione degli ingegneri, in sede di trattative politiche, sara univoca e convincente.
    FINE DELLA PROPOSTA
    ——————————————————
    ALTRE CONSIDERAZIONI
    Per quanto riguarda il il discorso dei cosiddetti Diplomi Universitari a cui fai riferimento sei fuori strada: è vero che con il 328/2001 sono stati equiparati a noi e che prima non potevano accedere all’ordine, ma questi non sono affari nostri, posto che, per fortuna, nessuno ha mai potuto mettere in dubbio il ns diritto all’iscrizione; così come non sono da reputarsi affari che ci riguardano il modo in cui il 328 è stato formulato ed i presunti “colpi di mano” da parte dei periti e dei geometri: cosa fatta capo ha.
    Infine credimi se ti dico che non sono mosso da spirito polemico, è solo che sono stufo di sentire roboanti dichiarazioni di guerra con promesse di sfracelli inenarrabili ( cause giudiziarie di vario tipo, richiesta di risarcimenti miliardari, ricorso al tribunale europeo ecc ecc) che appaiono ben presto per quello che sono: velleitarie idiozie da parte di generali senza esercito.

  2. X checco,
    sono d’accordo la via giudiziaria è troppo lunga e con esito tutto da vedere, il rischio di un nulla di fatto, una sentenza interlocutoria, un set pari è in agguato. Oggi la via maestra deve essere il tentare un tavolo di discussione.
    Incollo quanto da me già scritto due giorni indietro:
    “Una proposta pratica dopo tanto discutere mi sentirei da farla; un tavolo di discussione a cui dovrebbero sedere tutte le parti interessate, Consiglio Nazionale ingegneri, Periti Industriali, Geometri e una nostra rappresentativa con mandato votato dagli iscritti per dirimere il nodo.
    In quella sede si potrebbero definire le interpretazioni delle norme esistenti, scrivere le proposte di modifica del DPR .”
    Tutto sta a vedere se i falchi del V.O. lo consentiranno.

  3. MOLTO MEGLIO LA PROPOSTA DEL Cup3 sulla formazione di un nostro autonomo ALBO, cosi come accade in europa con i tre livelli di preparazione.

  4. x nicola
    La situazione in europa è più incasinata che qui, stante il fatto che nel regno unito non è necessario essere laureati per esercitare la professione di ingegnere, ma solo per insegnare… (sembra una boiata ma è così…), che il sistema ordinistico non esiste o esiste in forma di associazione di impresa; in spagna un ingegnere civile quinquennale italiano deve sostenere 4 : 5 esami in lingua spagnola e iscriversi all’albo degli architetti, e potrei continuare con la storia della formazione scolastica improntata al 4+3 ecc ecc.
    Per assurdo gli ingegneri triennali tedeschi sino a una decina di anni fa potevano accedere all’ordine degli ingegneri VO italiano senza alcuna limitazione.
    Ci vorranno anni e anni per avere un sistema che potremmo chiamare “europeo”, posto che gli stati membri pensano prima agli interessi locali e poi, eventualmente, a quelli di caratura europea, se non confliggono con i primi;
    Quanto alla proposta del CUP 3 sinceramente trovo quasi inutile prenderla in considerazione perchè è campata per aria:
    Non vi sono i numeri per partire;
    Il governo è contrario alla proliferazione degli albi, e anzi, tende verso una semplificazione tramite accorpamenti;
    La cassa previdenza con 5000 iscritti non parte;
    I 5000 sono da considerarsi comprensivi degli attuali iscritti;
    Sarebbe necessario un intervento legislativo per superare il dpr 328/01, e allora tanto vale utilizzare questo momento per legiferare in modo coordinato e produttivo.
    Di solito parlamento e governo cercano soluzioni ampiamente condivise fra una moltitudine di soggetti, perchè tale prassi è la quintessenza della politica, che deve fare i conti con i numeri, ovvero con i voti, e noi siamo pochi.
    Detto questo, sei proprio sicuro che la mia proposta, ammesso che mai possa andare in porto, ti farebbe così schifo?
    Saluti

  5. Il nome iunior è dequalificante e ridicolizzante in un mercato del lavoro. I livelli iunior, senior ecc. si usano eccome, ma nei contesti in cui il professionista ha competenze caratterizzate dalla transitorietà (un anno o due). Mi spiego meglio: in un percorso di formazione pratica di qualsiasi professione si usano individuare gradi di competenze che sono provvisorie: in un percorso di formazione biennale per ragionieri contabili, per esempio, ci sarà il primo anno in cui il professionista è iunior e gli saranno assegnati compiti con competenze limitate, il secondo anno in cui il professionista è senior.
    Assegnare a vita l’appellativo “iunior” a una professione è come una condanna, dimostra una volontà di creare una imagine, nel mercato del lavoro, di scarsa preparazione e professionalità!

  6. cari colleghi,
    come ho scritto in un post nella sezione cup3 perchè dobbiamo usare iunior o ingegnere tecnico?
    penso che basti l’indicazione della sezione sul timbro per identificarci (e si spera a breve anche per le competenze).
    io personalmente uso firmarmi ing.nome e cognome e basta mi presento come ing. e basta….anzi se l’ordine mi levasse anche dal timbro professionale l’aggettivo iunior mi farebbe un favore.
    in effetti, secondo me, quello da combiare è il timbro della sezione A con ing.mag._______ altrimenti si continua a non far capire al committente chi siamo ed a sminuire la figura professionale (lasciando perdere il solito discorso che è la preparazione che conta ecc.ecc. quella la si fa valere se si hanno commesse ma se il committente parte prevenuto per colpa di aggettivi futili…non si lavora e non si dimostra).
    un saluto a tutti
    un collega ingegnere

  7. scusate l’ignoranza, ma cos’è questo ingegnere iunior? un gioco per bambini ?

  8. Non ho capito chi c’è c’è e i colleghi giovani all’università se la prendono in quel posto? Complimenti per la proposta egoista! E se un domani dovesse accadere a tuo figlio? Se tuo figlio non vuole iscriversi al ciclo unico ed invece si laurea nella triennale perchè deve essere trattato come un diplomato. Per me è una proposta inaccettabile! Decisamente migliore la proposta del CUP3. Invece mandiamo fondi a chi lotta!

  9. Assolutamente no all’ordine unico!!! non accetterò mai una cosa del genere, ho studiato per essere ingegnere ed appartenere all’ordine degli ingegneri! La proposta di checco è quella, a mio parere, più giusta e saggia tra quelle sentite fin ora.

  10. Finalemente un parere intelligente e pragmatico.

    Parecchio diverso dai bizantinismi che siamo costretti a subire, prima come cittadini e poi come professionisti.

    Solo l’accademia della crusca poteva proporre una divisione tra senior e junior senza pensare se avesse avuto senso chiamare junior un professionista di 50 anni.

  11. La mia approvazione alla fusione delle due attuali sezioni in una unica sezione ed il ripristino del ciclo unico l’ho sempre sostenuta e non posso che essere d’accordo con CHECCO. La soluzione è quella di istituire l’albo dei tecnici per i futuri laureati del ciclo di durata triennale mentre gli attuali ABILITATI ALLA PROFESSIONE DI INGEGNERE ED ISCRITTI NELLA SEZ. B DEVONO PASSARE NELLA SEZIONE A. Noi abbiamo tutti gli strumenti e le capacità nonchè le conoscenze universitarie necessarie eventualmente per integrare le nostre carenze formative con corsi di formazione per inglobarci nell’albo unico.

  12. Per Giovanni..
    Perchè dici : ” chi c’è c’è?
    Chi è attualmente iscritto concluderà il suo ciclo di studi, come per i VO che ancora oggi, a 9 (nove !!) anni di distanza dal 328/2001 continuano a sostenere l’esame di stato alla vecchia maniera e sono abilitati a tutti e tre i settori.
    Chi comincerà, ex novo, il suo ciclo di studi saprà scegliere fra le opportunità che gli si offrono come meglio riterrà, ne più e ne meno di quelli che gli hanno preceduti, con i vantaggi o gli svantaggi correlati alla scelta.
    A me pare esagerato volersi caricare sulle spalle i problemi che verranno, se verranno, posto che non abbiamo il potere di risolvere neppure i nostri e nell’immediato.
    Saluti

  13. “X Checco”

    La proposta del cup3, ha senza dubbio dato un forte segnale.

    1) Innanzi tutto i nostri inferiori (geometri e periti) si sono messi l’anima in pace sul fatto che noi ingegneri laureati non vogliamo essere annessi al loro albo di diplomati.
    Basta leggere le loro ultime dichiarazioni e quelle dei peritri agrari….Hanno mollato. Si faranno forse un loro albo, ma senza l’adesione degli stessi periti agrari! Si stessero tra loro e loro, tra simili della stessa razza. Se la facessero tra diplomati. Formeranno l’Albo unico dei Tecnici Diplomati.

    2) Il CNI è poi intervenuto a nostro sostegno con quel noto comunicato stampa.

    3) Tutto è rimasto immobile alla fine, ma meglio cosi.

    Se circa 6000 ingegneri triennali si fanno un loro autonomo albo, automaticamente le quote di iscrizione dei quinquennali aumenterebbero per compensare le 6000 quote venute meno.
    Dall’altra parte le quote di iscrizione dei 6000 nuovi iscritti al neo albo sarebbero un salasso in quanto al basso numero di iscritti.

    E poi ci sono le casse previdenziali. NON CONVIENE a nessuno che ce ne andiamo.

    Dobbiamo far maggiormente leva su quelle leggi e sentenze che sono dalla nostra parte, cioè tutte….a partire dal fatto che l’uso dell’aggettivo “iunior” non ha rilevanza!

    L’iniziativa del cup3 ha fatto senza dubbio riflettere e mosso per fortuna le acque che si stavano lentamente stagnando.

    un grazie quindi al cup3!

    Nicola

  14. Se non possiamo progettare in zona sismica perchè allora si fanno dei master come questo:
    http://www.altaformazioneinrete.it/tabid/130/ctl/Dettagli/mid/995/RecordID/6294/AmmID/-1/OsID/-1/AutoFill/true/Page/1/unm/1B2M2Y8AsgTpgAmY7PhCfg==/tssec/9Py7fFGgoUU7O9NJRFwlRMvmqf6vppco/Default.aspx

  15. Il nostro problema principale è che siamo una professione acefala, senza dirigenza in grado di operare in nostro nome e per conto e senza avere a disposizione strutture e denari come i nostri competitori Periti Industriali Geometri e Ingegneri V.O.
    Quindi il nostro discutere è poco di più di un abbiaiare alla luna.
    Anzi con le nostre tasse di iscrizione finanziamo i nostri competitori, con queste premesse possiamo fare tutti i discorsi che vogliamo ma nulla otterremo.
    Troviamo una soluzione vera a questo deficit di rappresentanza e avremo inziato a risolvere i nostri conflitti.

  16. Secondo me è importante non fare la stessa fine dei laureati di giurisprudenza!!! Questi ultimi sono partiti col 3+2 e poi sono ritornati al nuovo Vecchio Ordinamento!!!

  17. Per Nicola
    Se circa 6000, come dici tu, se ne vanno, le quote degli attuali iscritti aumenterebbero per compensare il mancato introito, e sin qui potrei essere d’accordo, si tratterebbe di stabilire in che misura tutto ciò si potrebbe quantificare.
    Non ho i numeri di tutti gli ordini a portata di mano, ma facendo riferimento al mio posso dirti che fra i due albi c’è attualmente un rapporto di circa uno a venti a favore della sezione A, (7200 contro 330) e pertanto la quota per iscritto passerebbe esattamente a: (7200+330)/7200 * € 92,00 = € 96,21.
    Pertanto, ammesso che con meno iscritti non si possa risparmiare qualcosa, la quota annuale passerebbe da € 92,00 a meno di cento euro per chi rimane, ovvero il costo di un paio di caffè al bar.
    Sulla cassa previdenza non vi sono dubbi che il nostro apporto è ben più consistente, ma non dimenticare che Inarcassa è “sana”, a differenza di altre casse, e che i beneficiari ultimi dei versamenti siamo noi stessi, quindi è una cosiddetta “partita di giro”, ovvero a somma zero.
    Ecco perchè io privilegio un approccio diverso dalla lotta dura e pura, non perchè io mi diverta a fare il bastian contrario e a rompere le scatole.

  18. Cari colleghi ed amici, dobbiamo spingere per farci togliere l’aggettivo iunior e non cercare di migrare ad altro albo professionale, noi siamo ingegneri e dobbiamo restare coi nostri colleghi sez.A
    un caloroso saluto
    Marco

  19. Scusate ma il discorso del nostro parere come è andato a finire?…si è fermato in questo sito?

  20. A mio avviso l’unico modo valido per passare gli ingegneri sez. B nella sez. A è che questi si “facciano” i 12 esami della magistrale!! E’ quello che sto facendo io, laureato triennale ed iscritto alla sez. B. Con il passaggio che chiedete voi ci equipariamo ai periti che vogliono un salto di livello senza fare esami: la stessa cosa che chiediamo noi! E non ditemi poi che con con alcuni “corsi di formazione” si potrebbe passare alla sezione A …… se un sez. B ha una laurea diversa da quella vecchio ordinamento non può iscriversi alla sez. A.
    Ing. i. Luca.

  21. Trovo inveve corretto che chi è già iscitto alla sez. B degli ingegneri, se acquisice la magistrale, non debba rifare l’esame di stato per la professione di “ingegnere” (non ing. iunior) che ha già sostenuto!!!
    Di fatto è già un ingegnere.
    Ing. i. Luca.

  22. “X MARCO” sull’abolizione dell’aggettivo IUNIOR

    Collega,
    se leggi con attenzione l’articolo pubblicato su questo sito, leggerai che il CONSIGLIO DI STATO nella sua sentenza in cui condanna il CNI, dice anzi scrive che qualora non si specifica di essere “iunior” questa cosa non ha rilevanza!!!

    La motivazione data dal Consiglio di Stato in sintensi è questa:
    Si da dello IUNIOR per questioni legate all’ANAGRAFE del professionista, MA NON ALLA SUA CAPACITA’ PROFESSIONALE.

    Pertanto, anche se tale aggettivo non viene abolito, non usarlo, non specificarlo non ha rilevanza, in quanto alla sentenza del Consiglio di Stato e quindi nessuno può torcerti un capello.

    Magari, puoi specificare invece, l’appartenenza alla sezione B dell’albo degli ingegneri.

  23. X max
    Se il “nostro parere” fosse stato incentrato su elementi condivisibili, ovvero fosse stato abbastanza vago da consentire un minimo di margine di manovra alle persone addette alle trattative, avrebbe forse sortito qualche effetto.
    Così come è stato formulato, come una sorta di aut aut, non serviva assolutamente a nulla, tranne che a riempire il cestino della carta straccia, ammesso che qualcuno l’abbia poi letto.
    La prima stesura (di un certo Meccoli se non ricordo male) era ottima, intelligente, incentrata su argomentazioni incontrovertibili, e facilmente spendibile.
    E’ stata storpiata quando ci si è aggiunto di tutto e di più, senza saper misurare le forze in campo.

  24. è da un pò che leggo sto sito senza intervenire
    non sò piu che fine han fatto i nostri pareri
    quello di Provana era fatto benissimo nella prima parte, scadeva (secondo me) un pò nel polemico nella seconda parte…
    in ogni caso io credo che un nostro parere, cosi come lo sono le leggi e i decreti, debba essere abbastanza vago…
    tornando all’oggi…
    mi pare che si stiano formando macchie di leopardo in italia, cosi come è già da tempo per i geometri…
    con alcune regioni/provincie/geni civili che accettano pratiche e altre no…

  25. Nei nostri interventi, di linearità ne vedo molto poca, quasi tutti cercano la soluzione ai loro problemi reali o temuti.
    Il parlamento dovrebbe emanare tutte leggi ad personam, tanto è di moda, una specie di sportello a domanda.
    Poi a furia di parlarci addosso perdiamo di vista quelli che sono le vere questioni.
    1) le leggi sulle competenze professionali sono competenza e le scrive e le MODIFICA il Parlamento;
    2) Il DPR 328 (che è legge) è in vigore, daccordo è scritto male ,ma è legge dello Stato;
    3) L’interpretazione delle leggi è del potere giudiziario;
    4) il CNI il CSLL e i Ministeri possono emanare atti di indirizzo e interpretazione (prassi) delle leggi, chiamate circolari, ma esse non hanno alcun valore di comportamento obbligatorio per nessuno, in proposito la Corte di Cassazzione è chiarissima;
    5) per accedere a qualsiasi professione è necessario avere conseguito il prescritto titolo di studio e il superamento dell’esame di stato;
    6) la professione di Ingegnere sez. B è una professione diversa da quella di Ingegnere sez. A;
    7) la professione di ingegnere sez. B è diversa da quella di Geometra/Perito;
    Quindi le circolari nel CNI non sono impegnative per nessuno, neanche per gli uffici pubblici, il compito e la responsabilità di applicare la legge è del funzionoario a ciò preposto perchè vincitore di un pubblico conconso.
    Quindi se vogliamo far modificare le leggi sulle competenze il nostro interlocore non può CHE ESSERE il Parlamento, se invece le vogliamo interpretrare ci dobbiamo rivolgere ai Tribunali, se le vogliamo mediare dobbiamo trattare con chi scrive le circolari.
    Chi di noi vuole la Laurea Magistrale deve tornare all’Università e completare il ciclo di studi, non ci sono scorciatoie ne per noi ne per i ………Geometri.
    L’esame di stato per passare dalla sez.B a sez. A. è già normato il 328 già prevede un esame di stato accorciato , con uno scritto in meno. E’ poco? posso essere d’accordo ma è così.
    Tutto il resto è una lettera a babbo natale, che non ci porta da nessuna parte.
    In ultimo per non dimenticare deve essere chiaro che la rappresentanza e la difesa del nostro titolo di Studio è affidato per LEGGE al Consiglio Nazionale Ingegneri, non ai Sindacati.

  26. x LUCA
    Anche io sto facendo la magistrale, ma ciò non toglie che il problema della collocazione dei professionisti vada affrontato una volta per tutte, e che si riparta da alcune certezze:
    Chi è attualmente abilitato deve poter lavorare, altrimenti si sentirà preso in giro da più di una istituzione, e non è accettabile, posto che le scelte ognuno le fa in un ambito che dovrebbe essere di certezze legislative, e non di quello che passerà per la testa del legislatore negli anni a venire.
    La soluzione, pasticciata sin che si vuole, dovrà essere trovata da chi il pasticcio lo ha combinato.
    I diplomati attuali devono restare tali, e dal loro timbro deve sparire la dicitura “XXXX e XXXX laureati” perchè non lo sono, e al contempo gli si deve garantire di operare come hanno sempre fatto;
    Gli ingegneri specialisti/magistrali devono avere lo status come nel vecchio ordinamento.
    Tutto questo, ovviamente, dovrà essere preceduto da un riordino del sistema scolastico di stampo anglossassone, con le scuole superiori di durata quadriennale, e i due attuali livelli universitari.
    Se invece non si vuole l’integrazione di stampo europeo, allora si riporti tutto come era prima del 328/2001, perchè non si possono mischiare sistemi diversi facendo solo casini; se un “triennale” europeo fa 4 anni di superiori e 3 di università avrà studiato 7 anni in tutto, cioè un anno in meno di noi, e a meno che non sia un anno di cazzeggio, significa una preparazione inferiore.
    Saluti

  27. @LUCA

    Il problema del passaggio nella sezione A nasce dall’esigenza di sanare una situazione che oramai è divenuta difficile da gestire con i pareri comunque non vincolanti espressi dai vari organi. Tale ipotesi ti ricordo che non era stata chiesta inizialmente da noi ma anche prevista giustamente e chiesta dal vecchio presidente del CNI:
    http://ingegnereiunior.files.wordpress.com/2008/11/comunicato-stampa-n-12.pdf

    Il nodo della questione è che un ingegnere laureato se parliamo di strutture (comprese quelle anzi solo antismiche) nel caso specifico, deve poter progettare Rispetto allo specialista che progetta al 100% in funzione del percorso di studi 3+2, almeno il 60% delle opere strutturali progettabili dallo specialista. Ciò significa in sostanza che deve poter progettare più della metà – delle strutture progettabili dallo strutturista specialista comprese dunque chiaramente quelle antismiche. Ciò implica come detto, che noi dovremmo progettare per normativa tutte quelle opere che richiedono l’uso di metodologia standardizza e dunque normata e proprio per tal motivo opere semplici. Invece oggi la proporzione che vogliono imporre a differenza di una volta che lo stesso cni ci riteneva competenti in zona sismica con la vecchia normativa e quella dello 0% per i laureati e il 100% per i laureati Specialisti, dato che tutta l’Italia è zona sismica dunque non potremmo progettare nessuna costruzione civile. Ecco l’assurdo della questione.
    Inoltre un’altra ingiustizia che non capisco perché nelle lauree in scienze geotopocart… vengono riconosciuti tanti crediti formativi ai geometri per gli anni di libera professione mentre a noi non ci viene riconosciuto niente alla magistrale questo dovrebbe essere un’altra questione un altro punto da affrontare con le università ed il sindacato o lo stesso cni definire dei criteri sulla base dei quali assegnare tot. Crediti ai professionisti ingegneri laureati che intendono iscriversi alla magistrale.
    Tornando al discorso fatto in precedenza non è per niente vero che chiedamo quello che chiedono geometri e periti:
    1) perchè se si ripristinasse l’albo unico degli ingegneri con la nascita del nuovo albo dei tecnici, l’albo unico degli ingegneri nascerebbe dall’unificazione e della fusione degli attuali iscritti nelle delle due sezioni.
    2) noi siamo a differenza dei geometri e periti abilitati ed esercitiamo a tutti gli effetti di legge la professione di ingegnere ed iscritti all’ordine degli ingegneri abbiamo sostenuto studi accademici nelle facoltà di ingegneria, e dovremmo unirci per diritti acquisiti con la sez. A per formare un unico albo e sanare questa situazione ormai lesiva.
    3) In alternativa Per come avviene per i geometri e periti nei percorsi di laurea dove vengono riconosciuti quasi due anni di università, l’unione delle sezioni potrebbe avvenire definendo un percorso integrativo per gli ingegneri laureati B nel quale unitamente alla esperienza professionale ed a qualche esame universitario (5-6 esami) e corso di formazione poter accedere nella sezione A ossia all’albo unico.
    Del resto ciò se avvenisse non deve scandalizzare, se pensiamo che i v.o. sono abilitati a tutti i settori e che attualmente i laureati in informatica o in scienze dei materiali, (che non sono lauree in ingegneria) possono accedere nella sez. A ed acquisire il titolo per esempio di ingegnere dell’informazione o industriale.

  28. @ Bruno

    Confermando ciò che ho detto nel mio precedente intervento corrego alcune cose che tu affermi
    nel punto 6)

    6) Gli iscritti alla sez. A e Sez. B ESERCITANO E SONO ABILITATI ENTRAMBI ALLA STESSA IDENTICA UNICA PROFESSIONE CHE E’ QUELLA DI INGEGNERE UGUALE PER TUTTI, quello che cambia tra sezioni e settori è il solo titolo professionale alla stregua per esempio di in ingegnere industriale ed un ingegnere civile ed ambientale iscritto nella sez. A.

    Il nostro status per questo motivo e per come evidenziato nel precedente intervento è diverso da quello dei geometri e periti è naturale dunque auspicare in fase di riordino delle professioni il ripristino dell’albo unico degli ingegneri fondendo le due attuali sezioni in un unica sezione, aldilà del fatto che oggi è necessario per accedere conseguire la specialistica.

    In merito al DPR 328 questo non modifica le competenza ma ne effettua una elencazione esemplificativa di quelle maggiormente caratterizanti ed ne effetua una mera ripartizione in settori. Quindi se l’ingegnere progettava ieri strutture in c.a. acciaio legno muratura o altro materiale in zona sismica è evidente che tali competenze non sono cambiate per cui anche l’ingegnere civile e ambientale iunior ancorchè ingegnere può progettare strutture di qualsiasi tipo ed anche in zona sismica facendo riferimento quale mero criterio indicativo e non tassativo al carattere della semplicità della costruzione ed all’uso di metodologie reperibili in letteratura e nella normativa tecnica di settore, mentre per altre attività quali quelle elencate nel comma 1o non elencate e circoscritte e limitate al comma 3, l’ingegnere civile ed ambientale iunior ha completa autonomia dii intervento, sia per come scritto e prevede il 328 e per quanto detto in precedenze e sia perchè ciò che non è esplicitamento vietato per legge è consetito. Ne Tantomeno in modo riduttivo nessuna costruzione può aprioristicamente considerarsi non semplice solo perchè ricade in zona sismica, quando si è sempre progettato ed abbiamo anche noi progettato in zona sismica con riguardo anche al criterio della regolarità ed della massima semplicità delle strutture a salvagurdia della sicurezza.

  29. In materia di crediti formativi, i vari Ministri che si sono succeduti, hanno emanato decreti per regolamentare e ridurre la quantita, visti gli abusi e le campagne di stampa sulle Lauree facili.
    Il Decreto Mussi prevedeva una massimo di 60 crediti per la laurea (L) e max 40 per la Magistrale (LM). il Ministro Gelmini li ha ancora ridotti con suo Decreto a 30 e 15 ( se ricordo bene).
    Con una particolarita, i crediti possono essere concessi dal senato accademico solo per attivita eseguite post titolo di accesso al corso di laurea.
    Per la magistrale, le attività devono quindi essere conseguiite dopo la laurea e relativa abilitazione.
    Risultato pratico i crediti per la Magistrale di fatto non vengono mai concessi, neanche nelle UNI che prima avevano largheggiato.
    Visto l’aria che tira anch’io mi sono iscritto alla LM che prevede 12 esami, di cui solo 3 o 4 ( Tecnica delle costruzioni) veramente formativi e da specializzazione, degli altri non se sente in bisogno per chi come me per laurerarsi ha sostenuto 32 esami.

  30. “X Michele”

    Caro collega.
    ti ricordo che per LEGGE l’ingegnere triennale NON ha limiti quantitativi nel redigere i propri progetti, ma solo qualitatitivi.

    Se, come sostieni te, l’ingegnere triennale deve fare il 60% di quello che può fare un quinquennale, allora i tecnici diplomati dovrebbero fare il 20% di quello che può fare un ingegnere triennale.

    E’ un discorso che non tiene.

    La legge stabilisce che:
    1) i geometri e periti hanno limiti quantitativi e qualitativi.
    2) I limiti qualitativi di noi ingegneri triennali sono cmq più elevati rispetto a quelli dei diplomati.

    Vi siete dimenticati dell’art.1.4 del nostro codice deontologico?

    “Decidiamo noi secondo coscienza professionale, quali incarichi/lavori accettare in base alla nostra preparazione”.

    Deve invece cambiare L’APPROCCIO MENTALE DELLA GENTE nei nostri riguardi. Questo dipende sopratutto da noi, nel dimostrare con i fatti all’opinione pubblica, quanto valiamo partendo da un dato inconfutabile:NOI SIAMO LAUREATI ED ABBIAMO UNA PREPARAZIONE ACCADEMICA CHE CI HA FORNITO ANCHE UNA “FORMA MENTIS” CIO’ CHE NON HANNO GEOMETRI E PERITI, COSA PER L’APPUNTO CI DISTINGUE DA LORO!!!

    Guardate, l’approccio alle problemtiche che ha un ingegnere è del tutto differente da quello che può avere un geometra o perito.

    Saluti,
    Nicola

  31. @Nicola
    Sono assolutamente d’accrodo con te Nicola, infatti io ho scritto almeno il 60% delle opere, e come percentuale era una percentuale relativa alle sole strutture in c.a. antisismiche che progetta l’ingegnere in generale che i geometri di certo non possono progettare. Il problema è anche l’approccio mentale della gente. Al sud non è facile infatti mi capita di ascoltare commenti sul luoghi di lavoro giornalmente, del tipo “ma che fa questo? “no non può fà niente” da parte di ignoranti o tecnici diplomati o colleghi sez. A, altri del tipo ” si alla fine è meglio geometra” oppure “nella storia delle professioni Italiane è la prima volta che il geometra supera o si eguaglia ad un professionista con il titolo di ingegnere”. “Non si è mai visto un ingegnere limitato che non può fare niente”. ” E’ arrivato l’ingegnerino”. Sono testimonianze reali di esperienza lavorativa lesive a mio avviso per l’intera categoria degli ingegneri. Tutto ciò lo dobbiamo al fatto che i nostri rappresentanti non hanno mai promosso la nostra professionalità non hanno gridato ad alta voce le nostre competenze e la nostra elevata preparazione differenziandoci nettamente da tecnici diplomati ma ci hanno sempre ostacolati.

  32. hanno arrestato Balducci, presidente del consiglio superiore dei lavori pubblici. E scrivono pareri per fermare chi vuole lavorare onestamente……Balducci…ma per favore….

  33. Cavolo….. Nicola, prima di leggere il tuo intervento ho scritto la tua stessa cosa in un altro post.

    Mi trovi pienamente d’accordo “FORMA MENTIS”.

    Posto nuovamente questo articolo interessante:
    http://www.larchitetto.archiworld.it/architetto/archivio/architetto164/cotzia.pdf

    I geometri devono/possono fare solo catasto, rilievi, sicurezza su cantieri edili di modeste dimensioni, progetti di annessi agricoli, progetti di piccoli garage.

  34. “PERITO AGRIMENSORE”

    Cari colleghi,
    i nostri inferiori geometri e periti fanno tanto i GALLETTI sostenendo di essere degli scenziati….ma dimenticano le loro origini.

    La figura del nostro inferiore geometra, nasce dal MESTIERE di PERITO AGRIMENSORE altro che chiacchiere…altro che ingegneri tecnici come dicono loro ed altro che professionisti di assoluta eccellenza….

    http://it.wikipedia.org/wiki/Geometra

    Saluti,
    Nicola

  35. Il catasto non accetta pratiche di accatastamento firmate da ingegneri iunior perchè sostiene che la nostra figura professionale non è indicata in nessuna norma.
    Inoltre rifiuta i docfa perchè noi non avremo la competenza a fare gli estimi.
    Qualcuno è ha conoscenza se esiste una norma a noi dedicata che ci autorizzi.

  36. La riforma della Scuola media superiore è partita. A far data dal 2014 la scuola non licenzierà piu Geometri e Periti Industriali, ma solo ragazzi con un “Diploma di istruzione Tecnica”.
    Quindi o la loro professione viene riformata o i nuovi diplomati non potranno più accedere alla professione ordinistica.
    Il governo dovrà per forze di cose prendere una decisione in merito e quindi sul discusso nuovo Albo unico che con lungimiranza ( occorre riconoscerlo) è stato proposto dai diplomati e in generale su tutto l’assetto delle professioni tecnico ingegneristiche.
    La riscrittura del DPR 328 è imminente e riguarderà anche noi, e non conteneranno i deliri onirici che capita di leggere sul sito, ma la fredda legge dei numeri e delle convenienze politico economiche.
    Visto poi che la nostra rappresentanza è affidata al CNI mi aspetto da esso posizioni chiare e democraticamente assunte, perchè sono note le pregresse posizioni del CNI che ci riguardano e non mi sembrano assunte sentendo le nostre ragioni.

  37. Ma chi le dice queste fantastorie? Il catasto accetta regolarmente le pratiche dagli ingegneri iunior. Nel DPR 328/2001 e ben specificata la nostra competenza. Con il Docfa non si applica l’estimo, ma si accatastano immobili civile. Essendo noi autorizzati a progettare strutture civili puoi accatastare tutto quello che ti pare.

  38. x marco,
    sono perfettamente d’accordo con te che siamo competenti, ma visto che nel 328 non lo trovo scritto, ( se sbaglio dimmi dove lo è) sai dirmi se esiste uno straccio di norma che lo consenta espressamente, perchè questa è la domanda.
    Non voglio discutere ed essere preso in giro dal Geometra del catasto.
    Con il docfa si propone anche la rendita e se questo non è estimo cosa è?

  39. @ bruno
    riguardo alle limitazioni di 60 e 40 cfu riconoscibili in base all’attività professionale svolta, che ora dici ridotte a 30 e 15…da quando è cosi?
    potresti postare un link?
    grazie

  40. La rendita te la propone il programma tu non devio fare nulla. A parte queste piccolezze.
    Se il Geometra del Catasto ti abbietta qualcosa fattelo mettere per iscritto, provvederemo a denunciarlo immediatamente.
    Premesso che tutto ciò che non è vietato è consentito (T.A.R. Campania, Salerno, sez. I, 8 settembre 2006, n. 1314) Ecco cosa dice la legge in particolare per noi:
    1) le attività basate sull’applicazione delle scienze, volte al concorso e alla collaborazione alle attività di progettazione, direzione dei lavori, stima e collaudo di opere edilizie comprese le opere pubbliche;
    2) la progettazione, la direzione dei lavori, la vigilanza, la contabilità e la liquidazione relative a costruzioni civili semplici, con l’uso di metodologie standardizzate;
    3)i rilievi diretti e strumentali sull’edilizia attuale e storica e i rilievi geometrici di qualunque natura;

    1. Se puoi fare la progettazione allora puoi fare anche l’accatastamento (che non è una stima). Dopo tutto per fare un Docfa non è che ci serve la laurea.
    2. Oltre al Docfa puoi fare anche il Pregeo, perchè puoi fare rilievi geometrici di qualunque natura.
    3. In concorso o collaborazione puoi progettare anche il ponte sullo Stretto di Messina.
    4. Non c’è scritto da nessuna parte che non puoi fare un Docfa.

  41. Bruno innanzitutto quello che può fare un geometra lo può fare sicuramente un ingegnere B anzi noi come naturale abbiamo competenze maggiori di fatto io le docfa le faccio regolarmente.
    Inoltre non c’è nessuna legge che ti vieti di fare estimo.

  42. A parte il fatto che con docfa non devi fare nessuna operazione di estimo che comunque potresti fare senza ombra di dubbi, inoltre se ricordi bene nelle fasi di progettazione rientra nel progetto tra gli allegati anche il computo metrico estimativo che non è altro che una stima dei lavori.

  43. x marco,
    tu mi deve aver preso per uno sprovveduto, conoscono a memoria il DPR 328, e tutto quello che vi è collegato. Ti vorrei fare osservare che tutte le categorie tecniche per firmare le pratiche catastali hanno avuto bisogno di un apposoto D.M. che li autorizzi.
    Tra l’altro ad alcune categorie prima ammesse, in un secondo tempo gli è stata tolta la competenza ( es. agrotecnici?) i Periti agrari mi dicono, sono competenti solo per il catasto terreni, non possono per il catasto urbano ecc.
    Certo che ritengo CON CERTEZZA che noi Ingegneri sez.B con specializzane civile siamo COMPETENTI. Però volevo far rimarcare che anche in questo campo non abbiamo alcun riferimento certo e DIRETTO che ci autorizzi espressamente.
    In ultimo non mi sembra che i nostri preblemi si risolvano facendo esposti al Tribunale, perchè poi il giorno dopo il lavoro prosegue con gli interlocutori che hai denunciato ……….

  44. x massimiliano meccoli
    i crediti universitari sono stati regolati dai seguenti interventi legislativi:
    1) DM 16/03/2007 “determinazione classi laurea magistrale” – limite a 40 crediti;
    2) D.M. 16/03/2007 ” Determinazione classi laure universitarie” limite a 60 crediti;
    questi decreti sono del Ministro Mussi.
    Poi il Ministro Gelmini con circolare n°160 del 4/9/2009 li ha dimezzati da 60 a 30 e da 40 a 20.
    Se fai un po di ricerche su internet troverai i testi.

  45. X Bruno

    Concordo pienamente con Marco, è vero che ci ostacolano sulla progettazione, ma su pratiche catastali, stime (almeno a me) non hanno mai creato problemi.
    io ho effettuato stime come CTU ed accatastamenti senza problemi.
    un saluto

  46. Il TAR ha sentenziato che tutto quello che la legge non ti vieta lo puoi fare. Trai tu le conseguenze.

  47. @Bruno
    Tra le catogherie tecniche indicate nei D.M. ricade quella relativa alla professione di ingegnere ?
    Si, Allora sei senza ombra di dubbio competente. Sinceramente I tuoi dubbi mi sembrano strani mi suonano come una provocazione.

  48. Sei nei d.m. indicano gli ingegneri allori Noi che siamo Abilitati ed esercitiamo la professione di Ingegnere, possiamo farli. Infatti io faccio rilievi e constantemente docte e Docfa. Quando si autorizza una categoria e si parla di Ingegneri o un Ingegnere Abilitato ed iscritto all’albo ricomprende i professionisti ingegneri in toto.

  49. @ bruno

    ho letto i documenti che mi hai detto
    DM16-3-07 e circolare 160/2009

    ma appunto su quella circolare
    mi pare che sia una proposta di disegno di legge…
    mi pare molto un espreimere “intenzioni”…

    dove sbaglio?

  50. @Meccoli M.
    Ciao Massimiliano quello dei crediti mi interessa tantissimo. Puoi gentilmente indicarmi una università dove risulti attiva la laurea Magistrale e che convalidi i 40 crediti attraverso la formazione professionale abilitazione o corsi esterni.
    Io lavoro tanto e visto il degrado attuale vorrei conseguire la Magistrale se la situaziona peggiora, ho davvero poco tempo per studiare e seguire costantemente l’Uni.
    Ho provato presso l’università dove ha conseguito la Laurea e dove la Laurea Magistrale entrarà in vigore solo l’anno successivo, mi hanno praticamente confermato che i crediti attualmente riconoscibili sono in teoria circa 40, per non parlare delle eventuali integrazioni, e mi hanno ribadito che però in Facoltà è quasi impossibile che vengano riconosciuti. Poi mi hanno detto che a limite ne potrei avere riconosciuti pochissimi sulla scorta di corsi organizzati dalla stessa uni o con Master specifici.
    Conosci qualche Uni anche Privata riconosciuta dove potrebbero riconoscermi l’esperienza e la formazione professionale nei tot. 40 crediti in modo da agevolare il conseguimento della Laurea Magistrale in Ingegneria Ambientale?

  51. A mio parere Sarebbe molto Utile organizzare una sorta di guida per fornire un supporto ai laureati ingegneri B per il riconoscimento dei crediti formativi professionali dalle uni e le università che li riconoscono. Individuare i possibili percorsi formativi esterni che vengano riconoscitui dalle Università.
    Si potrebbe fare anche un Intesa tra Gli Ordini professionali e le Università attivando presso gli Ordini su indicazione delle Università corsi di Formazione e di riconoscimento professionale dei 40 crediti previsti per la Magistrale ( per es. 3 Anni di iscrizione all’albo e di certificazione dell’esercizio della professione – 20 crediti ecc.) CIò potrebbe incentivare anche i giovani laureati che proseguono gli studi ad iscriversi all’albo e tale proposta potrebbe trovare il sostegno del cni.

  52. per massimiliano meccoli @
    Il DM16/03/07 è legge dello stato e quindi il limite dei 40 crediti è cogente per tutte le università.
    La circolare è un indirizzo di comportamento obbligatorio per gli uffici del Ministero che la emana.
    A stretto rigore il Senato accademico potrebbe continuare a erogare sino a 40 crediti, ma di fatto nessuno lo fà, per mille motivi, ispezioni del ministero ecc. e non ultimo perchè non vogliono finire sulla stampa come l’università che regala la laurea.
    A mio avviso per concedere un congruo numero di crediti, a noi già iscritti all’albo, occorrebbe una esplicita norma legislativa.
    Però in attesa che ciò avvenga fai prima a sostenere i 12 esami della magistrale, sempre che non ti accollino dei debiti formativi, infatti l’iscrizione alla LM non è un “diritto pieno” ma sottoposto a valutazione dell’Università.
    Come vedi la strada è in salita.

  53. Io non ci capisco più niente, ho fatto domanda oggi per l’iscrizione all’albo professionale. Ma quindi questo iunior lo devo mettere o no? Mi sono letto tutte le discussioni e sinceramente non ho capito.
    Posso firmarmi Ing XY, Dott Ing XY, Dott Ing Civile e Ambientale Iunior XY..?
    Ora mi dite che l’aggettivo Iunior non ha rilevanza, non ci capisco nulla :(

  54. “x Roberto” sullo “iunior”

    L’aggettivo DISPREGIATIVO “IUNIOR” non è stato abolito.

    La sentenza pubblicata su questo sito, con l’annesso articolo che non ti sei letto, afferma che “NON HA RILEVANZA specificare tale aggettivo”, non sei quindi obbligato a scriverlo.

    Per far capire che sei triennale, devi innazitutto usare il titolo accademico di Dott.seguito da quello professionale di Ing. quindi nome e cognome.

    I laureati magistrali sono Dottori Magistrali, ecco dov’è la differenza.

    Quando firmi progetti,
    devi scrivere:
    DOTT.ING. NOME E COGNOME
    SEZIONE B
    SETTORE a) civile ed ambientale se sei di quel settore.

    e non ti può dire nulla nessuno.

    Se ti studi la LEGGE DELLO STATO, DPR328/2001, lo stesso legislatore, nell’art.55 TABELLA A semplifica scrivendo:
    “INGEGNERE SEZIONE B”.

    Pertanto alla luce di quanto scritto, non sei tenuto a specificare l’aggettivo dispregiativo quale quello dello “iunior”.

    IMPORTANTE!!!!!
    Il tuo ordine professiononale, probabilmente non sa di questa sentenza del consiglio di stato, da noi pubblicata.
    Non sa cosa dice l’art.55 Tabella A del dpr328/2001.
    E’ quindi tuo dovere illustrare queste cose al tuo ordine.

    Saluti,
    Dott.Ing.Nicola
    sez.B dell’albo

  55. Ciao Nicola io sto lottando al mio ordine proprio per questo. il mio ordine continua a definirci dott. ing. iunior.
    Come siamo definiti nel tuo ordine?
    Saluti
    Dott. ing. Enrico
    sez. B dell’albo

  56. “Per Enrico”

    Considera che sono il presidente della commissione sezione B da due anni.

    Il consiglio del mio ordine legge sempre le mie comunicazioni agli iscritti B, lettere, informative, circolari, verbali di commissione B nonchè sa del mio timbro ROTONDO con scritto DOTT.ING. Nicola….sezioneB.

    Non ha mai detto nulla, in quanto gli ho dimostrato che ho ragione.

    Ho spiegato loro, ciò che ho scritto a Roberto, prima del tuo commento.

    Fai lo stesso anche nel tuo ordine, non aver paura!

    Sono i quinquennali che debbono firmarsi DOTT.MAG.ING.!

    Sai che vuol dire DOTT.ING. IUNIOR?
    Che sei dottore in ingegneria iunior.

    Ma il tuo corso di laurea si chiama: Corso IUNIOR IN INGEGNERA ELETTRICA?

    Oppure: Corso di laurea in ingegneria iunior edile?

    Sull’attestato della mia laurea è scritto: DOTTORE nel corso di LUAREA IN INGEGNERIA PER L’AMBIENTE E TERRITORIO.

    Apri gli okki, fatti rispettare ed informa il tuo ordine!

    Ciao,
    Nicola

  57. “Per Enrico parte 2°”

    Volevo aggiungerti quanto segue:

    Il consiglio del mio ordine,
    sa del mio sito web, miei bigliettini da visita ed anche della traga del mio studio,

    dove è riportato: STUDIO TECNICO ING. NICOLA …

    Non ha mai detto nulla, in quanto ho dimostrato loro che essendo detentore di P.IVA, l’agenzia delle entrate mi ha attribuito per legge la RAGIONE SOCIALE.

    Sai qual’è?
    E’ questa: “STUDIO TECNICO ING. NICOLA …”

    Sarebbe SBAGLIATISSIMO AGGIUNGERE IUNIOR, andresti ad alterare la ragione sociale della tua attività.
    Commetteresti un illecito amministrativo.

    Ciao,
    Nicola

  58. @Enrico
    Io penso che la questione sia del tutto marginale e relativa poichè abbiamo ben altre cosa importanti da risolvere e comunque apponendo il timbro sul progetto vi è specificato tutto.
    Tuttavia , Oltre a quanto detto giustamente da Nicola,Ti semplifico ancora le cose con un altra riflessione Il 328 istuisce 6 titoli professionali. Ad ogni iscritto di una determinata sezione e settore spetta un determinato titolo.
    Per esempio un iscritto sez. B settore industriale gli compete il titolo di, “Ingegnere Industriale iunior”, Che Abbr. è Ing. (dove con ing. intendi l’abbreviazione del titolo completo”") identicamente per la Sez. A stesso settore hai il titolo di “Ingegnere industriale”, Abbr, Ing. (dove con ing. intendi l’abbreviazione del titolo completo “”) , In altro caso scrivere solo ing. iunior, jr, ir, non ha senso perchè è una parte del titolo, altrimenti dovresti specificare per esempio Ing. Ind. iun. e la sez. A Ing. Ind.
    Dunque la migliore cosa e soluzione leale, e che viene definita dalla legge è anteporre il titolo accademico a quello professionale senza possibilità di confusione, Dott. Ing. , Dott. Mag. Ing..
    Altrimenti E’ logico che come per lo Iunior anche l’iscritto nella sez. A N.O. ad unico settore che scrive ing. senza specificare, Civile Ambientale, industriale, dell’informazione, commetterebbe un abuso di titolo alla stregua di un dottore magistrale che scrive solo dott. senza specificare che è mag.

  59. @ Nicola
    ciao Nicola concordo con tutto quello che dici ho portato anche alla1° ed unica riunione della commissione ing. sez. B la sentenza del consiglio di stato, ma purtroppo il nostro consigliere nicchia.
    Ho proposto anche di prendere ad esempio il modello Romano sia come timbro che come trattamento agli ing. sez. B.
    Sto spingemdo affinche convochi una nuova commissione per ridiscutere in proposito.
    Anche il mio timbero è stato modificato quella scritta ing. iunior non era tollerabile.
    Continuerò nella mia lotta, grazie dei suggerimenti
    Enrico

  60. Il mio ordine non mi permette di firmarmi Dott. Ing. Civile e Ambientale Iunior. Sono fermi e risoluti e pretendono che la mia firma debba essere:
    Ing. Civile e Ambientale Iunior

    Cosa posso fare per farli ricredere? Esiste qualche documentazione a proposito?

  61. “per Marco sl Dott.”

    Informa il tuo ordine che l’art.13 comma7 del MIUR 270/2004 asserisce che ci compete il titolo di DOTTORE.

    Sullo “iunior” ti invito a leggere con attenzione gli articoli pubblicati su questo sito.

    Il tuo ordine professionale è obbligato a rispettare le leggi dello stato.

    Io ho informato il mio ordine, infatti sono quattro anni che mi firmo Dott.Ing. e non mi dicono nulla!

    Devi RISPETTARE LE LEGGI DELLO STATO non le cazzate che ti dicono al tuo ordine.

    Ciao,
    Nicola

  62. Concordo con Nicola, il mio Ordine ha accettato la dicitura di dottore ma continua a denominarci dott. ing. iunior. tutto ciò va combattuto
    Ciao
    Enrico

  63. “PER ENRICO E PER MARCO”

    Noto,che alcuni di voi hanno paura del proprio ordine professionale.

    NON CAPISCO QUESTO TIMORE.

    I vostri ordini, sopravvivono grazie alle vostre quote di iscrizione, tanto per essere chiari.

    Poi,
    dovete rispettare in qualità di “cittadini italiani” prima e di “ingegneri” dopo, le VIGENTI LEGGI NAZIONALI e non le puttanate che vi raccontano nel vostro ordine.

    a) Gli ordini ed il CNI non decidono un emerito ca..o in materia di titoli professionali ed accademici!

    b) Gli ordini ed il CNI, non decidono un emerito ca..o in materia di competenze professionali!

    Queste cose sono regolamentate da:
    1) MINISTERO DI GIUSTIZIA
    2) MINISTERO DELL’UNIVERSITA’
    3) TRIBUNALI SPECIFICI (es.:CONSIGLIO DI STATO, CORTE DI CASSAZIONE etc…)

    La funzione di questo sito web è quella di fare corretta informazione attraverso la pubblicazione di articoli, su cui poi voi esprimete i vostri commenti.

    Okkio a non farvi infinokkiare da ignoranti e da fuori legge!

  64. Stavo guardando sul sito dell’Ordine degli Ingegneri di Vercelli, nella sezione “Circolari” appaiono i nomi dei nuovi iscritti e gli iscritti della sezione A sono accompagnati dal titolo: Dott Ing. XXX YYY
    mentre noi della sezione B siamo chiamati
    Ing Iunior XXX YYY

    chi glielo spiega? :(

  65. “per ingegnereB”

    La qualifica di DOTTORE compete ai laureati triennali.

    La qualifica di DOTTORE MAGISTRALE ai laureati BIENNALI ossia i laureati magistrali.

    Lo prevede il MIUR270/2004 art13 comma7.

    L’ordine di Vercelli se è vero quel che dici, ha infranto la legge dello stato soprascritta nonchè non rispettato quello che è scritto sulla sentenza del Consiglio di Stato.

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