L’INGEGNERE TRIENNALE HA COMPETENZE MAGGIORI RISPETTO AD UN TECNICO DIPLOMATO

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FONTE: CNI circolare n. 277  del 4 novembre: Competenze professionali ingegneri e geometri – Sentenza corte di cassazione n°19292/2009

Finalmente, la Corte di Cassazione ribadisce e CONFERMA che  le  competenze  di un ingegnere triennale  non possono e non potranno mai essere minori  rispetto a chi possiede un titolo di studio inferiore.

Le competenze sono proporzinonate al titolo di studio conseguito. Più elevato è il titolo professionale e più alte sono le competenze. Essendo la laurea triennale un titolo di studio più alto  rispetto ad un diploma, va da se che l’ingegnere triennale ha maggiori comptenze rispetto ad un geometra e/o perito.

Per  asserire tale banalità si è dovuta scomodare addirittura la Corte di Cassazione pronunciandosi con una sentenza.

Per i pochi che ancora non ne sono a conoscenza, successivamente al noto D.P.R. 328/2001 il Ministero dell’istruzione  università e  ricerca ha emanato il M.I.U.R. 270/2004  nel cui art.3 comma4 il legislatore scrive:

Il corso di laurea ha l’obiettivo di assicurare allo studente un’adeguata padronanza di metodi e contenuti scientifici generali, anche nel caso in cui sia orientato all’acquisizione di specifiche conoscenze professionali.”

Sembrerebbe che tale articolo di legge sia sconosciuto al CNI, altrimenti non affermerebbe determinate cose in merito alle nostre competenze in zona sismica.

Inoltre, questo stesso ARTICOLO DI  LEGGE , sembrerebbe essere sconosciuto anche al CO.GE.PA.PI. (cordinamento geometri, periti agrari e periti industriali) i cui rappresentanti (tecnici diplomati) continuano ad autoreferenziarsi.

A referenziare invece la professionalità di noi ingegneri triennali, ci pensano le leggi e sentenze.

ALLEGATO: CNI circolare n. 277 del 4 novembre

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16 Responses to “L’INGEGNERE TRIENNALE HA COMPETENZE MAGGIORI RISPETTO AD UN TECNICO DIPLOMATO”

  1. Sentenza ovvia…ma lo dico a chi ci rappresenta e tiene aggiornato questo sito:
    fate attenzione al decreto che deve uscire per l’elenco dei certificatori energetici…ci sono i periti agrari e i matematici e noi forse no!!! Siamo ancora in tempo a far sentire la nostra opinione.

    Grazie e un saluto a tutti

  2. Bell’articolo Nicola!

  3. Ho avuto notizia che avrà luogo nei giorni del 30 e 31 marzo 2010, presso la sede dell’Ordine Architetti di Roma sita in Piazza Manfredo Fanti n.47, una mostra sulla figura dei professionisti iscritti nella sez. B. Un importante vetrina dove tutti potranno presentare progetti autonomi o in concorso e collaborazione e tesi di laurea. Il termine per la presentazione è il 20 Febbraio 2010 mi raccomando partecipate in tanti. consiglierei di proporre soprattuto progetti fatti in autonomia poichè è li che si rimarca la capacità e competenca dei professionisti. CARI COLLEGHI E SIN.IN DAR. 3 questa mi pare un OCCASIONE UNICA PER PRESENTARE I PROGETTI STRUTTURALI AUTONOMI DEGLI ARCHITETTI IUNIOR IN ZONA SISMICA PER RIBADIRE LE NOSTRE COMPETENZE IN ZONA SISMICA NON PERDETE QUESTA OCCASIONE PURTROPPO GLI INGEGNERI NON POSSONO PARTECIPARE.

  4. Qual’è la tua fonte?

  5. http://www.oacs.it/index.php

  6. Mi rifiuto di andare a metter piede e figuriamoci a mostrare i miei lavori in una mostra chiamata:

    “La Figura Iunior in Italia”

    Ma va va…. a ridere e a farci ridere sopra con questo titolo!!!!!!!!!!!!! Ma come si fa a chiamarla in questo modo? A darci la zappa sui piedi da soli!

    Ci voleva tanto a chiamare la mostra

    “La figura del professionista triennale in Italia”

    Invito i colleghi a non andare, salvo cambi nome la mostra, ne vale la nostra dignità.

    Per quei cervelloni che hanno organizzato la mostra, invito loro a leggersi l’articolo pubblicato su questo sito riguardo l’uso improprio dell’aggettivo “iunior”

  7. Vi Invito a partecipare tutti alla mostra. Quello dello iunior mi pare una grande perdita di tempo e un modo per distogliere l’attenzione dai problemi più gravi e veramente seri da affrontare.
    Personalmente credo ha poca importanza se ti chiami gran Dott. Ing. Arch. quando poi nella realtà non puoi fare (o meglio tentano di non farti fare) un bel niente. Chiamami come vuoi, ing. arch. geom. , p.i., giovane, vecchio, senior, iunior, ma la cosa importante per quanto mi riguarda è poter progettare e continuare a progettare edifici e strutture come ho sempre fatto e che ci lascino lavorare in pace, questo è il punto.
    dott. ing. Michele

  8. occhio a questo link…che significa, dato che le nostre competenze sono maggiori dei diplomati:
    http://www.centrostudicni.it/midcom-serveattachmentguid-bf67ddedb56cf94e4b9f97fb2047c1ea/SIP1091.PDF

  9. scusate ma ho bisogno di un pò di chiarezza…
    Tra circa un mese conseguirò la laurea triennale in ingegneria civile, dopo aver sostenuto l’esame di stato potrò svolgere l’attività di libero professionista e firmare i progetti del cemento armato?
    Grazie mille e scusate forse la banalità della domanda…

  10. “Risposta per Fra”

    Certo che li puoi fare! C’è qualche legge approvata in parlamento che te lo vieta?

    Collega,
    prima di farti prendere dal panico e chiedere questo genere di cose, sarebbe da parte tua un comportamento professionale, da ingegnere, documentarti sulle leggi.

    Ti invito pertanto, a leggere con attenzione gli ARTICOLI pubblicati su questo sito internet.

    Ritengo, che la funzione principale di quest sito web sia appunto quella di fare informazione su ciò che ci riguarda da vicino, attraverso la pubblicazione di articoli.

    Nicola

  11. Se ci pensiamo bene tutto quello che viene fatto e scritto è solo per limitare le nostre competenze e scoraggiare i giovani professionisti è tutto un business. Un Attimo di riflessione
    1) Per i geometri e periti per esempio non si parla mai o si intervine sulla sismica poichè ormai è risaputo che non possono progettare niente in c.a. acciaio ecc. se non strutture accessorie, quindi non si pone mai il problema delle sismica basta dire il c.a. non lo possono fare dato inconfutabile ed ecco così eliminati dalla concorrenza sul mercato i geometri e periti.
    2) Per quanto riguardo noi invece è ovvio che il discorso cambia radicalmente poichè il dpr 328 /01 non modifica od innova le attività attribuite a ciascuna professione. Ciò significa che un ingegnere laureato in quanto ingegnere può progettare qualsiasi tipologia di Opera in c.a. acciaio legno ecc.
    Quindi affermera che un ingegnere iscritto nella sez. B non può progettare in c.a. o acciao sarebbe stata un operazione perdente in partenza. Allora cosa ci inventiamo per togliarci di mezzo la concorrenza degli ingegneri B ma vediamo cosa possiamo fare per impedirgli di progettare ? Oh che idea, Le strutture antismiche (come se nei progetti fatti all’università non avessimo mai applicato criteri antisismici). Noi non affermiamo che non possono progettare il c.a., avranno detto e pensato, ma che non possono progettare strutture antismiche solo così li possiamo cercare di bloccare. Ma L’italia è tutta sismica, tutte le strutture realizzate da oltre 50 anni sono antismiche. Quindi nel 2001 chi ha scritto il 328 sapeva che tutte le strutture sul territorio Italiano vengono progettate con criteri antismici, è pure il legislatore non ha introdotto esplicitamente nessuna limitazione o fatto riferimento alla sismica, per cui è chiaro che se non potremmo proggettare costruzioni civili in zona sismica non potremmo progettare nesssuna tipologia di costruzione ciò comporterebbe una innovazione nel reparto delle competenze.

  12. io proprio non vi capisco.
    sono laureato da 7 anni, laurea quinquennale, V.O.
    lavoro da 7 anni e negli ultimi 7 anni non ho fatto altro che studiare.
    studiare la normativa in continua evoluzione, studiare le nuove tecnologie in continuo progresso, studiare i nuovi e sempre più complessi e accurati metodi di analisi delle strutture.
    voi volete fare in fretta, uscire in 3 anni anzichè in 5. non sentite l’esigenza di approfondire conoscenze e competenze che scoprirete, nella pratica, essere così vaste da richiedere uno studio continuo, sicuramente maggiore di quello che affrontate nel triennio universitario.
    forse avete fretta di lavorare, di fatturare, di guadagnare.
    forse non avete pensato che la vostra fretta è fretta di essere sfruttati da chi vi sottopagherà, perchè siete junior, per quanto vi possiate lamentare del nomignolo.
    io sono d’accordissimo con voi che lasciar firmare a un elettrico “A” un progetto strutture in zona sismica sia pressochè folle, ma questo non vuol dire che siccome lo fanno loro, allora debba poterlo fare chiunque.
    il “chiunque”, nella fattispecie, siete voi.
    voi che avete così tanta fretta da non poter dedicare altri due anni di studio a quella che dovrebbe diventare la passione della vostra vita e la vostra missione nella società.
    voi che ritenete trascurabile la maggior preparazione che altri due noiosi anni di università potrebbero darvi.
    voi che, se già ora trovate troppo duro il sacrificio di altri due anni di studio (peraltro fondamentali a livello di approfondimento), probabilmente non avrete mai la voglia e lo stimolo per aggiornarvi.
    progettare va ben oltre la semplice applicazione delle NTC 2008. molto, molto oltre.
    e tuttavia il tenore dei messaggi che spopolano qui lascia presumere che a voi importi più di non essere chiamati junior (manco fosse un’offesa…), che non di acquisire le competenze e le conoscenze che vi permetteranno di svolgere il vostro lavoro con precisione, rigore, consapevolezza.
    un consiglio spassionato: se non avete voglia di studiare altri due anni, cambiate mestiere (sempre che riusciate mai ad esercitarlo).
    se invece avete voglia di far le cose per bene, studiate altri due anni e venite a darci una mano, perchè ce n’è davvero bisogno.

  13. http://www.edilportale.com/news/2010/02/normativa/i-geometri-potranno-occuparsi-di-progettazione-architettonica_17847_15.html

    I geometri potranno occuparsi di progettazione architettonica
    La proposta presentata al Senato. Ma contro il disegno di legge si scatenano le proteste di architetti e ingegneri
    di Rossella Calabrese
    Letto 1804 volte vota Risultato 7 voti

    17/02/2010 – I geometri, i geometri laureati, i periti industriali specializzati in edilizia e i periti industriali laureati potranno occuparsi di progettazione architettonica e strutturale, collaudo statico, ristrutturazioni. Le loro competenze saranno limitate agli edifici fino a 5000 metri cubi, fino a tre piani fuori terra in zona non sismica e fino a due piani fuori terra in zona sismica.
    I geometri potranno occuparsi di progettazione architettonica
    Norme correlate
    Bozza non ancora in vigore 10/11/ 2009 n. S. 1865

    Disposizioni in materia di competenze professionali dei geometri, dei geometri laureati, dei periti ..

    È quanto propone il disegno di legge n. 1865 “Disposizioni in materia di competenze professionali dei geometri, dei geometri laureati, dei periti industriali con specializzazione in edilizia e dei periti industriali laureati nelle classi di laurea L-7, L-17, L-21 e L-23”. La prima firmataria dell’iniziativa legislativa è la senatrice arch. Simona Vicari (PdL).

    Oltre a progetto architettonico e strutturale, collaudo statico e ristrutturazioni, saranno di competenza di geometri e periti:
    - i calcoli statici, esclusi quelli di complessi di strutture organicamente e solidamente collegate e svolgenti una funzione statica unitaria, in conglomerato cementizio armato;
    - la direzione lavori, la contabilità, la liquidazione e il collaudo amministrativo delle nuove costruzioni, l’ampliamento, la sopraelevazione, il recupero edilizio, il posizionamento interno ed esterno, con esclusione del dimensionamento, degli impianti tecnologici.

    Geometri e periti potranno eseguire la progettazione architettonica ed il collaudo amministrativo anche di edifici superiori a 5000 mc e a prescindere dalla sismicità, se i calcoli statici delle opere strutturali sono eseguiti, su incarico del committente, da un altro tecnico abilitato. Allo stesso modo potranno eseguire, su qualsiasi edificio, interventi igienico-sanitari e funzionali, interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di risanamento conservativo, di ristrutturazione edilizia, purché non comportino interventi statico-strutturali su complessi di strutture in cemento armato.

    Le competenze di geometri e periti verranno estese anche all’urbanistica: potranno infatti redigere piani di lottizzazione, entro il limite di superficie di un ettaro, e piani di recupero di edifici, entro i predetti limiti di cubatura e numeri di piani.

    E ancora, potranno occuparsi di direzione dei cantieri, anche di prefabbricazione, di strutture in cemento armato e metalliche per ogni tipo di opera, estimo e amministrazione di condomini. Restano ferme le altre competenze professionali di geometri e dei periti in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, prevenzione incendi, valutazione d’impatto ambientale, inquinamento acustico, rendimento energetico degli edifici.

    Fondamentale è la norma transitoria che prevede che ai geometri e ai periti sia riconosciuta la competenza in edilizia – entro i predetti limiti (definiti dall’articolo 2) – solo dopo aver frequentato con profitto un corso di 120 ore in materia di rendimento energetico nell’edilizia.

    La frequenza del corso sul rendimento energetico è richiesta anche ai geometri e ai periti industriali specializzati in edilizia e iscritti ai rispettivi albi professionali da almeno 10 anni, con la differenza che la competenza in edilizia che viene riconosciuta è soggetta ai limiti definiti dal comma 1 dell’articolo 2 (solo cubatura e numeri di piani).

    I geometri e i periti industriali specializzati in edilizia ma iscritti all’albo da meno di 10 anni possono acquisire le stesse competenze dei colleghi più anziani ma solo dopo aver frequentato un corso sul rendimento energetico nell’edilizia, un corso sulle costruzioni in zona sismica e un corso in materia di valutazione ambientale strategica e di valutazione d’impatto ambientale.

    L’ultimo articolo dispone che il periodo di pratica professionale duri due anni e sia retribuito con almeno 5.000 euro annui. Gli iscritti ai registri dei praticanti, per poter sostenere l’esame di abilitazione professionale, devono frequentare un corso di 120 ore in materia di rendimento energetico nell’edilizia.

    La presentazione in Senato del ddl ha scatenato le proteste degli architetti.

    Il GiArch, Coordinamento Nazionale dei Giovani Architetti Italiani, ha avviato una campagna di informazione finalizzata al ritiro del disegno di legge che – spiega in una nota – “si limita a specificare unicamente le competenze di due categorie professionali, lasciando irrisolte le questioni inerenti agli altri professionisti che operano nei processi edilizi (architetti, ingegneri civili, periti agrari, periti ed ingegneri elettrotecnici, impiantisti, conservatori, pianificatori, paesaggisti, etc.). Rafforza il ruolo e amplia le competenze di due categorie che talvolta non hanno le competenze necessarie in alcuni campi per la limitata formazione acquisita”.

    Secondo il Movimento “Amate l’architettura”, “i Geometri hanno utilizzato un architetto, la Senatrice Simona Vicari di Palermo, per presentare un disegno di Legge che spazza via definitivamente dall’Italia l’Architettura e gli architetti”. E aggiunge: “se passa per legge l’idea che il ‘progetto architettonico’ lo si può delegare ad un qualsiasi diplomato, l’Architettura non ha più valore”. Il Movimento, insieme con l’Associazione Spazi Contemporanei di Catania, ha lanciato una petizione contro il ddl 1865.

    La protesta è anche su Facebook, dove è nato il gruppo “NOI diciamo NO al DDL 1865 presentato in Senato dalla Senatrice Simona Vicari”. Secondo la Federazione nazionale degli architetti e degli ingegneri liberi professionisti, promotrice del gruppo, “sarebbe un passo legislativo gravissimo che getterebbe nel baratro più profondo la qualità e la nostra professione conquistata con tanta fatica e sacrificio, oltre che l’ultimo schiaffo alla nostra dignità professionale”.

    Dal suo blog Simona Vicari ha risposto alle preoccupazioni degli architetti e degli ingegneri, precisando che il ddl “ha la presunzione di voler far luce su tutti quegli aspetti normativi che da troppo tempo oramai restavano sepolti nel cono d’ombra di regolamenti divenuti obsoleti. Fissa dei criteri specifici, non limita il campo di operatività di alcuno, semmai riduce la portata di eventuali invasioni di campo da parte di categorie professionali contigue”.

    Il disegno di legge è stato assegnato alla Commissione Lavori pubblici del Senato il 22 dicembre 2009 ma non ha ancora iniziato l’iter approvativo.

  14. Salve, ma perchè non c’è nessuno che ci rappresenta volentieri, siamo attaccati dai periti in basso e dagli ingegneri quinquennali in alto.
    Siamo i più sfigati, perchè ci dobbiamo chiamare iunior e non ingegneri tecnici?
    mi fa molto piacere aver trovato finalmente un blog dedicato a noi.
    buona giornata!

  15. Caro Sandro,
    Anche noi triennali non facciamo altro che studiare durante la professione, ed è per questo che ci riteniamo capaci.
    Molti di noi stanno continuando gli studi da studente lavoratore, ma nel frattempo sono entrati nel mondo del lavoro. Ciò non significa che non siamo capaci di progettare in zona sismica. Ti dirò di più, io ritengo che affrontare una specialistica o magistrale dopo esser gia entrato nel mondo del lavoro, ed essersi confrontato con la progettazione di strutture semplici, ti prepara molto meglio rispetto a quei studenti che affrontano temi complicati senza esser mai entrati nello specifico. Quanti laureati quinquennali non sono mai entrati in un cantiere a contatto con armature, opere in c.a o geotecniche, ecc.?
    Forse per progettare una semplice villetta o comunque una modesta palazzina non serve studiare 7 anni e addentrarsi in argomenti che non affronterai mai nella tua vita lavorativa.

  16. “X SANDRO”

    Caro Sandro,

    lo Stato Italiano, attraverso l’emanazione del DPR328/2001 da la possibilità agli ingegneri triennali di entrare nel mondo del lavoro a termine del ciclo triennale di laurea.

    E’ una legge discutibile, ma in linea con il contesto europeo.

    Se hai qual cosa da obiettare devi farlo con chi ha emanato ed approvato tale legge, non con noi che ne usufruiamo.

    Io esercito la professione, anzi come dici te, FATTURO da 4 anni ed in questo periodo cmq ho studiato le varie normative per aggiornarmi. Ovvio che tutti i tecnici si devono aggiornare.

    Ma qual’è il vostro problema?
    Vi sentite di fottere che noi già dopo tre anni possiamo lavorare e guadaganre mentre voi no?!
    Fermatevi anche voi alla triennale! Nessuno ve lo vieta!

    Io ho una laurea triennale in ingegneria, sono 4 anni che ho uno studio tecnico tutto mio e fatturo forse più di qualche collega quinquennale, poi il fisco si riprende tutto con le tasse che mi fa pagare…!

    COSA MOLTO IMPORTANTE:
    Durante l’esperienza lavorativa, sul campo, ho imparato tante di quelle cose che di certo il corso di laurea magistrale non mi avrebbe insegnato.

    Non capisco questo accanimento contro di noi.

    Nicola

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