DDL in 60 giorni per le professioni del settore edile
Ieri si è svolta una riunione con la senatrice Vicari (quella del DdL dei geometri) con TUTTI gli ordini nazionali: Ingegneri, Architetti, Geometri, Periti;
Dal sito della Vicari, si legge che i 4 ordini nazionali faranno un DdL congiunto che supererà i Regi Decreti del 1925 e 1929, riformando completamente le competenze di tutte le figure del settore edilizia.
E’ molto grave che noi ingegneri della sezione B non siamo stati neanche minimamente informati della questione.
Vi chiedo pertanto di informare i vostri rappresentanti consiglieri provinciali.
tratto da http://www.simonavicari.it/
Roma, 24 feb. – Nella giornata di oggi si e’ tenuto un incontro al Senato della Repubblica tra la Senatrice Simona Vicari ed i consigli nazionali degli ordini professionali interessati al comparto dell’edilizia (Ingegneri, Architetti, Geometri e Periti Industriali). L’incontro e’ stato un successo perche’ per la prima volta dopo 40 anni si sono riuniti attorno ad un tavolo gli ordini professionali coinvolti. La Senatrice Vicari si e’ detta molto soddisfatta perche’ “l’obiettivo comune di creare delle professioni competitive in Europa che siano in grado di entrare nel mercato del lavoro europeo che gia’ oggi presenta delle peculiarita’ differenti rispetto a quello italiano”. “Si e’ creato- ha continuato la senatrice- un terreno fertile per un confronto costruttivo e questa aria propositiva ha fatto si che gli stessi ordini si sono impegnati con la Senatrice a predisporre in 60 giorni un documento con tutte i rilievi del caso che saranno poi tramutati in ddl”. “Il ddl consentira’ finalmente di cristallizzare dei criteri certi e condivisi che consentiranno alle varie professionalita’ coinvolte nel processo produttivo del settore edile di evitare sovrapposizioni, di aumentare la professionalita’ e di predeterminare ab origine i soggetti da dover interpellare per la realizzazione di qualsiasi manufatto edile. Si esce cosi finalmente dalla ambiguita’ del dettato dei RR.DD. che fino ad oggi hanno regolato la materia restituendo certezza e dignita’ a tutte le professioni”, conclude la senatrice Vicari.
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Ora penso che non si possa più giocare è chiaro che se non riusciamo adesso, perderemo il nostro lavoro.
Lasciamo da parte ogni pregiudizio e filosofia e impegniamoci verso un unic obbiettivo.
Ora è necessario chiedere in maniera univoca e compatta per sanara la situazione attuale una volta per tutte.
Ripristinarel’albo unico degli ingegneri fondendo insieme le due attuali sezioni A e B con medesime competenze.
Stasera mi addormenterò più sereno.
Bella iniziativa quella della Senatrice Vicari, si mettono al tavolo gli ordini e i collegi, si stende un Disegno di Legge CONDIVISO DA TUTTI, e i problemi sono tutti e d’incanto risolti.
Era così semplice e i poveri Geometri sono 80 anni che ci provano, che sciocchini ora arriva la fata turchina e mette tutto a posto..
Come favola non c’è male, bisogna vedere se è di quelle che contemplano il lieto fine oppure come è più probabile finirà a …….. seggiolate.
Prima osservazione, perchè la Senatrice e non il Ministro responsabile delle professioni?
Seconda, il DdL non lo approva la Vicari, ma il parlamento, ammesso che si trovi un testo condiviso i gruppi politici sono d’accordo?
In ultimo per chi chiede, a noi chi ci rappresenta, la risposta è il CNI naturalmente, la titolarità vigente il Dpr 328 è loro, degli Ingegneri sez A. ,che faranno sicuramente il nostro bene.
Avete dei dubbi ingegneri di poca fede.
E’ incredibile che si pensa solo ed esclusivamente al settore edile! Non è concepibile che una riforma non tenga conto anche delle altre specializzazioni. Un ingegnere elettronico che supera esami di impianti elettrici NON può firmare impianti elettrici un gestionale Si!
Credo che debba essere fatta una comunicazione articolata alla senatrice in cui si manifestino tutti gli interessi!!!!
In ogni caso i nostri rappresentanti dovranno tenere bene presente che Il Dpr 328 non innova le attività riservate o attribuite a ciascuna professione.
Per cui Agli Ingegneri (A e B) spettano tutte le attvità indicate nel R.D .
Una nuova normativa che modifichi le competenze, per costituzione, non potrà non tenere conto dei diritti già acquisiti. Pertanto eventuali restrizioni che potrebbero essere introdotte, sia per i geometri e periti che per gli ingegneri o architetti (A e B) dovranno essere applicate ai soli futuri abilitati e iscritti.
Mentre eventuali ampliamenti dell’ambito delle competenze tutalano i diritti acquisiti in precedenza continuanto nel contempo ad esercitare anche le attività esercitate in precedenza.
Pertanto credo, dato che agli iscritti ingegneri di entrambe le sezioni spettano le competenze indicate nel R.D. sarebbe buona norma superare i conflitti interni istituendo nel contempo l’albo unico unendo insieme le due sezioni A e B.
Quanto detto prima significa che non potranno essere introdotte alcuna differenziazione per gli attuali iscritti tra le due sezioni, perchè oggi in base al R.D. abbiamo identiche competenze, sono unicche per la professione di ingegnere senza differenze, quindi se cìè modifica il cambiamento dovra essere generalizzato e uniforme per entrambe le attuali sezioni mentre si potranno differenziare le attività solo per i futuri iscritti. Quindi conviene riunire le due sezioni.
Cosa dice il nostro rappresentante all’interno del CNI?
Comunque mi sembra ovvio che non ci hanno chiesto niente come sicuramente hanno fatto anche con gli architetti iunior.
Il punto è che noi dovremmo essere difesi dai colleghi del CNI, cossa che come sappiamo tutti non succede!
Potremmo inondare il fax della senatrice con fax, dal contenuto da concordare, tipo come abbiamo fatto in passato con il Ministero di Grazia e Giustizia, in modo da fare sapere il nostro pensiero!
Scusatemi, ma se sono stati convocati gli ordini degli ingegneri è implicito che vengano rappresentate entrambe le sezioni A e B.
Comunque questa riunione e tutte le altre proposte di legge, con le quali si vogliono riformare l’ordinamento delle professioni, sono solo un tentativo da perte dei “collegi dei diplomati” per ottenere competenze che non spettano ad un diplomato, purtroppo, l’unica escamotage per raggiungere questo obiettivo è quella di aggraparsi alla scusa delle lauree triennali: il loro progetto e quello di avere conferma legale del fatto la laurea triennale non vale niente ed è semplice da prendere, con l’implicazione che i diplomati hanno una formazione professionale equivalente ad un laureato.
Per cui si torna sempre al solito dilemma: tutto cio vuol solo dire che, ragionado in modo obiettivo, per essere un ingegnere magistrale sono sufficienti due anni di studio universitari, ma poiché le università italiane sono piene di debiti e il mondo della professione è pieno di ingegneri, prima di accedere al biennio è necessario fare il triennio universitario. In questo modo le università possono incassare i soldi dai giovani e i vecchi laureati (parlo anche dei dinosauri che a 80 non vogliono andare in pensione) non si trovano giovani concorrenti sul mercato, in più, se approvano queste “fantastiche proposte di legge”, gli albi dei periti e dei geometri potranno assistere ad un aumento vertiginoso delle iscrizioni…………….. tutto questo a scapito dei giovani studenti e dei giovani lavoratori. (se si può chiamare giovane un laureato che vuol fare la libera professione tra i 28 e i 40anni di età).
Ho conseguito una Laurea Specialistica in Ingegneria Elettronica e nessuno mai mi ha chiesto il Piano di Studi che ho seguito. L’unico e vero documento che attesta le competenze acquisite nella carriera universitaria. Ho 40 crediti nel settore industriale (ING-IND/31-32-33) e mi dicono che non posso firmare impianti elettrici. Attenzione!!!!Arriva il bello!!!! Io sono un isegnante di Elettrotecnica ed Automazione negli istituti tecnici dai quali escono i Periti!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Vogliamo impegnarci a sanare queste porcate all’italiana? Bisogna dare più valore al piano di studi.