Il presidente dei Periti risponde ad un collega
Tratto da mondoprofessionisti.eu
ALBO UNICO
Botta e risposta sulla questione tra un lettore e
il presidente dei Periti Industriali Giuseppe Jogna.
Egr. Sig. Direttore, a quando i geometri e periti prenderanno consapevolezza che si diventa ingegneri solo conseguendo la laurea in ingegneria? Com’è noto da qualche tempo i diplomati presso la scuola media superiore si sono auto proclamati ingegneri, anzi INGEGNERI TECNICI. Bellissima questa cosa! Basta cosi poco per diventare ingegnere? non serve più la laurea? A saperlo non perdevo tempo all’università! Io che ho la laurea in ingegneria, allora cosa sono? Sono forse un semplice perito? Funziona al contrario adesso? I diplomati diventano automaticamente ingegneri ed i veri ingegneri quelli con la laurea retrocedono allo status inferiore di diplomati? Gradirei sapere, se costoro (geometri e periti) vogliono avere regalate anche le qualifiche accademiche di DOTTORE e di DOTTORE MAGISTRALE. Come mai, poi, gli infermieri ed estetiste non si sono auto proclamati MEDICI chirurghi? Sig. Buccari, Lei si ritiene bravo come un vero ingegnere? Si ritiene un genio incompreso? Vediamo cosa sa fare all’università!
Cordialmente
Dott.Ing. Nicola Plasmati
sez.B dell’albo degli ingegneri
Risponde Giuseppe Jogna
Presidente del Consiglio Nazionale dei Periti Industriali
Su questo argomento sorprende un po’ l’arroganza di alcuni laureati triennali, che lanciano sfide sui “saperi”, ancor prima di intraprendere qualsiasi percorso professionale pratico dove l’esperienza la fa da padrona. Le novità riformatrici, se mai ci saranno, dovranno mettere ordine nel solo interesse dei cittadini il cui giudizio, per noi, è l’unico valido. I periti ed i geometri acquistano i rispettivi titoli professionali dopo un percorso formativo piuttosto lungo, complesso e articolato. A questo segue obbligatoriamente il superamento di un vero esame di Stato, piuttosto selettivo negli ultimi anni. Di ciò sono orgogliosi e non pensano affatto di aver perso tempo e neppure di pretendere titoli accademici che non gli appartengono e di cui non sentono la necessità. Al contrario sentono la necessità che la traduzione europea del titolo professionale sia confacente a tutte quelle attività svolte che, in molti paesi membri, sono proprie di quei soggetti che, con meno pomposità dei professionisti omologhi italiani, portano proprio il titolo di ingegnere. Situazioni recenti riguardanti, ad esempio, attività di sicura di competenza dei periti industriali che, a causa dell’incapacità di interpretare l’equivalenza dei titoli europei, pone a questi professionisti problemi di applicabilità.
Leggi anche:
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A me soprende l’ipocrisia e la scarsa capacità logica del presidente dei Periti.
Invece di chiacchere inviti i suoi iscritti a:
-sostenere i 30 esami (15 con la riforma) esami necessari
-supererare l’esame di stato di ingegnere sezione B.
Dopo avrà esperienza e titolo per parlare. E non avrà più la faccia di parlare a vanvera.
Scusate colleghi ma la trovo ridicola questa guerra tra ingegneri e periti…smettiamola di farci la guerra e cerchiamo di collaborare da professionisti quali siamo….periti, geometri, ingegneri e architetti….
un abbraccio a tutti
Marco
Ing. sez. B
Il presidente dei Periti non merita nemmeno risposta i suoi vaneggiamenti si commentano da soli.
dott. ing. Enrico
Caro amico, sono iscritto Collegio dei Periti Industriali da lungo tempo e avendo sostenute ben 32 esami mi sono laureato e abilitato alla professione di ingegnere e iscritto all’ordine. Ritieni che possa parlare o anche io sono tacciabile di ipocrisia e scarsa capacità logica come il Presidente Jogna di cui sono amico e conoscente personale e di APPREZZO le qualità intellettuali e professionali.
Una calmata non farebbe male a nessuno, che di problemi da risolvere gli ingegneri iunior ne hanno molti invece di caricarsi quelli degli altri e crearsi nuovi nemici.
L’Egr. Presidente dei Periti Industriale sostiene che loro fanno un vero esame di stato molto selettivo negli ultimi anni!!! Ho i miei dubbi fondati in quanto ho più amici che, diplomati geometra con voti bassi, hanno sostenuto l’esame di stato effettuando un falso tirocinio certificato da un loro collega geometra e senza aprire libro hanno sostenuto l’esame di abilitazione da geometra egregiamente!!!
Non vi sembra un pò strano???
Forse noi ingegneri triennali oltre a sostenere UN VERO ESAME DI STATO PRESSO L’UNIVERSITA’ abbiamo sostenuto anche 30 ESAMI e spesso io mi son trovato a sostenerli con gli iscritti al V.O. di ingegneria.
Inoltre ci tengo a precisare che gli unici che fanno esperienza sul campo non sono solo i Periti o Geometri ma anche gli Ingegneri… sembra che solo loro fanno la pratica ed hanno esperinza. Invece noi usciti dall’Università cosa facciamo??? I ragionieri???? Sottolineo che noi ingegneri triennali mentre facciamo esperienza associamo anche le nozioni teoriche fornite dall’Università che mai e poi mai un istituto di scuola media superiore può fornire.
Cordialmente… un collega (abbastanza mortificato dalle continue accuse).
Egr. Sig. Direttore,
il giudizio dei cittadini non è l’unico valido!
Purtroppo esistono delle competenze che vanno rispettate e l’esperienza maturata sul campo è importantissima ma non sufficiente (allora facciamo progettare anche i muratori).
Allora togliamo anche la costituzione e ci mettiamo un manipolo di rappresentanti presi da selezionate taverne.
Mi fa piacere che lei difenda e cerchi di migliorare le condizioni professionali di chi rappresenta, cosa che non accade “per altri”, che sono oggetto anche del fuoco amico.
non capisco come mai le pseudo competenze dei geometri e periti si estendono dall’architettura all Ingegneria prendendo incarichi nelle pubbliche amministrazioni progettando fogne scuole ecc. e noi invece siamo discriminati dal nostro ordine inquanto ingegneri junior io non capisco questo.
Veramente questa e’ la repubblica delle banane !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Cari colleghi,
non c’è da preoccuparsi.
Intanto il CNI ha finalmente espresso un parere a nostro sostegno e contro i tecnici diplomati.
La fonte è questo comunicato stampa:
“I tecnici diplomati si arrendono e gettano la maschera”
http://www.tuttoingegnere.it/web/ITA/Novita/index.htm
Analizzando il commento del presidente nazionale dei periti indstriali,
viene da pormi queste domande:
1) Ma il percorso formativo di noi ingegneri è semplice e breve?
2) Il nostro, è un falso esame di stato?
3) L’esperienza è un qualcosa di esclusivo dei diplomati?
4) Alcuni di noi sono arroganti? A me sembrano arroganti quei diplomati che senza aver conseguito la laurea in ingegneria, si sono autoproclamati INGEGNERI TECNICI e non contenti hanno tentato di aumentarsi anche le competenze. Non è arroganza questa?
Voglio dire un altra cosa per rinfrescare le idee a qualcuno:
Noi ingegneri laureati triennali non stiamo conducendo alcuna battaglia contro i tecnici diplomati o verso i colleghi della sezione A.
Ci difendiamo, quando siamo ingiustamente attaccati e sminuiti.
Fino a prova contraria, nessun ingegnere triennale si è autoproclamato ingegnere quinquennale.
Fino a prova contraria, nessun ingegnere triennale ha preteso di avere le stesse competenze di ingegnere quinquennale.
Fino a prova contraria, nessun ingegnere triennale ha preteso di voler essere iscritto nella sezione A.
Fineremo di difenderci, quando finiremo di essere attacati e discriminati senza alcuna valida ragione.
Cordiali saluti
Nicola Plasmati
@Franceso GA
puntualizzo comunque che con la riforma gli esami per la laurea sono 18-20 e non 15.
Io ne ho fatti 34 di esami più la tesi.
In un percorso accademico come il nostro, anche la tesi ha la sua importanza.
La tesi spesso, è fondamentale per l’ingresso nel mondo del lavoro.
La tesi, inoltre, caratterizza un corso di laurea.
Dietro la tesi, c’è poi tanto lavoro e grazie ad essa si imparano cose nuove e si affinano la proprie capacità.
Tutto questo, i cari geometri e periti in quanto diplomati, non hanno modo di farlo. Ma la società li premia facendoli accedere a tutti quei concorsi pubblici in cui noi ingegneri laureati siamo esclusi….MAH….
Ing.Nicola
sez.B
Sono venuto a conoscenza, leggendo un trafiletto apparso su un quotidiano, che i periti industriali il 5 e il 6 marzo si riuniranno per discutere delle loro competenze professionali.
Ora, cercando di analizzare l’operato delle diverse categorie, leggendo i vari quotidiani, mi sono accorto che il presidente dei periti industriali è quello maggiormente impegnato a portare avanti il progetto del cosiddetto albo unico.
Io sono convinto che gli ingegneri condivideranno questo progetto solamente se verranno chiarite le competenze professionali.
Mi spiego: gli ingegneri da sempre si sono battuti per fare in modo che i geometri si occupassero solamente di ciò per cui sono formati; le competenze in campo impiantistico non sono mai state prese molto in considerazione da parte degli ingegneri “vecchio ordinamento” per ovvi motivi di “mercato”.
Detto ciò, è evidente che il presidente dei periti cerchi di sminuire le competenze in campo edilizio e delle costruzioni a favore di quelle per la parte impiantistica, al fine di convincere gli ingegneri a “condividere l’idea dell’albo unico”.
Quindi, chi ha più da perdere sono i geometri e i futuri dottori in ingegneria civile – non certo i periti.
MI CHIEDO COME I GEOMETRI COSI’ NUMEROSI RISPETTO AI PERITI NON SI SIANO ACCORTI DI TALE MESCHINO DISEGNO.
Credo sarà molto difficile che il presidente dei periti riesca a concretizzare il suo progetto, ma nel caso riuscisse nell’intento, mi auguro solamente che agli ingegneri sezione B, in forma transitoria, sarà concessa la possibilità di transitare nella sezione A dell’ordine.
In altro modo, gli attuali iscritti nella sezione B rimarranno in numero così esiguo e chiuso (non aumenteranno più di numero se dovesse mai esistere l’albo unico) da incorrere in serie difficoltà di rappresentatività e forza per fare valere i propri diritti ACQUISITI.
PER TUTTE LE RAGIONI DI CUI SOPRA INVITO TUTTI GLI INGEGNERI SEZIONE B E ARCHITETTI SEZIONE B A NON CEDERE LE “ARMI” ED A VIGILARE AL RIGUARDO DELLE INTENZIONI DEI CONSIGLI NAZIONALI DEI DIPLOMATI DI FAR APPROVARE LA LEGGE DI COSTITUZIONE DELL’ORDINE DEI TECNICI LAUREATI PER L’INGEGNERIA, E COMBATTERE PER OSTEGGIARE TALE INIZIATIVA.
In merito alla risposta data ad un nostro collega da parte del presidente dei periti industriali, mi esprimo dicendo:
….. egregio signor presidente, leggendo quanto da Lei scritto mi rendo conto che per Lei il tempo è una mera questione di relatività.
Il DPR 328/2001 ha compiuto ormai già 9 anni. In 9 anni un pò di esperienza “la si fa”!
Poi egregio presidente, Lei dimentica che alla sua categoria e a quella dei geometri possono accedere anche i laureati, senza quel percorso di esperienza preliminare tipico e obbligatorio previsto per accedere all’esame di stato da parte dei diplomati (praticantato di 2 o 3 anni).
Egregio presidente, a me pare Lei abbia le idee molto chiare.
Credo però che le Sue manifestazioni e dichiarazioni siano un pò confuse ed incomplete – ed io capite le ho bene – con il Suo preciso intento di ottenere il risultato, ma a discapito di taluni altri, in modo particolare dei geometri, degli ingegneri civili sezione B e purtroppo sopratutto della società.
Egregio presidente, visto che ha già articolato e spiegato sui quotidiani il progetto di legge per la costituzione dell’albo unico, dicendo che è la corretta e degna casa per i laureati triennali, ci dica un pò in modo specifico quali competenze professionali pensa di dedicare ai FUTURI laureati in ingegneria civile, che in tale nuovo ordine dovrebbero accedere (dico triennali così Lei mi capisce meglio).
Egregio presidente, Lei non sarà mica così “un pò arrogante” da voler anche proporre la modifica dei piani di studio universitari per taluni classi di laurea, vero?
Visto che siamo noi laureati, secondo quello che Lei dice e scrive, i beneficiari di questa nuova casa – albo unico – ci spieghi nel dettaglio tutte le articolazioni del Suo progetto.
Egregio presidente, il progetto dell’albo unico è annoso; avanti ci dica quale ordinamento Lei prevede per tale nuovo ordine; ci dica anche chi crede bene sia da subito titolato a governarlo.
Perchè mai non ci dice che i presidenti dei consigli direttivi provinciali di ciascun nuovo ordine, a Suo autorevole giudizio e previsione, spetteranno ai noi laureati e non ai diplomati.
Ci spieghi anche come pensa di “sistemare” la questione previdenziale.
In sostanza e concludendo, egregio presidente perché non si confronta con noi?
Perché al tavolo di concertazione sulle competenze, ove parteciperanno i presidenti dei Consigli Nazionali dei geometri, dei periti industriali, degli ingegneri, degli architetti, non siamo stati invitati, dato che è una Sua iniziativa?
Non ci risponda che noi siamo rappresentati dal presidente del CNI, perché se così dovesse mai rispondere, io Le dico da subito che le eventuali decisioni prese in quel “tavolo” potrebbero essere illegittime e travalicherebbero i compiti istituzionali assegnati per legge ai Consigli Nazionali.
Anzi Le dico di più, credo siano più appropriate le analisi e le concertazioni preliminari eventualmente effettuate da parte dei sindacati di ciascuna categoria professionale di matrice ordinistica, che potrebbero poi sfociare in proposta o proposte da sottoporre allo STATO.
Come vede egregio presidente, dal 2001 i laureati un po’ di esperienza se la sono fatta, sono anche caratterizzati dalla cosiddetta vivacità intellettuale tipica dei giovani ed hanno una gran voglia di poter continuare a lavorare mettendo in campo quello che hanno studiato all’università.
terenzio ingegnere civile sezione B
X NICOLA
Ecco qua il rifermento del tuo commento.
Scusa ma non l’avevo visto.
A me pare pazzesco.
Il presidente dei periti invece che dialogare con un certo qual rispetto con NOI comunica con tal astio.
Ma i suoi iscritti si rendono conto?
Invece di cercare di portare nel suo albo i laureati (l’attuale legislazione lo consente) questo cosa fa: ci tratta in sta maniera.
Lui che non mi pare sia giovanissimo, vista la foto pubblicata sul sito ingegneresezioneb, invece che portare saggezza si altera nei confronti di un nostro collega che giusto o sbagliato che sia a detto la sua opinione.
Roba da matti!
X NICOLA
Ecco qua il rifermento del tuo commento.
Scusa ma non l’avevo visto.
A me pare pazzesco.
Il presidente dei periti invece che dialogare con un certo qual rispetto con NOI comunica con tal astio.
Ma i suoi iscritti si rendono conto?
Invece di cercare di portare nel suo albo i laureati (l’attuale legislazione lo consente) questo cosa fa: ci tratta in sta maniera.
Lui che non mi pare sia giovanissimo, vista la foto pubblicata sul sito ingegneresezioneb, invece che portare e dimostrare saggezza si altera nei confronti di un nostro collega, che giusto o sbagliato che sia, ha detto la sua opinione.
Roba da matti!
Carissimi ingegneri triennali,
chi scrive è sià un ingegnere, sia un perito.
Posso solo dire una cosa, preferisco essere Dott. Per Ind. !!!!!!!!!!!!
Egr.Dott.Per.Ind.
IN COSA SEI LAUREATO?
Qualora sei laureato in ingegneria, ti consiglio di iscriverti all’ordine degli ingegneri, di modo tu possa avere più ampie le competenze professionali.
@nicola , come al solito ti sbagli, Voi della sezione B avete il problema del progetto “standard” che si presta a una miriade di interpretazione noi no , io che sono perito industriale indirizzo elettrotecnica possa progettare qualunque cosa nel campo elettrico inoltre chi (come me ) è abilitato alla legge 818 puo’ progettare impianti antincendio come un ingegnere (“magistrale”), in alcuni ordini “voi ” avete dei problemi con i vostri “superiori” , ergo anch’io dopo la tesi rimarro’ un Per. Ind. (laureato) ma sempre un perito , e poi nel caso del collega ( visto che sei classista) è un dott. Ing. A tutti gli effetti nel senso che devi chiamarlo Dott. Ing. , il fatto che sia iscritto solo all’albo dei periti non esclude il titolo caro mio.
@Dott.Per.Ind.
Egregio perito industriale laureato, non conosci nemmeno quale sia il tuo titolo professionale.
Dott.Per.Ind. non esiste, leggiti l’art.55 del DPR328/01.
IGNORANTE
@Michele
Ma bravo, puoi progettare tutto?
Anche gli impianti di illuminazione pubblica?
Anche con l’uso del calcolo infinitesimale?
Perchè col diploma di perito industriale capotecnico indirizzo elettrotecnica non fai domanda di accedere all’esame di stato per l’esercizio della professione di ingegnere per la sezione A – settore B?
Io ingegnere iunior civile posso progettare gli edifici e i relativi impianti (di tipo semplice e con metodi standardizzati).
Egregio, tutto ciò che non è innovativo e complesso è semplice e standardizzato.
Io gli esami di analisi matematica li ho dati e l’esame di abilitazione che ho superato è per l’esercizio della professione di ingegnere, e te?
@Jogna
Leggendo i vari quotidiani, i vari siti, i resoconti delle conferenze stampa, ho notato che è lei l’ideatore e l’accanito sostenitore dell’idea “albo unico”.
Ho anche letto che ormai tale progetto si potrà concretizzare solamente come mera fusione dei collegi interessati, escludendo la soppressione delle sezioni B.
Siccome anche io ho amicizie politiche, tutto ciò mi è stato confermato da persona vicinissima al Ministro della Giustizia.
Anche i geometri hanno ricevuto tale notizia ed hanno inoltre capito che la loro vicinanza alla sua “figura istituzionale” è divenuta pericolosa. Per questo motivo si stanno defilando, per non attirarsi le ire dei Consigli Nazionali dei Laureati (veri) – ire che ora stanno indirizzando verso i periti industriali.
Ora data la sua non più tenera età, visto che il suo progetto (se si può definire tale) è fallito, non le resta che dare le dimissioni e lasciare spazio ai giovani periti industriali.
Come vede la sua caparbia, che si è trasformata in oligarchica saccenza è divenuta per Lei controproducente.
Ma come ha potuto pensare di potersi prendere gioco dei Presidenti dei Consigli Nazionali degli Ingegneri, degli Architetti, dei Geologi, degli Agronomi, degli Agrotecnici?
Col suo fare poco sincero ha indispettito chi è più potente e preparatto di Lei.
Il mondo politico ha tirato una riga e fatto la somma.
(Periti+Geometri = x)
(Ingegneri + Architetti + Geologi + Agronomi + Agrotecnici + Chimici = 3x)
Ma secondo Lei come poteva pensare potesse andare a buon fine il suo progetto?
Lei ha fallito, e le ripeto:
se ha onestà intellettuale si dimetta, sia più sincero ed abbia più rispetto di chi ha un titolo accademico superiore al suo titolo scolastico.
Egregio Presidente del Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati presso il Ministero di Giustizia: stia attento a fare dichiarazioni lesive nei confonti degli ingegneri iunior, Lei ha un ruolo istituzionale, badi, le querele sono pronte.
Terenzio Attalani
Ingegnere
civile e ambientale
IUNIOR
Giusto cari colleghi ingegneri, non è possibile tutto questo, io laureato quinquennale in elettronica N.O. regolarmente abilitato mi sono dovuto rivolgere ad un perito elettronico abilitato per farmi firmare il progetto dell’impianto elettrico dell’officina meccanica di un mio zio. Anche se mi scoccia dirlo, per la legge, nel mio caso, dovrei essere un perito.
Un Abbraccio a tutti.
Franco Ruggeri
Ing. Sez. A
Mi spiegate perchè noi illustrissimi periti industriali dovremmo invidiare l’albo degli ingegneri?? anzi ing. iuniores???
Personalmente io preferisco essere chiamato perito e progettare tutto nel settore di mia competenza che avere la possibilità di iscrivermi ad un albo in le cui competenze sono di semplice collaborazione e ripetitive.
Se ci dite che la facciamo facile e ci date contro per le competenze è dal 1929 che i periti tra i vari lavori svolgono anche quello della libera professione. Quando avete scelto la scuola superiore sapevate bene che i PERITI avevano queste possibilità…scusate ma potevate scegliere l’itis e abilitarvi mica ve lo ha impedito nessuno.
La laurea triennale potevate prenderla lo stesso ad esempio per …………ehm………………………il titolo.
Gaetani Per. Ind. Fracesco
———————–MODERATORE NICOLA:
Caro DIPLOMATO:
PUNTO 1)
circa l’albo degli ingegneri, devi chiedere al tuo presidente nazionale GIUSEPPE JOGNA sostenitore dell’albo dei tecnici LAUREATI PER L’INGEGNERIA.
Se voi siete diplomati periti industriali, perchè mai dovreste chiamarvi LAUREATI PER L’INGEGNERIA dato che non avete mai messo piede nell’università???
Chiedi a JOGNA, è lui che è favorevole a cambiare nome al vostro albo.
PUNTO 2)
Noi LAUREATI (art.8 comma 2 ed art. 13 comma 7 del m.i.u.r.270/2004) oltre a collaborare con i laureati magistrali, esattamente come voi, ABBIAMO ATTIVITA’ AUTONOME, come asserito nel d.p.r.328/2001 e nel successivo m.i.u.r.270/2004 art. 3 comma 4 e 5.
PUNTO 3)
Sei parecchio mal informato. Anche noi DOTTORI INGEGNERI iscritti alla sezione B dell’albo POSSIAMO FARE LA LIBERA PROFESSIONE. Infatti la ragione sociale della nostra partita IVA è: STUDIO DI INGEGNERIA, altro che iunior!!!
PUNTO 4)
Noto che fai fatica a chiamarci DOTTORI INGEGNERI cosi come prevede la legge art.13 comma 7 del m.i.u.r.270/2004 successivo al d.p.r.328/2001
PUNTO 5)
Noi DOTTORI INGEGNERI iscritti alla sezione B dell’albo, per il fatto di essere LAUREATI ed iscritti all’ordine degli ingegneri ABBIAMO PIU’ COMPETENZE rispetto a voi comuni diplomati. Lo so che vi dispiace, ma è la realtà.
Dott.Ing. Nicola Plasmati
Sono un Perito Industriale iscritto all’albo dei Periti Industriali laureato in Ingegneria Industriale (triennale)
——————MODERATORE NICOLA:
E quindi vuoi l’applauso?
Hai una laurea in ingegneria, SEI DOTTORE, SEI LAUREATO in ingegneria industriale, ti sei fatto 30 esami più la tesi e stai nell’albo dei diplomati?
Mi dici dov’è il salto di qualità che hai fatto?
Non sarai un po pirla? senza offesa!
Scusa, tanto vale che ti rimanevi diplomato!
Egregio Dott. Ing. Nicola Plasmati siamo diretti.
I periti industriali con il solo titolo acquisito mediante il percorso scolastico al giorno d’oggi non possono fare un ben niente.
E’ solo una base su cui poter costruire qualcosa.
Saper svolgere l’esercizio di impianti, sistemi automatici, elettronica, elettrotecnica, meccanica etc. non sono assolutamente sufficienti per essere “progettisti” (per.ind., ing, etc.).
Esistono software ben più bravi e veloci di noi nel semplice calcolo.
Un buon progetto è chiamato tale se le scelte progettuali , le ipotesi , e le altre variabili in gioco sono state attentamente valutate.
Su che base vengono valutate??… me lo dica lei.. Esperienza forse??
L’itis e le facoltà di ingegneria non possono purtroppo fornire esperenza pratica e per questo i neodiplomati e i neolaureati sono sulla stessa barca, non sanno fare un tubo se messi una prima volta a fare un progetto, gli errori sarebbero inevitabili per entrambi.
Le posso dire quindi che le abilità del progettista sono ben altre…. e non legate esclusivamente al triennio itis con le 3000 ore di specializzazione… o ai 30 esami (attualmente portati a 24) sostenuti all’uni.
Spesso questi esami sono molti e sulle maerie più disparate (un esame o due a materia) e fatti velocemente tanto che non sono così spendibili ai fini del “saper fare” per come si pensa.
Della serie che quando ti troverai con l’installatore a parlare di problematiche di come poter fare l’impianto… degli studi effettuati all’uni ne puoi fare un bel cartoccio e buttarli.
Molti suoi colleghi caro dott. ing. chiedono consigli a noi periti a volte appunto perchè mancano di eserienza.
Quindi gle ne sto parlando perchè mi hanno potuto confermare quanto appena detto.
Ribadisco che saper redigere un buon progetto, fare le scelte migliori trovare il giusto compromesso in termini di risparmio e sicurezza , conoscere la normativa tecnica vigente e saper risolvere problematiche di cantiere non è una cosa da poco.
Noi periti è vero che abbiamo un titolo di studio inferiore ma per diventare dei progettisti DOBBIAMO e ripeto DOBBIAMO svolgere un percorso biennale di pranticantato (gratuito) e acquisire esperienza e competenze che siano sia teoriche che pratiche collaborando a “casi concreti” per acquisire quel bagaglio culturale necessario per evitare “cazz…te” e sviluppare quella competenza ed esperienza necessaria per saper scegliere cosa è meglio fare. Questo è tutto ben diverso dal titolo acquisito.
Ricordo che il nostro esame di abilitazione è un caso concreto quest’anno (2010) ad esempio per l’elettrotecnica era basato sul progetto dell’impianto elettrico di un agriturismo con piscina in cui era prevista l’integrazione di un impianto FV.
…il vostro ??(parlo quello di ing no di per. ind. laureato) esercizi svolti già nel percorso universitario?? e poi sareste abilitati a progettare un impianto completo relativo a più specializzazioni??
… bah non vi lamentate…almeno siate contenti delle competenze che avete e non rompete con questo accanimento sugli ing tecnici in fondo siamo davvero spesso più tecnici di voi in riferimento a tante problematiche e con l’albo dei tecnici laureati potremmo sorreggerci a vicenda ,come attualmente facciamo , per raggiungere un unico servizio.
Infatti mentre voi appena diplomati andate a fare un percorso TRIENNALE all’ università (parlo per i sez. B) noi ce ne facciamo uno BIENNALE di pratica professionale ATTINENTE al lavoro che andremo a fare ecco perchè possiamo firmare tutto attinente alla nostra specializzazione.
Ti posso dire che nel praticantato due anni non sono mai …ma sempre qualcosa in più ,perchè le sessione d’esame è una all’anno ad ottobre qundi se uno si iscrive a gennaio esempio 2010 la pratica finisce a gennaio 2012 quindi in attesa dell’esame spesso rimane a collaborare nello studio sotto piccolo compenso.
Ti assicuro che in 2 o 3 anni di progetti ne vedi passare molti sotto le mani e in più l’attività viene svolta contestuamente allo studio e all’applicazione della normativa tecnica vigente.
In conclusione non siamo così graziati come si pensa. Non è che il novellino diplomato, con esperienza ZERO va progettando…
…. dedichiamo anche noi sacrificio e tempo per intraprendere e imparare e migliorare.
Capita alcuni ingegneri appena laureati vanno sub. all’abilitaz. la passano perchè non è un progetto reale ma esercizi attinenti alle matere studiate nel corso i studi…e sbam…PROGETTISTA …..e l’esperienza?? ….si fa con il tempo….certo molto spesso a scapito dei primi clienti….o scopiazzando di qua e di la o ….fotocopie di altri progetti simili…..raga è normale si sà non si nasce imparati.
(Cmq è un opinione personale non voglio fare polemica o mettere tutti allo stesso livello…ma semplicemente dire che per come sono le cose conta “il saper fare” non il titolo.
Se uno si chiama “dott. ing.” e uno “ing. tec.”
verrà pubblicizzato e ripubblicizzato che il tec. finale indica il famoso EX perito… ma ciò che il cliente vuole è saper che chi ha chiamato indipendentemente dal titolo sapia fare il proprio lavoro.
Saluti
Gaetani Per. Ind. Francesco
——————–MODERATORE NICOLA:
Gentile Perito,
è colpa degli ingegneri (3+2) se lo STATO ITALIANO e le UNIVERSITA’ hanno deciso di farci fare quel tipo di esame di stato?
La famosa esperienza hanno modo di farsela anche i laureati.
Chi è meglio un perito con 20 anni di esperienza o un ingegnere quinquennale con 20 anni di esperienza?
Un po di umiltà per favore.
Io ad esempio, mi sono abilitato nel 2006. Ad oggi ho 4 anni di esperienza e sono cmq un INGEGNERE in quanto iscritto all’ordine degli ingegneri, sez.B dell’albo. Sai cosa me ne faccio dei 2 annetti di praticandato che si fanno i neo 18enni periti?
Che ragionamenti sono?! Uno l’esperienza la fa, prima o poi la fa. Nel nostro caso la NOSTRA ESPERIENZA è ASSOCIATA ad un titolo di studio più alto rispetto al vostro.
Cosa intende LEI per esperienza? Un 18enne neo perito che per 2 anni impara a fare fotocopie negli studi degli altri?
Non è possibile equiparare i 2 anni di praticandato alla preparazione accademica triennale ove si affrontano circa 30 esami, la TESI e 4 esami di abilitazione. Non è che sia una passaggiata come i 5 anni di cazzeggio alla scuola superiore!
Il vostro problema, sono i vostri rappresentanti che con UMILTA’ ZERO VI VANTANO ED AUTOREFERENZIANO nonchè pagando su ITALIA OGGI fanno pubblicare articoli PRIVI DELLA FIRMA DEL GIORNALISTA. MA CHE PAGLIACCIATE SONO?
Ad ogni modo la ringrazio per il suo contributo, educato ed invito i miei colleghi nella stessa maniera a commentare quanto da lei postato.
Cordialmente,
Dott.Ing. Nicola Plasmati
Dott. Nicola,
sono daccordo con lei in parte…ma come di certo saprà svolgendo la professione è tutto presente all’interno della normativa….tutto normato!!
….la differenza tra ing. magistrali rispetto agli ing. triennali e i periti è che i primi possono redigere un progetto senza necessariamente attenersi alla normativa vigente.
In pratica quindi possono redigere un progetto secondo personali studi sperimentali.
Questo accade perchè giustamente hanno affrontato un percorso di studi iper-tecnici che gli consentono una conoscenza della materia ad alti livelli.
Perchè nessuno lo fa?
A mio avviso…per un fatto di responsabilità…!!
Il rispetto delle norme CEI assicura la regola dell’arte ed un progetto redatto a regola d’arte assicura anche gli standard minimi di sicurezza ( vedi D. Lgs 81/08). In pratica in caso si sia un incidente…il progettista chiamato davanti ad un giudice…dimostrando che il suo operato rispetta la normativa tecnica CEI….riesce facilmente a scagionare le sue responsabilità..(se così non fosse ci sarebbe un’assurda ricerca al rischio ZERO… (assurda e antieconomica) in caso contrario invece “DEVE DIMOSTRARE” che il metodo sperimentale adottato sia almeno equivalente ai fini della sicurezza a quello della normativa tecnica di riferimento. Dimostrare ciò davanti ad un giudice ad esempio a distanza di 10 anni su come si è operato….non è cosa tanto da sottovalutare….!!
I periti e gli ING. sez. B (quiandi anche voi) devono obbligatoriamente seguire la normativa….come ben sa nella normativa è tutto tabellato e normato.
Non ci sono valori a caso, c’è una rispondenza tecnica ben precisa, frutto dell’ esperienza impiantistica fino ad oggi conosciuta e ricercatori che lavorano per uno stardard qualitativo a livello internazionale.
Detto ciò (e la presenza capillre di progettisti diplomati lo dimostra) non è necessario aver necessariamente superato Analisi1 e 2 o fisica industriale 1 e 2 o anali numerica o chi più ne ha più ne metta…
basta conoscere molto bene la normativa applicabile e seguirne le prescrizioni.
Non serve essere ricercatori universitari capisce?? la matematica affrontata nel corso di studi delle superiori è più che sufficiente per verificare a mano le formule presenti nella normativa su cui poi si basano i software di calcolo impiantistico.
Un ultima cosa i PERITI debbono svolgere la formazione continua gli ing. al momento no…!!
A mio avviso l’esperienza conta ma conta anche il continuo aggiornamnto e la formazione…cioè voi avete fatto 3 anni di studi universitari i più noi 2anni di pratica in più a parità di anni….ma spesso una decina di seminari tecnici all’anno mirati alla progettazione e particolarità impiantistiche.(spesso anche prof. uniersitari di alcuni politecnici fanno i relatori e non solo periti o ing.)..!! Ripeto il nostro consiglio nazionale ce lo impone…..quindi negli anni le cose cambiano l’aggiornamento professionale è una colonna portante…quindi ritengo giusto che una persona che ha fatto solo 3 anni di studi universitari in più pretendere di avere un TITOLO SUPERIORE ….ma non pretendere di aver un così ampio dislivello di conoscenze come si pensa…. rimango un pò allibito quando sento la parola INFERIORI …. facciamo percorsi differenti ci facciamo un culo per 2 anni 8-9 ore al girno mattina e pomeriggio a LAVORARE GRATIS (almeno io non ho fatto le fotocopie ma ho lavorato quasi 3 anni prima di poter sostenere l’esame di abiltazione )…. ma entrambi siamo colleghi e abbiamo competenze simili ma percorsi differenti io credo che insieme periti e ingegneri (nel rispetto delle proprie competenze) siano un binomio infallibile.
“CENSURATO” POST ESAGERATAMENTE LUNGO
—————MODERATORE NICOLA:
Caro Perito, apprendo dal suo lungo ragionamento che:
1) L’ITALIA PUO’ FAR A MENO DELLE UNIVERSITA’
2) Il massimo grado di cultura viene dato dalle scuole superiori e dai corsi di formazione
La informo, che anche gli ingegneri e gli architeti si fanno i corsi di formazione. E quindi? Solo perchè a noi non sono obbligatori, valgono meno?!
Anche noi ci facciamo l’esperienza come voi. E quindi? Mica l’esperienza è una esclusiva solo vostra.
Noi però abbiamo fatto 30 esami più la tesi più 4 esami di abilitazione. A questo segue un master di 1° livello, corsi di formazione e quindi l’inevitabile esperienza.
E quindi?
Quello che a mio avviso cercano di fare i nostri rappresentanti con “l’albo unico” è tutelare la previdenza dei propri iscritti .
…cioè con la riforma scolastica varata nel 2009 per i futuri diplomati ITIS A.S. 2014/2015 stabilisce che il titolo rilasciato non sarà più “DIPLOMA DI PERITO INDUSTRIALE CAPOTECNICO” ma “DIPLOMA DI ISTRUZONE TECNICA”
Con l’istituzione dell’albo unico la previdenza veniva tutelata.
….Perchè questo??
Perchè dal 2015 la pratica professionale non sarà più possibile e per l’iscrizione all’albo sarà necessaria la laurea triennale.
I laureati triennali giustamente ambiscono al titolo di ING. (anche se screditato a IUNIOR) anzichè per.ind. laureato e quindi le iscrizioni all’albo dei periti sicuramente sarà molto bassa.
Per lo stato sarà un problema poichè i progettisti più diffusi in italia sono appunto i periti indutriali ne gli ingengeri e ne tantomeno gli ing. iuniores e quindi va ancor di più tutelata e salvaguardata in qualche modo.
In pratica…l’ingegnere tecnico sarebbe stata una figura transitoria ad esaurimento….come succede già con il Ragioniere-Commercialista.
Saluti
Gaetani Per. Ind. Francesco
————MODERATORE NICOLA:
Gentile Perito,
voi tecnici diplomati, siete liberi di unirvi tra voi e voi in quanto siete d’accordo. Ma non potete obbligare gli attuali iscritti alla sez.B degli ingegneri a cancellarsi dal loro ordine e venire da voi.
E’ un atto fascista. Ci vuole libertà di scelta in questo caso.
Poi cmq, tutti i geometri e periti laureati in ingegneria perchè non si sono iscritti da voi, ma hanno optato per l’ordine degli ingegneri?? La scelta l’hanno già fatta come vede.
La prego di rispondermi a queste domande:
a) IO HO FATTO IL LICEO SCIENTIFICO, LAUREA IN INGEGNERIA. Abilitazione in ingegneria. Posso mai essere un perito laureato? Dato che non ho mai messo piede presso un istituto tecnico industriale?
b) Lei che non ha mai messo piede in una università, PUO’ FARSI CHIAMARE INGEGNERE TECNICO O LAUREATO PER L’INGEGNERIA?
L’ALBO UNICO COSI COME IPOTIZZATO E’ UNA PORCATA FASCISTA glielo dice uno che ha sempre votato a destra.
Egregio Dott. ,
capisco le sue motivazioni ma il problema non sono i 20 esami della triennale (casomai il completamento della quinquennale) e cmq il riferimento al pezzo di carta e ai 30 esami sappi che ai periti tempo fa riconoscevano fino a 120 CFU su 180!!
….ora le uni arrivano a 60 …ma ci sono solo circa 20 esami.!!
Se uno lo fa per necessità lavorative sono daccordo….
ma per quelli già avviati nel settore….non credo serva tanto per imparare qualcosa fare 10 esamini….ma più per lo sfregio del titolo di PERITO INDUSTRIALE LAUREATO…perchè ING. IUNIOR è proprio triste….
Cioè prendi la laurea ti chiamano con il titolo di “DOTTORE in INGEGNERIA”….superi l’ambita abilitazione…. e diventi iunior???
Boh!! che italia!!!
Gaetani Per. Ind. Francesco
————-MODERATORE NICOLA:
Infatti. L’Italia è l’unico Paese al Mondo in cui un professionista benchè laureato, benchè abilitato, benchè MAGGIORENNE, viene chiamato IUNIOR dallo Stato!
SEMPLICEMENTE VERGOGNOSO E RIDICOLO.
Ad ogni modo, per fortuna la qualifica accademica di Dottore in Ingegneria non viene abrogata da quella merda di qualifica professionale.
Cmq caro Dott. Plasmati la mia paura è che nel futuro gli iuniores stando nella sez. B dell’albo saranno sempre presi di mira da quelli della sez. A….è vero molti solo per presentarsi come ing. davanti ad un cliente (omettendo tra l’altro Iunior che è davvero squallido) si iscrivono all’ordine degli ing.!! ma non sanno che non saranno mai tutelati a dovere..
I quinquennali si comporteranno sempre da superiori….perchè ragioneranno…..proprio come voi fate con noi periti…..NOI ABBIAMO FATTO 20 ESAMI IN PIU’ DI VOI….completare la quinquennale non è come completare la triennale e bla bla bla….anche quando probabilmente qualcuno di voi sarà più motivato e capace di loro.
Già il fatto che la legislazione riporta” operazioni di collaborazione e progetto standard o cose simili”….credo che già delinei….come si dice da me..l’andazzo….!!!…..(parere personale )
Gaetani Per. Ind. Francesco
—————-MODERATORE NICOLA:
Caro Perito, lei ha ragione. Però dimentica che ultimamente (VEDI TAR PUGLIA e vedi c.d.s. n°1473/2009) i quinquennali sono stati CAZZIATI A DOVERE dalla magistratura.
La collaborazione degli ing. B con gli ing. A è solo solle opere complesse/innovative. Per il resto l’ing. B ha sue attività autonome (opere semplici con metodo standard) . Attenti a mettere in giro voci false e leggende metropolitane.
Cmq , la mia qualifica accademica corretta e “Dottore in Ingegneria” da cui Dott.Ing. Plasmati.
Dott. Plasmati,
mi sto chiedendo perchè mai
abbia cancellato il post precedente.
Avevo risposto ad alcune delle sue domande cercando di essere esauriente.
Capisco che lei è il moderatore….ma se lascia nella pagina cosa le fa più piacere lasciar leggere ai visitatori….non capisco per quale motivo lasci spazio libero ai commenti!!!
Saluti
Gaetani Per. Ind. Francesco
——————-MODERATORE NICOLA:
Le racconto un fatto:
Il vostro Jogna va dicendo su OPIFICIUM che vuole dialogare con noi ing. triennali.
Ho inviato quindi un articolo a nome di tutti noi al sito del CNPI con richiesta di pubblicarlo.
(L’articolo è scaricabile su questo sito)
Risultato? E’ stato Censurato. E quindi a che serve dire che si vuole il dialogo con noi se poi i nostri tentativi di dialogo con voi vengono CENSURATI?
Tornado a noi, ho ritenuto opportuno non pubblicare il suo post in risposta al mio. Lei ribadisce sempre che l’esperienza la fa da padrona, corsi di formazione su corsi di formazione, ore in aula ecc…
Le torno a rispondere che anche noi LAUREATI IN INGEGNERIA facciamo corsi di formazione e master cosa che voi non potete fare in quanto non siete laureati.
Ci sono master che durano anche un anno. E quindi?
A parità di corsi di formazione fatti, risulta che noi siamo laureati e voi no. E quindi?
A parità di anni di esperienza maturati, risulta che noi siamo laureati e voi no. E quindi?
Al di la dell’esperienza e corsi di formazione, si ricordi che noi abbiamo fatto TRE ANNI DI UNIVERSITA’ cosa che voi non avete fatto.
Noi abbiamo tre anni di studio in più rispetto a voi.
Gli ingegneri magistrali hanno due anni di studio in più rispetto a noi e 5 in più rispetto a voi.
E’ un dato di fatto che i vostri leaders non accettano.
Si in effetti viaggiamo su due binari differenti,
sarà probabilmente il percorso differente che abbiamo fatto.
Le racconto anche io un fatto:
Io perito industriale iniziai la mia gavetta in uno studio di progettazione…. i primi mesi furono molto duri perchè come ben sa la progettazione è regolata da una giugla di normative e agli inizi non sapevo una norma apparte qualcosa della 64-8 studiata alle superiori.
Le cose erano reali, ad esempio per l’impianto di terra la resistività del terreno e altre variabili andavano misurate non ipotizzate come negli esercizietti delle superiori.
…Difficoltà su difficolta….prezzari regionali per la redazione di computi metrici…..con denominazioni di apparecchiature che non conoscevo…etc.
Trascorsi i due anni con sacrifici avevo acquisito una certa esperienza …studiavo la normativa e contestualmente ripassavo l’elettrotecnica per non trovarmi impreparato all’esame di abilitazione… visto che dovevo operare con calcoli manuali….!!!
Un bel giorno arriva il nipote del titolare in ufficio per intraprendere l’attività…Ingegnere Elettrico quinquennale abilitato e laureato con 110 e lode all’uni di Bologna.
Una persona squisita…sempre disponibile.
Beh ecco sapeva tante cose… qualsiasi cosa teorica gli chiedevi…ad esempio la risonanza ecc. te la spiegava alla perfezione.
Mi sentivo inferiore a volte di fronte a tanta conoscenza io ero un semplice perito lui ingegnere con lode.
Ma quando si mise a fare i primi computi….per gli installatori…i primi progetti….aveva le MIE STESSE DIFFICOLTA’…mi vedevo io agli inizi….chiedeva sempre….ma questa cosa è prevista??….posso fare così??….ricordo metteva i pozzetti a 30 metri….!!! cioè vedi l’istallatore quanti DEI ti manda quando non riesce a far passare i cavi..gli dicevo al max prevedili a 15 metri…..etc…
Ricordo anche che i primi tempi mentre studiava la normativa iniziò a dimostrare un pò di formulette della 64-8 dicendo..” vedi questo deriva da questo e bla bla bla e concludeva dicendo…è una soddisfazione capire i normatori come hanno ragionato”.
…e io rispondevo vero Roberto..ma se ti metti a rifare una cosa già fatta…. per le consegne di lunedì …non vengono i normatori a fare il progetto!! …atteniamoci alla normativa e facciamo ciò che serve per far trovare tutto pronto al cliente quando passa a ritirare gli elaborati.
Dopo un anno anche lui ha maturò una certa esperienza e il lavoro non gli lasciava tempo per fare le dimostrazioni delle formulette delle norme…tante cose teoriche se le dimenticò…si è staccato dalla mentalità spensierata che ha lo studente abituato ad fare gli esercizietti ha.
Adesso ha scadenze, impegni e di conseguenza i suoi interessi si sono spostati a ciò che serve per svolgere il suo lavoro.
Ecco cosa intendo quando ti parlo di esperienza….è vero l’ingegnere sà più cose..ma solo in riferimento a quelle studiate all’uni….quelle che servono per lavorare realmente le impara allo stesso modo che può fare un perito.
L’unica differenza è che ha una capacità maggiore di affrontare meglio determinati problemi logico matematici e giù di li….
ma purtroppo a quel livello non serve…
nella libera professione ci sono TEAM di Ingegneri che studiano per la collettività apposta per lanciare uno standard da seguire.!!! Si tutela in questo modo opinioni…e via dicendo….la normativa prevede quello e quello è ciò che è necessario punto.!!!
….Se il libero professionista facesse il ricercatore allora si…..erano indispensabili le conoscenze acquisite all’uni.
Lo dimostra anche il fatto che al momento… l’ing che ho mensionato non ha più avuto interesse e TEMPO di mettersi a fare le dimostrazioni..neanche fa più i calcoletti..usa i software..e sceglie….quasi escusivamente secondo le conoscenze e l’esperienza che si è fatto lavorando.
Saper fare la trasformata di laplace per farti un esempio non serve!!!
Le conoscenze dell’uni sono usate al 10% ecco perchè anche i periti riescono adeguatamente a progettare!!
Questo è quanto
Saluti
Per. Ind. Gaetani Francesco
——————————-MODERATORE NICOLA:
La trasformata di LAPLACE o il teorema di TAYLOR non servono nella vita pratica ma servono per aprire la mente al fine di saper affrontare problemi che si dovessero presentare nella vita quotidiana.
Il prontuario delle formule, le tabelle ed i vari software, non risolvono specifici problemi. Li serve avere una mente aperta abituata a ragionare. Solo l’università può darti questo, non di certo le 4 cazzate che si studiano alla scuola media superiore.
Ad ogni modo, io leader degli ing. triennali democraticamente do voce sul nostro sito anche a voi periti. Il vostro Jogna preferisce invece censurare la lettera che gli abbiamo inviato tramite il sito del CNPI e preferisce sostenere una legge FASCISTA che obbliga gli ingegneri triennali ad iscriversi in un albo NON LORO, senza possibilità di scelta.
E’ bene che gli spiegate cosa vuol dire DEMOCRAZIA E LIBERTA’. In altro modo imparate a votare e scegliere i vostri rappresentanti.
Dott. Ing. Plasmati deve però capire alcune cose:
1- l’italia si deve adeguare all’europa nei tempi previsti.
2- L’italia ha sempre avuto la presunzione di vantare delle scuole altamente qualificanti rispetto all’europa.
3- Si sono affiancate sempre due figure per quasi un secolo …gli ing. VO da una parte e i periti dall’altra.
4- Entrando in europa però si rese necessaria una riforma.
5-La riforma avvenì non perchè il sistema non funzionasse ma perchè l’europa obbligava la riforma.
6- Mentre già in tutti i paesi europei esisteva da tempo la figura dell’ ing triennale l’italia si adeguò per ultima.
Introdusse la laurea triennale ma purtroppo non ebbe il successo europeo!! ….non serviva!!!
……conosce la storia di balto??? mezzo cane e mezzo lupo??? …..l’italia aveva sempre avuto o cane o lupo….!!!
7-Poi mentre in europa erano già collaudate le due figure e avevano competenze stabilte ed accettate per via che non esistono le scuole tecniche ma o licei o professionali… l’uni era l’unico modo di formazione formando gli ing. jr e gli ing.!!
in italia si videro invece affiancate 3 figure periti —ing.jr –e ing….troppe!!!
8-ORA—-Mantenere l’accesso all’albo ai periti industriali mediante praticantato significava disincentivare l’università!!..
i triennali sarebbero rimasti pochissimi..e poi non si sarebbero soddisfatte le richieste dell’europa di formare ing. triennali e ing.
.((quindi è stata varata una legge che stabilisce che dal 2015 sarà necessario conseguire una laurea triennale in ingegneria.)
9- Adesso il problema che si pone è che le figure del perito, perito laureato, ing. jr, ing. sono troppe e (credo che lo sappia) a livello di competenze uno schifo.
10- Voi triennali non siete tutelati a dovere.
11- Noi non possiamo continuare a mantenere il nome di PERITO INDUSTRIALE perchè rimane il problema di uniformare il nome come è presente in TUTTI gli altri paesi….!!! e ricordi che in europa esiste l’ing tecnico che ha le competenze del perito in italia!!!! e per questo in italia pensò tempo fa di uniformarsi in questo modo!! da ricordare in passato la figura del ragioniere -commercialista….che ora è ad esaurimento.
12- Si pensò all’albo unico per fare questi benedetti due livelli e risolvere il problema….eliminando i 3 livelli attuali!!!
13- I periti abilitati per i diritti acquisiti non possono andare in mezzo alla strada e saranno sempre tutelati…e continueranno a fare il proprio lavoro fino ad esaurimento….
Ora visto che il problema deriva soprattutto dalle richieste europee….le chiedo:
Sa proporre un modo diverso per risolvere il problema??? senza mantenere il nome di perito industriale per noi e mantenere i 3 livelli attuali??? ——periti —–ing. jr e ing..????
15- Ricordi che di periti ce ne sono centinaia di migliaia mentre di ing triennali decine di migliaia (si e no)….!!!
A mio avviso o si spostano tutti i periti alla sez. B degli ing. ….ma non avendo una laurea in ingegneria ( e come dice lei) non possono essere iscritti all’ordine degli ingegneri.
O si cambia denominazione TECNICI LAUREATI PER L’INGEGNERIA in modo da veder scritta anche la figura “TECNICI” oppure si spostano gli ING. JR nei periti laureati…perchè infondo voi siete laureati….
Le ripeto che andrà presa una soluzione per uniformare l’italia a livello europeo…
purtroppo nelle fase di adeguamento c’è chi ci giova e chi ci perde…non perchè si vuole essere ingiusti ma perchè purtroppo c’è da trovare un compromesso.
Tempo fa ci giovarono i ragionieri con la denominazione ragionieri-commercialisti anche se non erano andati alla facoltà di economia e commercio.
Saluti
Gaetani Per. Ind. Francesco
—————————–MODERATORE NICOLA:
Le do la mia ricetta:
Gli attuali ing. B passano nella sez.A dell’albo degli ingegneri dove sono già iscritti, previo corsi di formazione compensativi.
Voi diplomati, vi unite in un albo chiamato: ALBO UNICO DEI TECNICI DIPLOMATI.
ECCO QUINDI I DUE LIVELLI.
Cosi è sicuro che voi diplomati NON VI SPACCIATE LAUREATI PER L’INGEGNERIA dato che NON AVETE MAI MESSO PIEDE IN VITA VOSTRA IN UNA UNIVERSITA’.
Diplomati siete e diplomati rimarrete. Nessuna laurea regalata vi deve dare l’europa.
Le sfugge che i primi oppositori di questa proposta di legge fascista, sono proprio i QUINQUENNALI ingegneri.
Secondo lei chi ha studiato 5 anni all’università, starà zitto nel vedere i diplomati che diventano per decreto legge LAUREATI PER L’INGEGNERIA? Sono COGLIONI che hanno studiato 5 anni quando lo stesso titolo lo potevano avere con il semplice diplometto della scuola media superiore?
Siamo seri! Sono d’accordo con lei che occorre adeguarsi all’EUROPA, ma senza RUBARE e senza PRENDERE PER IL CULO.
E come la mettiamo con i diritti acquisiti? Noi ing. sez.B abbiamo maturato i diritti di appartenza all’ordine degli ingegneri per via del superamento dell’esame di stato e della successiva iscrizione all’ordine.
Lo sa che è anticostituzionale negare o abolire i diritti acquisiti?
Io sono di destra(ex M.S.I., ex AN, ex FIAMMA TRICOLORE, ora F.L.I. di Fini),
ma questa proposta di legge FASCISTA che il vostro Jogna appoggia, MI FA VOMITARE.
Noi Ing. abbiamo conseguito la laurea triennale con la consapevolezza di essere iscritti all’Ordine degli Ingegneri, ovviamente dopo aver superato l’esame di stato che non è assolutamente una passeggiata.
Si vogliono fondere i vari collegi di diplomati? Se va bene a voi va bene anche a noi, l’importante è non mettere in mezzo noi, non capisco cosa c’entriamo noi ING. LAUREATI con i diplomati.
Chi ha messo piede all’università sa bene che per conseguire la laurea triennale bisogna superare ben 32 esami, le stesse materie che ha affrontato un Ing. sez. A.
Negli altri 2 anni di specializzazione si studiano quei pochi capitoli che sono stati separati dai 32 esami sopracitati.
Detto ciò E’ PALESE che siamo vicinissimi agli Ing. sez A e lontani anni luce dai diplomati, in fondo il diploma di scuola media superiore l’abbiamo conseguito tutti e la maggior parte degli Ing. ha fatto l’ITCG.
PER QUALE LOGICA UMANA DOVREBBERO SRADICARCI DAL NOSTRO ATTUALE ALBO E UNIRCI AI DIPLOMATI?
PERCHE’ CHI HA SOLAMENTE IL DIPLOMA DOVREBBE CHIAMARSI LAUREATO?
La mia soluzione è identica a quella del Collega Ing. Plasmati:
VOI VI UNITE CON I VOSTRI COLLEGHI DIPLOMATI E FORMATE UN “ALBO DEI TECNICI”;
NOI ING. LAUREATI COMPENSIAMO QUEI POCHI CAPITOLI CHE NON ABBIAMO STUDIATO ALL’UNIVERSITA’ FACENDO DEI CORSI FORMATIVI.
ECCO I DUE LIVELLI CHE CERCAVI!!!!
IN UNO STATO ONESTO QUESTA SOLUZIONE ONESTA SI ADDICE AD HOC, IN UNO STATO CORROTTO E MAFIOSO COME IL NOSTRO BISOGNA ASPETTARSI CHE GENTE DIPLOMATA PRETENDE LA LAUREA DOPO AVER PRESO 7 AD EDUCAZIONE FISICA E RELIGIONE.
STIAMO DIVENTANDO SEMPRE PIU’ RIDICOLI AGLI OCCHI DELLE ALTRE NAZIONI.
Egregio ing. Felice se il suo collega plasmati non cancella il commento
….stasera le rispospondo in modo esauriente.
Saluti
Gaetani Per. Ind. Francesco
Se ci tagliano le competenze rendendo di fatto inutile la laurea…che ci tornino i soldi!
3 anni di retta universitaria circa (cose di reddito vario) 3500-4000 euro.
3 anni passati a studiare per nulla invece che a lavoro (1000 euro mese netti) 36000
se ci tolgono la professione, che ci diano i nostri 40000€ allora
Volutamente provocatoria.
Roberto Gravante, ing. iunior
—————————-MODERATORE NICOLA:
Uno che, volontariamente, si firma “ing.iunior” merita di essere preso per il culo a vita.
Dott.Ing. Nicola Plasmati
Caro collega se li avessi te li darei subito io 40000 €, uno in meno che si definisce iunior a discapito di chi lotta ogni giorno per far abolire quell’ aggettivo.
Lo capisci che rovinano il futuro a tutti noi?
Se proprio vuoi quantificarlo in soldi aggiungi un pò di zeri.
CARI INGEGNERI ELETTRICI E NON SOLO, QUANDO PROGETTATE PERCHE’ FATE FINIRE I LAVORI AGLI ELETTRICISTI E POI FATE IL PROGETTO?
PERCHE’ NON CAPITE UN TUBO, AVOGLIA DI DARE MATERIE MA SE NON FATE ESPERIENZA DI CANTIERE, SPORCARVI LE MANI A FARE ANCHE I SCASSI NEI MURI SARETE SEMPRE PRESI IN GIRO SIA DAGLI INSTALLATORI CHE DAI SEMPLICI MURATORI.CARISSIMI NON BASTA ALLARGARSI LA BOCCA PER AVERE DATO 30 MATERIE, ANDATE A LAVORARE E I PERITI CI VANNO ALLA GRANDE AVETE TANTO DA IMPARARE DA LORO , NOI SIAMO I VERI TECNICI.
————————–MODERATORE NICOLA:
Caro Per.Ind. Fabio,
chi ti dice che noi ingegneri (A e B) non abbiamo e facciamo esperienza di cantiere?
Sono d’accordo con te. I veri tecnici siete voi OPERAI di periti che nei cantieri eseguite ciò che vi viene detto dagli ingegneri (A e B).
Sempre con questa vostra PATETICA&STORICA presunzione che con il solo DIPLOMETTO conseguito presso la SCUOLA DELL’OBBLIGO, vi credete più bravi rispetto a chi si è fatto 3 o 5 anni di università.
Stando al tuo post, le università non avrebbero motivo di esistere.
Hai detto bene. Noi sezione B abbiamo fatto rispetto a voi diplomati, 30 ESAMI UNIVERSITARI, più la tesi e più altri 4 esami di abilitazione.
Voi diplomati, AVETE STUDIATO IN ETA’ ADOLESCENZIALE 4 CAZZATE SPIEGATEVI DA PROFESSORI DEMOTIVATI DELLA SCUOLA PUBBLICA E DELL’OBBLIGO.
Sai, anch’io ho il diploma come te e so bene come funziona la scuola media superiore. Per questo MI SONO POI LAUREATO, PER ACCRESCERE LA MIA CULTURA.
Vatti a fare una cultura e poi puoi aprire bocca.
Come mai non si leggono più articoli su l’albo unico dei tecnici laureati per l’ingegneria “comandati” da Jogna?
—————–MODERATORE NICOLA:
Collega, ai periti ed ai geometri non li caga più nessuno. L’Italia ha ben altri problemi che assecondare i capricci di chi vuole il titolo di INGEGNERE senza passare dall’università.
Jogna ha fallito. Si deve dimettere.
Scusate ma io sto leggendo cosa succede in italia e vi capisco moltissimo. Da noi in svizzera questo sistema che voi probabilmente mo avete nuovo anche non funziona come dovrebbe.
Ma mo ta tempo dobiamo sentire che un studio svizzero di universita in Italia non vale un bel niente. Allora un avocato svizzero in Italia non e niente!! Ma certo e normale se venite tutti a lavorare da noi con periti italiani non sono neanche laurati. E poi quelli che abitano in svizzera che hanno un perito normale con molti anni di esperienza non sono niente, ma si prendono tutti dal estero. Ma come puo essere questa cosa?
Allora e vero che i periti Italiani sono cosi ricercati al estero specialmente in svizzera. Perchio io ho cominciato a fare un perito italiano, cosi ho tante porte aperte in svizzera.
Ma un perito Industriale e soltanto una maturità, non e una universita in questo vi devo dare ragione. Dopo il perito di devi ancora di nuovo iscriverti in una universita per diventare un Ingeniere. Ma dopo il perito sono soltanto un elettrotecnico diplomato e sicuro no un ingeniere. Ma cosa sono ste cose? Non capisco che merdata e questo!!!
Io sarei contento di lavorare insieme a un Ingieniere laureato potrei imparare tante cose. Anche mo sarei contento se avessi uno come amico almeno mi poteva aiutare a superare l’esame di maturita.
——————-MODERATORE NICOLA:
Il commento dell’amico svizzero, DIMOSTRA come i periti industriali italiani VENGONO PARACULATI in quanto alla loro comica pretesa di volersi fare chiamare INGEGNERE senza aver fatto l’università.
Le minchiate dette dai vertici dei periti industriali, hanno varcato i confini nazionali grazie al web.
E’ chiaro, lo capiscono tutti: SE NON SEI LAUREATO ED ABILITATO IN INGEGNERIA non puoi fregiarti del titolo di ingegnere nè tanto meno esercitare tale professione.
Qualcuno lo dovrebbe spiegare al presidente dei periti, GIUSEPPE JOGNA in considerazione delle ultime ridicole sue affermazioni su MONDOPROFESSIONISTI.
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